giovedì, 10 settembre 2009
Il flauto di Gheorghe Zanfir introduce ufficialmente il Grande Dio Pan nel film Picnic a Hanging Rock di Peter Weir. Di cui, giusto per esaurire il problema subito va detto: è un film a struttura debole, carente di tutto il baricentro che in un thriller è situato nel finale. Liberato di questa fastidiosa necessità, conta dire che Hanging Rock è raccontato da una fitta rete di simboli, di cui è meglio tacere per non correre il rischio di snaturarli nella parola scritta, simboli che hanno valore solo nel momento in cui sono immagine percepita.

Ci si può approssimare per idee, però.

Picnic a Hangingh Rock è quanto di più vicino alla Natura, ovvero alla natura nella sua irriducibile e antiumanistica dimensione, abbia mai visto su uno schermo cinematografico. Le immagini, le scene e le sequenze di Weir riescono a essere molto più espressive: sembrano sempre suggerire altro, premettere che la percezione non è qualcosa dato una volta per tutte.

E sono delle ragazzine di un collegio australiano in gita, almeno alcune di esse, che si trovano faccia a faccia con la Natura: e scompaiono, piccolo gruppo avventuratosi verso la cima di Hanging Rock dopo che tutti gli orologi dei gitanti si sono fermati. Tra loro Miranda, attratta dalla natura, dalla roccia mesmerica che si erge verso le nuvole, dall’indefinito, dal segreto.

E manca una spiegazione, un perché della scomparsa, una soluzione. Weir non si preoccupa di fornirla bella e pronta allo spettatore. Rimane la scena delle tre ragazze che, in una processione a rallentatore, di spalle, si vedono scomparire tra le fenditure della roccia senza mai voltarsi né ascoltare le grida di una quarta compagna rimasta indietro.

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categoria:visioni, letture, ascolti
giovedì, 04 giugno 2009

Ero in metropolitana, e leggevo un articolo di Alias dedicato alla musica ascoltata dagli astronauti dello Shuttle e di altre missioni spaziali a bordo delle loro navicelle e razzi. Da poco è stato ammesso l'uso degli Ipod, che ogni meccanismo elettronico deve essere a lungo testato prima di essere utilizzato a bordo. e ho scoperto che prossimamente sullo Shuttle ci sarà anche la musica di Echo and the Bunnymen.

E allora ho sentito il motivo di The killing moon riecheggiare nel vagone, e visto subito forte come un tamponamento la luna assassina sbucare fuori dal tunnel e schiantarsi contro il treno e penetrarlo con la sua materia lucente bianca come biancomangiare.

La luna assassina mi spinge verso il buio del tunnel, la sua luce mi segue.

Under blue moon I saw you
So soon you'll take me
Up in your arms, too late to beg you
Or cancel it, though I know it must be
The killing time
Unwillingly mine

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categoria:diario, ascolti
mercoledì, 21 gennaio 2009
Geografica: Milano, Italia, Europa, Pianeta Terra
Ambientale: Internet Point-Bar
Spaziale: Poltroncina a rotelle nera
Olfattiva: Soffritto di cipolla e burro per risotto
Acustica: Gymnopedia n. 1 di Eric Satie
Visiva: filmato in bianco e nero
Emozionale: Tranquillità, attrazione per la luna
Fisiologica: Fame
Tattile: lisciosolido dei tasti
Mnemonica programmatica: quando ho di nuovo la linea a casa rispondo alle domande dell'intervista di Sofia
Altrove: Parigi, Canal S. Martin e Rue Jussieu
Pulsionale: Mi alzo e si va a mangiare la pizza

Di flusso associativo libero:

vetro - duchamp
glass - trasparente
acqua - cielo
luna - ritmo
marea - trouville
il movimento delle gambe - sequenza
carta filigrana - benvenuto cellini
dipinti su lunghi pannelli - orangerie

Conclusione: Le stelle di Van Gogh sono luci del fiume che non ha fine
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categoria:diario, ascolti, descrizioni
domenica, 12 ottobre 2008
Il 5 maggio 1889 Eric Satie eseguì al Palau de la Music di Fontanell, in chiusura del suo primo concerto in terra catalana, L'été est en trein de partir. Fu un successo straordinario: il pubblico applaudì per 22 minuti filati, secondo il cronometro del direttore di sala Tattvas Lattvas.

