martedì, 10 febbraio 2009
una nazione sgangherata e svuotata, priva di bussola. pavida e impulsiva che ragiona con lo stomaco e ama con i piedi.

una nazione che ha smesso di aver contatti (o tentativi di contatto) con il suo subconscio collettivo quanto individuale, con la sua storia, unita e divisa dal calcio e da notizie di moda. che contraddice il termine religione – legare due volte – perché vi rimane legata una sola volta, quella dei sentimentalismi e delle emotività 3 x 2.

una nazione che continua ad arraffare e vive nei centri commerciali e nell’esperienza dell’acquisto. aggressiva. in fuga compulsiva da arte, amore e psiche. una nazione illusa

nazione delle viscere
nazione orogenitale
nazione degli arti inferiori

che non avverte il rumore dello schianto.
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categoria:pensieri del té
sabato, 29 novembre 2008
La neve è andata via, lascia qualche traccia dietro casa e la voglia di vedere altro: il nuoto di sirene, picchi montani dove si appalesa la divinità, grotte che ospitano i convegni delle ninfe.

La carta è stanca, e rifiuta l'inchiostro. Un corvo rauco canta il giorno volando verso il campanile.
E' il richiamo del Lontano.
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categoria:diario, pensieri del té
mercoledì, 24 settembre 2008
Salirei in cima alla collina di Pizzofalcone, a Napoli, portandomi una bottiglia piena di vino (non una bottiglia di vino, che la bottiglia, notoriamente, è di vetro), o dietro la Nunziatella, e ci passerei qualche ora a guardare il panorama, bere vino e pensare ai casi miei.

E' una cosa che, quando mi è capitato di dirla a qualcuno, ho capito che era proprio inutile dirla. Voglio dire: le reazioni di chi si sentiva raccontare questa cosa finivano per rovinarne irrimediabilmente la bellezza sospesa.
Qualcuno mi diceva, infatti, Ma guarda che bisogna andare a lavorare, altri Ma non ti annoieresti, Altri ancora tiravano fuori un sorrisino di compatimento.

A pensarci bene è prorpio questa la cosa che mi faceva incazzare (ora non più). Non tanto il fatto che i miei interlocutori non avessere un sogno simile al mio nella loro zucca. Ma che si sentissero motivati a rovinarmelo! Che marmaglia!
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categoria:pensieri del té
giovedì, 26 giugno 2008
Buongiorno. Aprite il sussidiario a pag. 36. Bene.

Esercizio n. 1
Munitevi di 10 fogli di carta millimetrata. Stabilite un punto a piacere sulla superficie del primo foglio, che avrete cura di riportare nello stesso punto anche sugli altri nove fogli.
Tracciate a matita sul primo foglio, a mano libera, una circonferenza, partendo dal punto che avete precedentemente tracciato, e ripetete la stessa operazione sugli altri fogli. Disponete poi in sequenza i 10 fogli e osservate le diferenze intercorrenti tra le dieci circonferenze ottenute. Cospargete di zucchero a velo quanto basta. Servite fresco in giardino, possimilmente di plenilunio.

Esercizio n. 2
Munitevi di un grande foglio di carta da imballaggio. Disegnate una mappa immaginaria con vertice basso esposto a Meridione. Sovrapponetegli nell'ordine: un frammento di nuvola, un ciclo lunare completo e due fragole senza foglie.
Sdraiatevi sul foglio. Cercate di dormire.

Esercizio n. 3
Annusatevi. Osservatevi. Potete anche leccarvi per sentire il sapore. Sceglietevi. Create tre gruppi di 10 persone. Disponetevi in cerchio seduti per terra. Il primo, estratto a sorte, emetta un suono a piacere e lo "passi" al suo vicino a destra, che cerchi di "passarlo" a sua volta al vicino di destra e così via, mantendosi il più possibile vicini al suono originario. Quando tutti i gruppi avranno fatto circolare il loro suono, costituite un unico cerchio di 30 persone, tutte sedute per terra. Guardatevi intensamente negli occhi. Poi chiedetevi perchè abbiate fatto una fesseria del genere.
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categoria:pensieri del té
mercoledì, 18 giugno 2008
(Vorrei essere fauno
e questa sera dimenticare
d'incoscienza panica
il dolore)

il fauno

No, ma l'anima
Senza parole e questo greve corpo
Tardi ancora soccombono al silenzio
Fiero del mezzogiorno: senza più
Dormiamo nell'oblio della bestemmia,
Sulla sabbia turbata e com'io amo
La bocca aperta all'astro che matura
I chiari vini.
(Mallarmè, Il pomeriggio di un fauno)
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categoria:pensieri del té
lunedì, 16 giugno 2008
Cosa sarebbe Londra senza le pagine di Arthur Conad Doyle o Charles Dickens ma anche di Martin Amis o Hanif Kureishi? Come sarebbe Praga senza Jaroslav Hasek, Ripellino, Kafka o Meyrink? E di Parigi se non fosse per Georges Perec, Raymond Queneau e Georges Simenon? E Lisbona senza Pessoa, che città sarebbe, o Istanbul senza Orhan Pamuk, o Barcellona senza Montalbàn?

