mercoledì, 17 settembre 2008
Ischia è interamente bagnata dal mare, senza dubbio: è zuppa.                                                                                      castello aragonese

A Ischia i conigli nascono già contornati di olive, dal cui fatto l'isola è nota per il coniglio all'ischitana.

Ischia ha un castello aragonese. Ma prima degli aragonesi c'erano stati i greci, e anche gitanti della domenica.

A Ischia gli ischitani parlano l'ischitano, che è come il napoletano ma più cupo e antico.

A Ischia si produce l'amaro Rucolino.

I tedeschi sono numerosi in ogni luogo, a Ischia, la maggiore delle isole del Golfo di Napoli. Sono così tanti che a fare un giro per l'isola sembra si stare ad Hannover.

A ISchia c'è il gestore di un bar notturno che si lamenta delle tasse e dice che lui ha già comprato proprietà a Santo Domingo, dove vuole trasferirsi, perché qui in Italia è tutto difficile: fanno i controlli sullo smaltimento degli olii della cucina e pretendono che i camerieri abbiano l'assicurazione!
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categoria:luoghi, geografia
giovedì, 04 settembre 2008
ContemplazioneSant'Angelo è un'isoletta rocciosa  unita a Ischia da una stretta fascia di sabbia. Prima di raggiungerla, presso Cava Petrella, si passa accanto a certi soffioni vulcanici e ad alcune sorgenti d'acqua calda insapore dove le donne cuociono uova e patate. A Sant'Angelo potete trovare alloggio e vitto buoni. (...) Non è una cattiva idea passare un'intera giornata a Sant'Angelo; potete fare il bagno, visitare le rovine del castello in cima al promontorio e percorrere uno strano sentiero che si diparte dalla spiaggia dei Maronti, un po' a Ovest della Cava dell'Acquare, e s'arrampica fino a raggiungere un punto chiamato Noia, sulla strada carrozzabile poco lungi da Fontana.

Scriveva il libraio e viaggiatore Giuseppe Orioli, che l'Isola d'ISchia se la camminò tutta, in compagnia anche di Norman Douglas. Tanto che scrisse un Giro indipendente dell'isola d'Ischia (ImagAenaria).

Stando a Sant'Angelo, ai ruderi del castello non ci sono andato, che stanno in alto, faceva caldo e non mi fidavo. Ma a mare ci sono andato.
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categoria:letture, foto, geografia, napoli
lunedì, 16 giugno 2008
Cosa sarebbe Londra senza le pagine di Arthur Conad Doyle o Charles Dickens ma anche di Martin Amis o Hanif Kureishi? Come sarebbe Praga senza Jaroslav Hasek, Ripellino, Kafka o Meyrink? E di Parigi se non fosse per Georges Perec, Raymond Queneau e Georges Simenon? E Lisbona senza Pessoa, che città sarebbe, o Istanbul senza Orhan Pamuk, o Barcellona senza Montalbàn?

Lo so, lo so non tutti hanno letto o leggono questi o altri scrittori, non tutti si saranno creati un'immagine di una città anche grazie alle pagine di un libro. D'accordo.
Ma accidenti, un po' di immaginario si sarà creato intorno a Parigi, Praga o Barcellona? Almeno un po'? Sì certo.

Ma, poi, se penso a Valerio il pellicciaio, tanto per dire, e al mille altri come lui, ma che accidenti di immagine si saranno fatti di una città? Beh, di sicuro per lui Parigi sarà la Torre Eiffel, Barcellona le Ramblas. Ma Praga? E Lisbona? Boh.

Lo sapevo, ci risiamo, ma come si fa a parlare con uno che non ha un'idea di Praga o di Lisbona? Eh????
E poi lo so cosa direbbe Valerio il pellicciaio se gli ponessi il problema! Sapete cosa? Mi direbbe, Valerio il Pellicciaio

Eh, ma lo sai che io lavoro dalla mattina alla sera, e torno a casa che sono stanco e devo pensare ai casi miei con tutte le cose che ho da pensare, cosa vuoi che me ne freghi di questi scrittori e di Praga e di Lisbona tutte queste città che no so niene e manco me ne frega niente?

