In Triennale è atterrato un Oggetto Letterario Non Identificato. Si chiama le Aziende In Visibili, è stato
pubblicato da Scheiwiller, ed è ciò che discende da un progetto di Marco Minghetti insieme a poco meno di 100 personalità e personaggi di varia origine, natura e provenienza.
Brevemente, riprendendo una sintetica nota di presentazioni Le Aziende In Visibili è
Un romanzo a colori, creato da Marco Minghetti e la LIving Mutans Society che hanno accettato la sfida di partecipare a un'opera narrativa colettiva ispirata a Le città invisibili (anche alla struttura) di Italo Calvino, con 190 immaigini di Luigi Serafini.
Il cerimoniere era Gian Paolo Serino, intorno c'erano Marco Minghetti, Armando Massarenti, Francesco Morace, Giulio Sapelli, Alessandro Zaccuri, che sono alcuni dei partecipanti al progetto. E poi c'eravamo noi in sala, naturalmente!
Molto si è detto nel tempo a disposizione, e solo una parte, credo, data la complessità del libro, le sue implicazioni e le possibili direzioni che la conversazione avrebbe potuto prendere.
Qui voglio mettere in evidenza qualcosa che è venuto fuori, che ha trovato largo pian piano, sospinto dalla discussione intorno al concetto di lavoro, di azienda, e di pensiero razionale. Sapelli ha fato riferimento all'invisibilità delle Aziende In Visibili intendendo l'invisibilità come il contrario del pensiero unico, della certezza monolitica di un unico tipo di razionalità, di un pensiero che fa espresso riferimento a una possibile eredità del postmoderno che è quella, appunto, di porre il beneficio dell'inventario su quanto viene considerato spesso come l'unico modo. L'unica via per concepire non solo il lavoro in senso stretto, ma anche il mondo, le relazioni, le forme espressive. Una strada verso la riappropriazione del tempo e della bellezza.
Alla Triennale volava un Oggetto Letterario Non Identificato, pieno dell'arte aerea di Serafini, di narrazioni create indipendentemente e a distanza ma convergenti in un'unica opera che si può leggere come un romanzo, e che Minghetti definisce tra l'altro come una piattaforma generatrice di narrazioni, in cui al testo si affiancano non solo le immagini, ma anche ideogrammi dell'I Ching e cenni/link musicali.
Qualcuno ha detto che si è difronte a qualcosa di nuovo. Anvedi!
Prosegue prossimamente sul blog di Marco Minghetti, con le mie considerazioni sul processo creativo e l'esperienza personale de Le Aziende In Visibili. Dove dirò qualcosa sulla parte creativa, un po' trascurata durante l'incontro.
pubblicato da Scheiwiller, ed è ciò che discende da un progetto di Marco Minghetti insieme a poco meno di 100 personalità e personaggi di varia origine, natura e provenienza.Brevemente, riprendendo una sintetica nota di presentazioni Le Aziende In Visibili è
Un romanzo a colori, creato da Marco Minghetti e la LIving Mutans Society che hanno accettato la sfida di partecipare a un'opera narrativa colettiva ispirata a Le città invisibili (anche alla struttura) di Italo Calvino, con 190 immaigini di Luigi Serafini.
Il cerimoniere era Gian Paolo Serino, intorno c'erano Marco Minghetti, Armando Massarenti, Francesco Morace, Giulio Sapelli, Alessandro Zaccuri, che sono alcuni dei partecipanti al progetto. E poi c'eravamo noi in sala, naturalmente!
Molto si è detto nel tempo a disposizione, e solo una parte, credo, data la complessità del libro, le sue implicazioni e le possibili direzioni che la conversazione avrebbe potuto prendere.
Qui voglio mettere in evidenza qualcosa che è venuto fuori, che ha trovato largo pian piano, sospinto dalla discussione intorno al concetto di lavoro, di azienda, e di pensiero razionale. Sapelli ha fato riferimento all'invisibilità delle Aziende In Visibili intendendo l'invisibilità come il contrario del pensiero unico, della certezza monolitica di un unico tipo di razionalità, di un pensiero che fa espresso riferimento a una possibile eredità del postmoderno che è quella, appunto, di porre il beneficio dell'inventario su quanto viene considerato spesso come l'unico modo. L'unica via per concepire non solo il lavoro in senso stretto, ma anche il mondo, le relazioni, le forme espressive. Una strada verso la riappropriazione del tempo e della bellezza.
Alla Triennale volava un Oggetto Letterario Non Identificato, pieno dell'arte aerea di Serafini, di narrazioni create indipendentemente e a distanza ma convergenti in un'unica opera che si può leggere come un romanzo, e che Minghetti definisce tra l'altro come una piattaforma generatrice di narrazioni, in cui al testo si affiancano non solo le immagini, ma anche ideogrammi dell'I Ching e cenni/link musicali.
Qualcuno ha detto che si è difronte a qualcosa di nuovo. Anvedi!
Prosegue prossimamente sul blog di Marco Minghetti, con le mie considerazioni sul processo creativo e l'esperienza personale de Le Aziende In Visibili. Dove dirò qualcosa sulla parte creativa, un po' trascurata durante l'incontro.
postato da: melpunk66 alle ore 23:18 | Permalink | commenti (15)
categoria:letture, blog, scrittura
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