Lo so, lo so non tutti hanno letto o leggono questi o altri scrittori, non tutti si saranno creati un'immagine di una città anche grazie alle pagine di un libro. D'accordo.
Ma accidenti, un po' di immaginario si sarà creato intorno a Parigi, Praga o Barcellona? Almeno un po'? Sì certo.

Ma, poi, se penso a Valerio il pellicciaio, tanto per dire, e al mille altri come lui, ma che accidenti di immagine si saranno fatti di una città? Beh, di sicuro per lui Parigi sarà la Torre Eiffel, Barcellona le Ramblas. Ma Praga? E Lisbona? Boh.

Lo sapevo, ci risiamo, ma come si fa a parlare con uno che non ha un'idea di Praga o di Lisbona? Eh????
E poi lo so cosa direbbe Valerio il pellicciaio se gli ponessi il problema! Sapete cosa? Mi direbbe, Valerio il Pellicciaio

Eh, ma lo sai che io lavoro dalla mattina alla sera, e torno a casa che sono stanco e devo pensare ai casi miei con tutte le cose che ho da pensare, cosa vuoi che me ne freghi di questi scrittori e di Praga e di Lisbona tutte queste città che no so niene e manco me ne frega niente?

Ecco, le vedete? Con Valerio il pellicciaio non si può ragionare.
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categoria:luoghi, geografia, pensieri del té
lunedì, 09 giugno 2008
Sarà che sto traducendo un articolo di Jean Luc Joly che s'intitola Cartographie et totalité dans l'oeuvre de Georges Perec, sarà che a me le mappe e le carte geografiche m'hanno sempre incantato, sta di fatto che stasera avrei voglia di rifugiarmi in una carta geografica.

Sì, proprio in una cartina geografica. Poterla percorrere, seguire l'andamento sinuoso e azzurro dei fiumi (che nella realtà non sono azzurri), percorrere le pianure verdi (che nella realtà non sono sempre verdi), costeggiare le falde dei monti (che nella realtà non sono sempre marroni).

Forse abitare una cartina geografica può essere più rassicurante.
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categoria:perec, pensieri del té
giovedì, 05 giugno 2008
Gian Paolo Serino avanza dubbi su topo Firmino.
Ho visto il film del topo Ratatouille.
In tv invece ho visto un politico figl'e zoccola.
O tempora, o topes.
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categoria:pensieri del té
giovedì, 29 maggio 2008
Piove.
Vedo le nuvole scivolare lente, in strati di differenti intensità plumbee.
Poi vedi che scherzi fa il cervello, o ciò che ne rimane.

Mi torna in mente che nel 1678, era una mattina di un 2 giugno, sbarcarono nei pressi di Torre Canne 400 Turchi: 100 rimasero a guardia delle imbarcazioni, e gli altri 300 marciarono verso Fasano. Penetrarono nell’abitato dalla parte sfornita di mura e iniziò il combattimento con i cittadini, che li ricacciarono fino alla spiaggia e poi in mare.

L’unico legame che ho con quell’episodio è Fasano, in paese in cui ho vissuto molti anni fa. E, subito dopo, m’è tornata in mente una tela custodita in una chiesa fasanese in cui è ritratta la Madonna che scaccia i Turchi invasori.
Rimane il fatto che non so perché, mentre osservavo le nuvole stando alla scrivania in redazione io abbia pensato a quell'episodio storico.

Allora mi chiedo una cosa: ma allora lavorare è proprio dannoso!?
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categoria:pensieri del té
lunedì, 26 maggio 2008
Le avanguardie hanno costituito "movimenti" che hanno rifiutato, per prima cosa, ogni mercificazione dell'arte, sperimentando forme espressive originali o nuove, e rifiutando i codici culturali tradizionali.

Basta ricordare i Fauves (Henri Matisse, Raoul Dufy), il Cubismo, il Futurismo, il Surrealismo, il Dadaismo, e anche il Situazionismo.

Tutto ciò che è stato Avanguardia è anche Passato.
Un passato non verace di pomodoro. Non Giò Pomodoro.

Com'è naturale, con trascorrere del tempo hanno perso forza, si sono disciolti come Movimenti, si sono addormentati, hanno generato per gemmazione altri movimenti altre avanguardie.

Ma ora dove sono le Avanguardie? Ce ne sono? Quali? Perché è difficile individuarne di nuvove? Perché non ci sono?

Io mi sono fatto una breve e sintetica quanto avanguardistica idea che l'unica Avanguardia sia il Mercato. E' l'unico in grado di assorbire i germi di ogni avanguardia e di ogni movimento (non escluso nemmeno il rock e il punk) rendendoli inoffensivi, contenibili e buoni da vendere.
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categoria:pensieri del té