Ecco, le vedete? Con Valerio il pellicciaio non si può ragionare.
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categoria:luoghi, geografia, pensieri del té
martedì, 22 aprile 2008
Roma ha il ponentino. Tutti dicono, Ah che bel Ponentino, ma poi forse è Libeccio, o Levante.                       

Roma è una metropoli.

Roma è la città che non ho.     

Roma non la puoi circoscrivere tutta col pensiero.

Roma, ogni volta che ci vado mi sembra la capitale.

Roma val bene una messa.

Roma c'è il cardinale Ersilio Tonini?

Roma è piena di Storia, ma anche di Geografia, Grammatica, Matematica, Educazione Civica.

Roma è chissenefrega, ma fino a un certo punto.

Roma c'ha anche l'Aniene, ma nessuno se lo ricorda.

san lorenzo
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categoria:luoghi, geografia
venerdì, 08 febbraio 2008
Mi piacerebbe vivere in una città in cui ci fossero strade e piazze e vicoli intitolati a Spartaco, John Belushi, Paperinik, Tom Waits, Antonio De Oliveira Filho detto Careca, Bruce Springsteen, Jack Kerouac, Caetano Veloso, Eric Satie, Georges Perec, Corto Maltese, Buster Keaton, Renzo Montagnani.

Mi piacerebbe vivere in una città che è più discese che salite.

Mi piacerebbe vivere in una città con l'asfalto termoregolato.

Mi piacerebbe vivere in una città con molti muri che si possono dipingere e colorare o anche solo unire i puntini da 1 a 70.

Mi piacerebbe vivere in una città che c'è un albero e in cima all'albero un corvo che parla strano e indica un oggetto, e tutti devono indovinare di che oggetto si tratta.

Mi piacerebbe vivere in una città il cui prezzo delle case è in vertiginoso calo ogni giorno.

Mi piacerebbe vivere in una città ha un buon odore di erba, di vino, di pane caldo, di sole, di freddo, di pini, di mare.

Mi piacerebbe vivere in una città che in giro trovi dei frigoriferi e ci puoi tenere a raffreddare la bottiglia di chinotto.

Mi piacerebbe vivere in una città in cui ci sono dei bar dove vai a scambiarti le cose con gli altri.

Sono tante le cose che mi piacerebbero, ma so che non è possibile averle tutte. Intanto mi accontento di abitare in viale Renzo Montagnani, quasi all'angolo con corso Keroauc, dove c'è il distributore automatico di hashish.
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categoria:geografia, notturni
lunedì, 28 gennaio 2008
Torino sorge ai piedi delle Alpi Cozie e Graie, ed è molto più distante dalle Alpi Giulie. torino

Torino il suo stemma è un toro.

Torino, all'origine, era popolata da una tribù di Celti Boi, dei paesi tuoi.

Torino c'ha i gianduiotti.

Torino, al tramonto, sembra che sia un'altra città.

Torino non c'è il mare, e nessuno ci pensa finché non va in vacanza, poniamo nel Salento, o in Calabria o in Sicilia, e poi torna a Torino e dice Sapeste, il mare com'è blù.

Torino c'ha le fabbriche, ma pure non gli va tanto bene, alle fabbriche.

Torino ci sono le Porte Palatine, che quando ci vai ti senti strano e pensi: Porteranno sfortuna?

Torino c'ha la Bagna Cauda, ma in cauda non est venenum.

Torino  è una città meridionale in cui comandano i torinesi.

Torino sorge sulle rive del fiume Po, che uno il Po lo chiamava Padre Po, ma non era torinese, per niente.

Torino è fiorente la pesca della tinca. Se non abbocca t'incazzi.

Torino c'ha anche la Dora che tutti i giorni confluisce nel Po.

