martedì, 22 settembre 2009

Ci sono un po' di novità librarie che m'andava di segnalare.

Prima di tutto il nuovo romanzo di Giuseppe Genna, l'ultimo della serie Lopez (ultimo..., mah), il personaggio che il suo autore critica perché non telefona mai alla madre. Si intitola Le teste ed è appena uscito da Mondori.

E poi

un'incursione tra libri di viaggio o simili.
Segnalo:

Berlino, di Max Mauro, pubblicato da Ediciclo, nella nuova collana "La bici sopra", libretti tascabili e piacevoli anche esteticamente e in più con angoli stondati. Una guida che non è una guida ma il resoconto di una scoperta biciclettistica nella capitale tedesca.

Lo scalino d'oro, di Christopher Somerville, edito da Edt, resoconto di un viaggio a piedi nell'isola di Creta: un progetto con cui tempo fa avevo discusso e favoleggiato con un caro amico.

Camminare
, di Tomas Espedal, da Ponte alle Grazie, libro che si sarà capito è dedicato al camminare e a considerazioni intorno e a fianco.

Viaggio in Puglia, di Raffaele Nigro, da Laterza, omaggio alla Puglia e a molto dei suoi piccoli paesi. Dove ho anche vissuto per otto anni: colpisce vedere scritto sulla pagina di paesi legati alla tua vita, alla tua famiglia.

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categoria:camminare, dada
giovedì, 19 marzo 2009
Cronache del primo raid del Kommando McDOnald's nella Chinatown milanese su La poesia e lo spirito.
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categoria:blog, camminare, kommando mcdonalds
lunedì, 23 febbraio 2009
Un uomo spessi occhiali di bottiglia e la barbetta grigia tutta sul mento in un corridoio della metropolitana, linea gialla, gracchia

FORMAZIONE STRETTA, FORMAZIONE DA COMBATTIMENTO!!!!

Fagotti di vestiti appallottolati e infilati tra le colonnine e la cancellata all'ingresso del palazzo dell'Inail. Più in là uomini seduti per terra confabulano, intorno una trapunta a fiori, fogli di giornali, bottiglie di vino vuote.

Cammino piano, occhi al cielo azzurro pallido terso del nordovest e leggo in alto sulla facciata di un palazzo liscio come faccia dopo la barba

ASCOLTO IL TUO CUORE CITTA'
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categoria:diario, luoghi, camminare
lunedì, 26 gennaio 2009
Tra pochi giorni sarò a Parigi.
Ho già in mente i luoghi in cui andrò e le strade da percorrere. Tornerò a fotografare le case in cui visse Georges Perec: rue Linné, rue Quatrefages, a pochi passi dalla Moschea e dall'Orto Botanico. E poi dovrei fare un salto a Carrefour Mabillon e tornare a Place Saint Sulpice.
Prenderò appunti, scatterò le foto di cui ho bisogno. Camminerò molto. Ma lentamente, per riafferrare.

Mi piacerebbe che ci fosse anche il Kommando McDonald's, soprattutto nell'esplorazione del Canal Saint Martin, che mi prefiggo da talmente tanti anni da averlo percorso, il canale, già almeno 10 volte in entrambe le direzioni: da Republique fino alla Villette e ritorno.
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categoria:foto, luoghi, perec, camminare, kommando mcdonalds
martedì, 13 gennaio 2009
La città non è più la città. E’ un’altra cosa. Kommando McDonald

Anche via Paolo Sarpi a Milano. Infatti, via Paolo Sarpi, e la parte di strade intorno (le vie Lomazzo, Piccolini, Rosmini, Aleardi, Bramante) la chiamano Chinatown. Sono 800 metri di strada in cui due esercizi commerciali su tre sono gestiti da cinesi: ristoranti, bar, pizzerie, drogherie, empori, negozi di abbigliamento, scarpe, computer, bigioux, frutta e verdura.

E’anche isola pedonale, si può camminare liberamente, senza l’intralcio e il pericolo delle automobili. Percorrendo la strada l’occhio è colpito dai caratteri cinesi delle insegne affiancati dai caratteri latini: la scrittura è bilingue. Nella strada ci sono telecamere e paletti definiti dissuasori di parcheggio. In giro per lo più cinesi, alcuni col vestito della festa (c’è un matrimonio in corso in un ristorante), altri trascinano carrellini carichi di merce da negozi a depositi. In tutta via Paolo Sarpi vedo solo delle lanterne rosse cinesi all’ingresso di un ristorante ad angolo con una via laterale. Per il resto: palazzi milanesi, una vecchia insegna milanese di un negozio chiuso da anni, qualche impalcatura milanese intorno a un fabbricato in ristrutturazione. Tutto mi conferma che le uniche differenze tra questo posto e altre parti di Milano sono le scritte in cinese e la presenza “straordinaria” di cinesi. Insomma, nessuna “vera” Chinatown, con mandarini cinesi dai baffi sottili, nessun Fumanchù e nemmeno una fumeria d’oppio (a meno di non scoprirne una prossimamente).

Camminiamo piano, osservo lentamente.


In una vetrina una barchetta nella cui vela è inserito un orologio.

Due grandi civette con gli occhi strabuzzati.

Foto sbiadite di persone e anni lontani nella vetrina chiusa di un vecchio negozio.

Una statua dorata del Budda e piume di pavone.

Un cartello di protesta contro i regolamenti restrittivi imposti alla strada e ai commercianti di via Paolo Sarpi.

Una libreria remainder, dove compro un libro di Rudyard Kipling con lo sconto del 40%.

