martedì, 29 aprile 2008

Ho fatto un giro dalle parti di Vibrisse. Ho visto che hanno pubblicato il Giro d'Italia con Vibrisse, in cui c'era una cosa scritta su Napoli. Allora l'ho ripescata preparandomi a partire

Come si fa a descrivere Napoli, ridondante per eccellenza, a costringerla nella forma della pagina? Napoli che è troppa storia, troppi monumenti, troppa letteratura, troppa bellezza, troppo vulcanesimo, troppa arte, e ingorghi, disoccupati, repubblica abortita, sangennaro, invasioni, maradona, mariomerola, scampia, viceré, terremoti, commedia, pizze, canzoni, camorra, spaghetti, stereotipi, monnezza, pienzasalute, miracoli, festa farina e forca, quartierispagnoli, guarracini, pulcinella, benedetto croce, tammurriate, sangue sciolto e versato, bombardamenti, cartomanti, borse false, defilippo, emigrazione, fattura che non quaglia, italsider, achillelauro, speculazione edilizia, masaniello, speranze, turisti.

Quando torno a Napoli devo fare i conti con una necessità faticosa. Il treno s’infila nella curva che si chiude nella Stazione Centrale: a sinistra si vede il Vesuvio, a destra l’insegna del Discount di Giuseppina, e ha inizio l’esigenza di contenere l’abbondanza, lo straripare della città ma anche della memoria legata ai luoghi. È come se fosse necessario, ogni volta, attivare un rituale in grado di riprendere le fila, ricostruire, riannodare, dare ordine.

Per questo ci sono i percorsi. Sì, i percorsi, mai gli stessi in ogni occasione: camminare per la città, seguendo itinerari precisi, altro che flanêrie, che tocchino i luoghi necessari, quelli che sono iscritti, con il loro carico di memorie, nella mia storia personale. Per contenere la città, per far fronte al suo eccedere. Ogni luogo, al “camminarlo”, si risveglia, e riporta a galla, fedelmente, immagini, ricordi, pensieri, sensazioni. Sono tutti chiusi lì nella pietra dei palazzi, nei mattoncini di pietra lavica che lastricano la pavimentazione delle strade, incisi sulle superfici dei palazzi, nei chiostri, nelle chiese, nelle scale ripide che attraversano la città collegandone i livelli. Gli occhi e le suole delle scarpe li risvegliano.

Uno dei percorsi è quello che si articola lungo le strade del Quartiere Chiaia, in cui sono cresciuto, dove le memorie si addensano con forza: piazza dei Martiri con la colonna e i leoni intorno scolpiti dal mio bisnonno (dove da qualche anno c’è una Libreria Feltrinelli, che non è ancora entrata del tutto nella mia mappa personale), la Villa Comunale di fronte al mare (snaturata dai lavori di ristrutturazione) dove si andava a giocare a pallone, la Scuola Media Carlo Poerio (mi ricordo che scambiavo messaggi scrivendoli sul banco con una ragazzina che frequentava il turno pomeridiano che si firmava Loira), viale Gramsci (ma sempre viale Elena) dove c’è (?) la radio in cui ho lavorato.

C’è il percorso del Centro Storico, il cuore greco della città diviso ancora in Cardini e Decumani. Da piazza Dante, passa per Port’Alba, la via dei librai, sbuca in piazza Bellini dove si vedono resti delle mura greche, passa per il Conservatorio e la Libreria Colonnese, si allarga in piazza Miraglia e si restringe in via Nilo, piega verso il “fulcro” di piazza del Gesù, luogo di liceo e di uscite serali, da cui si diparte l’altro percorso per Spaccanapoli, piazza San Domenico, via Mezzocannone, dove la memoria personale, liceale e universitaria, quella delle manifestazioni e della musica, si fonde con quella della Storia: Santa Chiara, la Cappella dei de Sangro, Palazzo Corigliano. E la Pasticceria Scaturchio, il cui babà nella storia un po’ è entrato. Un altro percorso è quello che scende dalla mezza collina del corso Vittorio Emanuele (su cui a metà degli anni ’70 passava il carrettino di un rigattiere e uno di un impagliasegge, il riparatore di sedie), tagliando le strade e i vicoli ripidi dei Quartieri Spagnoli, per uscire su via Roma (via Toledo). 