Torino nacque Rea Silvia. Ancora oggi si dice C'è Rea?

Torino è gemellata con Lione e Praga

Torino un tempo c'era scritto sui cartelli dei Fittasi: Non si affitta ai meridionali.

Torino c'ha il poeta Catalano Guido, che una volta è entrato nella doccia e ci ha trovato dentro un nano di nome Aldo.
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categoria:luoghi, geografia
domenica, 16 dicembre 2007
1279054705_4474a7c547Per chi vi arriva da mare, in nave o a nuoto, Napoli sembra una città che stia per cadere nell’acqua.

Per chi vi arriva dal Vesuvio, Napoli sembra una città industriale.

Per chi vi arriva da Caserta, Napoli sembra un’unica conurbazione estesa confinante con i prati alla diossina e la mozzarella di bufala.

Napoli sembra molte cose. Essa stessa non sa cosa sembra ma se ne fa un’idea approssimata e semplificata.

Come scoperto da Lello Arena, Napoli ha una risorsa enorme che non è mai stata sfruttata: i giacimenti di pureè di patate nascosti nelle viscere del Vesuvio.

Da anni un gruppo di studiosi sta cercando di stabilire se Napoli è tutta salite o tutta discese. Di fatto, andare in bicicletta a Napoli è poco agevole.

A Napoli sono fiorenti le coltivazioni di sfogliatelle, mentre in lieve declino è l’allevamento del biscotto all’amarena.

A Napoli per dire “In conclusione”, “Alla fine” dicono “A finale”.

Napoli è piena di cantanti, ogni cantante canta un sacco di canzoni e gira un sacco di video musicali. E’ un’industria fiorente.

Sotto alla città è tutto vuoto: puoi camminare per chilometri e non incontrare nessuno, proprio come a Milano.

Recentemente, il glottologo Henry Appelbaum ha sostenuto che Napoli fu fondata da Ettore Fiermosca. Poi fu trasferito presso il centro di accoglienza di Lampedusa e da lì sbarcato per sempre in Germania.

Napoli, se non fosse per gli spagnoli, e i greci, e gli austriaci e i francesi e gli americano sarebbe una citta come tutte le altre, un incrocio tra Bergamo alta e Terni.

A Napoli non è che la Storia non esiste. Il fatto è che se lo dimentica.
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categoria:foto, luoghi, geografia, napoli
lunedì, 19 novembre 2007
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Le origini di Milano si perdono nella notte dei tempi: essa, infatti, fu fondata una notte di tanti tempi fa e poi la sua origine si perse. Oggi, infatti, Milano non ha origini, ma è la capitale mondiale del Carnevale con venezia e Rio de Janeiro.

Il Cernvale fu inventato dai Celti, che la abitarono. Essi erano soliti festeggiarlo tutto l'anno, dando vita a lunghi corsi mascherati intorno alle estese paludi della citta. La tradizione di allegria ed esuberanza è giunta fino ai tempi moderni, facendo dei milanesi, dopo gli abitanti di Rio de Janeiro, le persone più vivaci e ironiche dell'intero globo terracqueo.

Ma Milano non è solo rinomata per l'allegrezza del suo Carnevale e della sua gente. E' una città fortemente industrializzata, nota per la produzione di nitriti, mitrati e polveri sottili. E anche per i suoi flussi migratori settimanali: nel week end la gente sciama allegramente verso ville e casette in montagna o al mare, lasciando dietro di sé una città allegramente desolata.
Milano, grazie alla sua vocazione carnevalesca, industriale e commerciale è diventata una delle città più interessanti d'Italia insieme a Viareggio e Venezia.

Un documento degli albori del XXI secolo, firmato da tale Lea Vergine, aiuta nella comprensione dell'intima natura della città:

(Milano) Ha perso i sensi ed è prossima al coma. E' una città senza, senza responsabilità, senza idee, senza volontà di progettare, senza desideri e pensieri.