Ogni particolare è diverso eppure in qualche modo anche familiare. E’ familiare e in qualche modo diverso. Percepisco una sovrapposizione: i segni di un passato quasi del tutto scomparso, un presente che si è sovrapposto in parte mimeticamente, come una vernice semitrasparente su una vecchia superficie colorata.

Abbiamo incominciato così a percorrere le strade di Milano, a osservare, a prendere contatto con la città. Milano è cambiata, da quanto ho capito. Non è più la città che era fino a 20 anni fa, poniamo. So che Milano è cambiata. Ma come? In che senso? Cosa è diventata? Devo pormi delle domande, prima di tutto. Mi servono e mi serviranno nel prossimo raid e in quello successivo.

Ho scoperto che la Chinatown milanese non è poi così tanto Chinatown. Ma, anche, è qualcosa di diverso rispetto a Milano. E’ un’altra cosa. Chinatown è in tutto e per tutto Milano, ma è anche qualcos’altro. E il dubbio che mi prende, mentre pranziamo in una trattoria cinese in cui il menù è ben diverso da quello dei soliti ristoranti cinesi del centro, è che questa città sia già o stia diventando tutta qualcos’altro. Un insieme di qualcos’altro.

L’esperienza con il Kommando McDonald’s* è l’inizio di un’esplorazione in cui sarà necessario osservare ed entrare lentamente nella trama, nelle diverse trame che compongono la città. Lentamente. Ricordando con Georges Perec che

"...bisogna andare piano, quasi stupidamente. Costringersi a scrivere ciò che non ha interesse.. (...) lasciarsi cancellare dalla realtà, lasciarla imporsi senza intervenire... e fondare così la nostra antropologia (da L'Infraordinario)".

Al raid del Kommando McDonald’s di Chinatown hanno partecipato Guido Tedoldi, Dimitri Fulignati e Domenico Aliperto.

 

*Liberamente ispirato da una suggestione nata dall'incrocio tra il libro Generazione McDonald's di Francesca Mazzucato edito da Marlin, una cena in un McDonald's di Milano dopo una presentazione del libro, e una conversazione tra (in ordine sparso): Guido Tedoldi, Francesca Mazzucato, Franz Krauspenhaar, Barbara Caputo, Alice Cimini, Dimitri Fulignati, Raffaele Niro.

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categoria:letture, foto, luoghi, perec, camminare, kommando mcdonalds
venerdì, 02 gennaio 2009
Fulignati, Krauspenhaar, Massaron, Melissi, Tedoldi con Aliperto: il Kommando McDonald's domattina marcerà su Chinatown. Il Kommando alla sua prima missione. seguiranno spiegazioni e cronache.

Kommando McDonald
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categoria:foto, luoghi, blog, camminare, kommando mcdonalds
domenica, 21 dicembre 2008
In via Paolo Sarpi a Milano tutto parla cinese: anche lo scricchiolio dei carrellini con cui vengono trasportate lecocco merci dai depositi ai negozi. E' tutto cinese, tranne forse un negozio di profumeria, una libreria di remainder e qualche altro piccolo esercizio. Mi è sembrato finalmente altrove un altro pezzo di Milano. Che mi stia diventando più simpatica questa città?

E poi sugli scaffali del Kathay strani alimenti estrosi, polveri piccanti gamberi essiccati radici tuberi condimenti agrodolci zenzero polpette di paletuvieri alghe. E polvere di drago, purea di fanfaluca, grisbonio, tarassaco, caramelle di gliptofarmaco, giusquamio fresco, spaghetti di sorgo.

L'occhio segue enciclopedico e si adatta al panoptikon, condivide la sovrapposizione, gioisce della ridondanza.

Devo tornare a Chinatown.
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categoria:luoghi, camminare
giovedì, 04 dicembre 2008
Il meditante mediterraneo decide di camminare per testimoniare l'ancestralità di un rapporto tra il visibile e l'invisibile, scegliendo di venerare il primo. Si fa ancora più, strada facendo, "eremo di se stesso": nel momento in cui ritrova lo stupore per ogni forma del mondo.

(...)

E' perciò un meditare vagabondo, cui la meta poco interessa, essendo essa già intrinseca al percepirsi più esistenti.

Scrive Duccio Demetrio in Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea (Raffaello Cortina Editore).

E penso che mi interessa essere lo sguardo che cammina, il cammino che guarda.
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categoria:letture, notturni, camminare
domenica, 23 novembre 2008
Una giornata così oblomoviana non mi capitava da tempo. Tanto oblomoviana da spingermi a rileggere la prefazione di Giorgio Manganelli all'edizione einaudiana dell'Oblomov di Goncarov.
L'ho accettata, l'ho accolta e lasciata scorrere. Ed è divertente pensare che in una giornata così lenta e statica ho letto Filosofia del camminare. Esercizi ci meditazione mediterranea di Duccio Demetrio (Raffaello Cortina Editore).

Quindi mi sono mosso.
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categoria:diario, letture, camminare
sabato, 05 luglio 2008
Avanzo veloce in piazza Duomo, fa caldo e voglio andare verso l'ombra dei portici in corso Vittorio Emanuele. Davanti ai piedi si alza in volo spennazzando un branco di piccionacci, e mentre il piumaio si dirada mi appare davanti una signora giapponese che si sta grattando il sedere. Ha una gonna bianca trasparente e si vede che si sta grattando in corrispondenza dell'orlo delle mutandine. Mi fermo davanti a lei e, levando in alto l'indice destro, le dico:

Please, do not scratch your ass in the holy Duomo Square!!!!

Un fremito di terrore attraversa il viso della signora giapponese. Mi guarda confusa mentre tira via la mano. Proseguo verso i portici ombrosi di corso Vittorio Emanuele.
Eh sì che fa caldo.
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categoria:diario, camminare