Era un'eccezione assoluta per Eric Satie, che era l'unico compositore della musica che eseguiva in pubblico. Il brano, infatti, era firmato dai Fratelli Righeira.
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categoria:visioni, ascolti
mercoledì, 17 settembre 2008

* Omaggio a Gaja Cenciarelli
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categoria:foto, ascolti
venerdì, 30 maggio 2008
Si comprende così, ora, lasciando l'aria fresca della sera entrare dal balcone instabile scesa dalle montagne nuvolose giù per le gole strette in alto e per le valli larghe verso la pianura, il colore di questo mese di maggio.

Si sente ora, chiaro come una canzone al mattino, il suo colore.

E' verde delle foglie di grande albero che esplodono di linfa fresca .

E' verde di acque ferme e vegetali.

E' verde, come certi sorrisi.

E' verde scuro di penombra abitata.

E' verde di pioggia inesausta.

E' verde che sale in alto.
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categoria:visioni, ascolti
martedì, 27 maggio 2008
Il primo in Europa a collegare aumento della temperatura e ascolto della musica era stato il grande Athanasius Kircher. Il gesuita aveva infatti ipotizzato che l'arrivo della bella stagione, la primavera e poi l'estate, spingessero l'appassionato di musica verso ascolti sempre più "elevati".

Ma, prima di lui, era stato Al Kindi, matematico filosofo e musicista arabo, probabilmente il primo, a teorizzare l'analogia tra stagioni, scala pentatonica, sfere angeliche e ascesi mistica.

Tutto molto interessante, soprattutto se poi nel tuo piccolo ritrovi qualcosa delle loro teorie.
Sarebbe a dire che, per fare un esempio, ho notato che da gennaio a febbraio ho ascoltato jazz, soprattutto incisioni del periodo 1955/1959, da Bill Evans a Miles Davis. Poi, da marzo l'ascolto è scivolato verso Debussy, Satie e Gurdjeff. Da aprile fino a metà maggio Hildegard Von Bingen. Proprio in questi giorni, invece, c'è stato un ulteriore "salto". Sto ascoltando intensamente, con quella concentrazione che può dirsi assai prossima al "rapimento", Pompe, Torna Pierpaolo, Berta, Uccelli d'Italia, Tocca l'albicocca.
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categoria:diario, ascolti
giovedì, 22 maggio 2008
Quando sono uscito dalla metro stava diluviando. Veniva giù con una tale violenza che ho deciso di riparami sotto la tettoia del sexy shop, con la vetrina e le tre manichine che indossano vestiti supersexy e trasparentissimi.

Intanto ascoltavo musica con l'iPod. E che musica! Quella che mi ha passato il Nonno ieri:

Cavallocavallina di Cicciolina, la versione remix di Moi Lolita di Alizee e Boys di Sabrina Salerno.

E mentre ascoltavo la musica e osservavo la pioggia cadere ho avuto un'illuminazione. Un improvviso aprirsi delle pareti della mente che presagisce allo sfolgorare puro e incrollabile di un'idea inossidabile e splendente. Il mio essere attraversato dalle note di Cavallocavallina era felicità pura.

Poi è smesso di colpo di piovere, io sono uscito dal mio riparo e mi sono incamminato verso casa.

Così ho dimenticato cosa mi aveva rivelato l'illuminazione. Mentre ascoltavo You spin me round like a record!
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categoria:ascolti
lunedì, 19 maggio 2008
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categoria:ascolti
lunedì, 05 maggio 2008
Apprendo che a Napoli anche gli Zingari, non so se quelli di Napoli siano Sinti, Rom, o solo Zingari Napoletani poco importa, sta di fatto che anche loro pagano la tangente alla Camorra. Pare, dico pare, 50 euro a baracca, o roulotte, non so bene.

E mi viene da pensare con Almukawama:

‘E fravecature settentrionali schifano a tutti i meridionali
ca po’ loro schifano ‘e senegalesi che schifano zingari e marrucchini, o’ marrucchino schifa o’ cinese ca nun ce ne vò cù polacchi e albanesi ca nun ce ne vonno cù serbi e croati ca po’ già se schifano uno cu n’ato, o’ spacciatore cò disoccupato, o’ fravecatore cu l’impiegato, chi tene a’ puteca cu l’ambulante, o’ pensionato cò rappresentante, o’ vigile urbano cù chi tene o’ cane, o’ malavitoso cò disadattato, sta chi tene poco e chi nun tene niente e fanno a chi è chiù malamente...

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categoria:ascolti, napoli