Percorsi o no, comunque, ogni volta che torno a Napoli mi trovo anche davanti a un dissidio: lo scarto tra ciò che ricordo essere Napoli quando vi abitavo e la Napoli di oggi. E mi trovo a inseguire questa linea in movimento, questo orizzonte. Ma Napoli è davvero cambiata? Sono io che, con uno sguardo diverso, la vedo diversa da prima? Cosa è cambiato davvero dietro le facciate dei palazzi rimessi a nuovo, dietro le oasi pedonali, dietro i turisti che finalmente la visitano? Me lo chiedo sempre, mi do noia da solo. Eppure la domanda rimane. E provo a rispondermi con altre domande. E se non fosse, invece, che la città in quanto tale, che i napoletani stiano cambiando? Mi spiego, e riporgo la domanda. E se i napoletani stessero perdendo, poco alla volta, la loro identità? Poi mi chiedo: Ma cos’è l’identità? È ciò che contraddistingue una cittadinanza, in questo caso, rendendola proprio quella? E i napoletani la stanno perdendo? Cosa rende, oggi, napoletano un napoletano? E poi, se pure la stessero perdendo, ne acquisterebbero un’altra. Sempre identità è, no?

È l’interrogativo che scorre sotto traccia nel bel mezzo dei pensieri che accompagnano un percorso: nel Quartiere Chiaia, attraversando i Quartieri Spagnoli, a piazza del Gesù, a Montesanto, alla Sanità. Perché, a pensarci bene, ogni volta che torno a Napoli provo un po’ di spaesamento. Un cambiamento palese, quantificabile segnerebbe irrevocabilmente una perdita: la città in cui abitai, in cui fui, che ricordo.

Ogni volta che vado a Napoli me lo chiedo, se è cambiata. E continuo a chiedermelo mentre il treno, uscito dalla Stazione Centrale, imbocca la curva dalla quale si vede a destra il Vesuvio, e a sinistra l’insegna del Discount di Giuseppina.

postato da: melpunk66 alle ore 19:18 | Permalink | commenti (42)
Commenti
#1   29 Aprile 2008 - 19:49
 
ma come sei bello quando scrivi di Napoli!
:-)
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#2   29 Aprile 2008 - 19:52
 
ehehe
chissà. ma no sei tu che sei di parte. nope
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#3   29 Aprile 2008 - 20:02
 
http://it.youtube.com/watch?v=rKwx6att4zk
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#4   29 Aprile 2008 - 20:29
 
Quando penso a un'immagine letteraria di Napoli mi viene sempre in mente un raccontino di Daniele Del Giudice, 'Fuga'.

Un giorno mi ci devi portare, a fare un giro nei "tuoi luoghi", più o meno oscuri, caro Mel.
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#5   29 Aprile 2008 - 21:56
 
guillermo
l'ho letto ma sai che non me lo ricordo per un cactus?

e poi a napoli possiamo andare in giro con sarnataro, magari ci fa conoscere mariarca
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#6   29 Aprile 2008 - 22:25
 
DIECI DI COPPE

Il tuo partner, in questo periodo, nutre nei tuoi confronti un affetto
profondo ed intenso che lo fa sentire felice, fortunato ed appagato.
Ciò che prova per te è un sentimento maturo e costruttivo, che gli
infonde forza ed energia per superare qualunque ostacolo e difficoltà.
In questo momento puoi avere fiducia in lui , credere alle sue parole,
sentirti protetto e sicuro e cominciare a fare progetti per un futuro
assieme...
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#7   29 Aprile 2008 - 22:26
 
e che la notte vi stringa!
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#8   29 Aprile 2008 - 22:28
 
(io ho la menta che mi protegge, e la menta non mente)
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#9   29 Aprile 2008 - 22:29
 
bianca
ti sei messa a fare le carte? non finisci di stupirmi!
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#10   29 Aprile 2008 - 22:29
 
bello quello che scrivi, o frà. Vedo tutto. Mentre ti leggo mi accompagna la mappa della Napoli dei monumenti del centro storico stampata da Intra Moenia.
Non è solo Napoli che cambia, ma cambiamo anche noi. Fino ad ieri ragazzi e ancor ragazzi nel cuore, ma pur sempre uomini ormai. Inevitabile, nella prospettiva della lontananza, visitare e rivedere il proprio vissuto anche, perchè no, con nostalgia. Inevitabile non ritrovarlo quando si è negli stessi luoghi. Forse sarebbe lo stesso se si continuasse a vivere sempre nello stesso posto ma forse meno percepibile.
Tutto passa, tutto si trasforma.
Ti capisco o frà.
Forza Napoli
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#11   29 Aprile 2008 - 22:29
 
OT: bravo, è un pezzo molto bello!
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#12   29 Aprile 2008 - 22:33
 
manlius
'o fra' ci si capisce al volo. abbiamo masticato lo stesso pane, e l'odore lo riconosciamo in un attimo. è vero quello che dici, forse, se fossimo ancora lì questo sguardo cambierebbe. forza napoli, che ne ha bisogno

grazie bianca
un abbraccio
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#13   29 Aprile 2008 - 23:11
 
un pezzo superbo, per come è scritto, ma soprattutto per come è sentito... ce l'hai nel sangue e nello stomaco napoli e si sente e fai si che pure noi ne prendiamo possesso, credo che questo sia il pregio maggiore di una buona scrittura...

ti chiedi:
Ma Napoli è davvero cambiata? Sono io che, con uno sguardo diverso, la vedo diversa da prima?