Le mostre rimangono manifestazioni che non fanno cultura poiché non si sposta niente, né un tema né un problema: si tratta solo di operazioni garantite da un certo glamour, da un'aurea televisiva, da un clima disneyland.

.. avara di affetti, di sorrisi, dove ogni incontro è finalizzato al business, dove, quando scende il silenzio dei giorni festivi, l'atmosfera si fa tranquillizzante al pari di quella di un camposanto.

E' tornata a essere un villaggione alla Demetrio Pianelli, un supermercato della Svizzera Meridionale, una sciatta proliferazione del Canton Ticino.

Trionfa il culto dell'incompetenza e la pacchianeria, oltre che l'ignoranza, anche dei significati delle parole. Basti pensare all'uso di evento  che viene grottescamente adoperato per qualunque presentazione di collezioni di mobili, sarti, cucina, pubblicità, dimenticando il significato: "qualcosa che sostituisce, cambia definitivamente il preesistente"
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categoria:foto, geografia
sabato, 20 ottobre 2007
In alto Venezia
Venezia fu fondata da popolazioni venete dell'entroterra rifugiatesi sulla Laguna per sfuggire alle orde barbariche di Calatrava, condottiero della tribu dei Sulfamidici. Queste popolazioni, guidate dal condottiero-architetto Johanne Lindus Ferretti, disegnarono una città rispondente a un unico criterio: la negazione di qualsiasi legge ippodamea e cartesiana.

Così nacque Venezia, che altri paragona a un pesce.
L'unico rilievo di Venezia è il Monte di Pietà, per il resto la città è stata progettata in pianura.
Venezia costituì per secoli un punto nevralgico per lo cambio di olio di colza e di figurine adesive di calciatori, commerci fiorenti fino allo spirare del 19° secolo. Successivamente, questi due commerci furono soppiantati dalla coltivazione casalinga della canapa indiana e del canapé turco, detto anche divano.

Patrono di Venezia è San Bessarione, l'unico santo mascherato il cui compleanno cade il giorno di Carnevale.
Fiorente è la coltivazione del maraschino e delle peschiere per carpe.

A Venezia nacque, nel 1889, il movimento cosiddetto dei Bagascioni, ovvero esportatori clandestini di valuta (anche pregiata) all'estero.

Sempre nel 1889, nacque a Venezia il compositore Ludovico Lapislaz Castoldi, entrato nella storia della musica per aver composto un'opera con una sola nota.

Attiva è la produzione di coibentatori multipli e di armagnacchi. In crisi, invece, l'importazione di succhi di frutta e di smargiassi, a causa del progressivo insabbiamento del porto di Caorlocco.

Rimane nella storia veneziana anche il concerto di Aphex Twin, che si tenne nel 1989 in Piazza San Marco nel corso di una storica montata di acqua alta.
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categoria:geografia
venerdì, 28 settembre 2007
piazzagrandeQuesto è il centro geodetico della città di Bologna. In questa piazza si incrociano due correnti vitali che, secondo il Feng Shui, si annullano a vicenda, generando un campo magnetico di tutta tranquillità, che negli ultimi anni ha fatto crescere il prezzo degli immobili.
La città di Bologna confina a Nord con le Alte Terre Emiliane, a Est con il fiume Podger, a Sud con il Comitato dei Territori Indipendenti, e a Ovest con la Repubblica Situazionista presieduta dal diumvirato composto da Bifo Berardi e Francesca Mazzucato.

Fiorente è la coltivazione di solfati e di lardo. In declino l'esportazione di siliquastro.

Nel 1323 il Governo bolognese stabilì rapporti di reciproca collaborazione cone il Banato di Temesvar che, però, non ebbero lunga vita: la mortadella, prima di arrivare nel Banato era già bella che marcia.
Bologna nel 1457 diede i natali al compositore Pasqualino Ferragosto, e l'anno successivo diede i pasquali a Natalino Sette, morto ottuagenario nel 1545 durante una Novena. Fiorente è la pesca di spugne che, notoriamente, bevono come.
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categoria:geografia