è quello che mi chiedo sempre quando rifrequento luoghi dove ho vissuto e sono arrivata alla conclusione che sia noi che i luoghi evolviamo ma in maniera diversa, noi sfrondiamo , tendiamo a ridurre tutto all'osso, le emozioni, i pensieri, .. i luoghi invece si evolvono espandendosi, come fanno i cerchi sull'acqua quando vi si getta un sasso...
hanno cerchi sempre piu' lontani dal nucleo e noi fatichiamo a trovare il centro... o meglio quello che consideravamo il cerchio...

non so se ho fatto un discorso sensato...ma sono molto triste e sto ascoltando i King Crimson - Lizard ...che mi butta fuori dallo spazio e dal tempo...
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#14   29 Aprile 2008 - 23:34
 
sei la prima donna che dice di ascoltare i king crimson. wow! si hai detto chiaro e tondo. preciso preciso
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#15   30 Aprile 2008 - 02:02
 
Anche per la mia modesta esperienza chicca è la prima donna che sento dire che ama i King Crimson.

Mel: io mi sa che mi sono innamorato di Mariarca!
:D
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#16   30 Aprile 2008 - 02:03
 
Dimenticavo, Mel, il racconto di Del Giudice lo trovi nell'antologia Racconti Matematici, di Einaudi.
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#17   30 Aprile 2008 - 06:57
 
Bianca, mi sconvolgi, significa che mio marito ha un'amante!!!! :))))
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#18   30 Aprile 2008 - 07:01
 
Manlio, ti ricordi quando facevamo antropologia insieme? e poi siamo andati a Parigi? E cose semplici come fare la fila per la mensa o sostare chiacchierando davanti al portone dell'Orientale sotto il sole? A volte penso che pagherei prezzi infiniti per essere solo per cinque minuti quella me stessa infinitamente più ingenua ma più viva e vitale, più attraversabile dall'aria, dal sole e dal presente, in un'immediata aderenza tra me, le cose, le persone e i luoghi. Baci a te e Vale e a presto.
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#19   30 Aprile 2008 - 08:10
 
guillermo
anch'io amo mariarca!!!
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#20   30 Aprile 2008 - 09:13
 
Barbara: La Tua Runa per Oggi

Gebo
Gebo rappresenta l'arrivo di doni e favori che talvolta possono anche richiedere alcuni obblighi. Gebo indica anche un periodo propizio per rinsaldare le amicizie o convolare a nozze.


Non sono splendide? :-)))
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#21   30 Aprile 2008 - 09:31
 
sempre un piacere leggere questo pezzo.
all'epoca commentai dicendo che la Libreria Feltrinelli, non è ancora entrata del tutto neanche nella mia, di mappa personale. confermo.
(passa a salutare, eh, il citofono lo sai :-)
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#22   30 Aprile 2008 - 09:43
 
# 14

ehehehe non sapevo di essere la prima donna che dice di amare i King Crimson!!! eheheh
ti dirò pure che i due album Lizard e Island sono da primo premio...
trovo che siano uno dei pochi gruppi che si siano scostati dalle influenze americane di quel periodo e abbiano invece raccontato un pizzico di musica sinfonica , magari alla bartok, lasciando nelle loro musiche soltanto alcuni "ricordi2 di jazz...
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#23   30 Aprile 2008 - 11:17
 
spesso sento distanza dal luogo in cui vivo attualmente, nonostante ci viva. percepisco la distanza ogni volta che la percorro proprio lì attraverso i luoghi che più amavo qualche anno fa, quelli che una volta mi davano sollievo e serenità e oggi no. sento tanta più distanza quanta più vicinanza ho attribuito al luogo.
altrove invece, accade il contrario. più spesso ultimamente mi sento vicina e aderente a luoghi dove non abito, ma in cui semplicemente passo, forse per la possibilità di scelta o non scelta, di restare o andarmene. ma in questo tipo di relazione sono chiaramente io a cambiare e non la città. che però cambia eccome. al posto dell'insegna della trattoria il gufo a metà di una viuzza che si inerpica sfiorando il vecchio ghetto e i luoghi eroici della settimana rossa adesso c'è qualche resto di cantiere, un vendesi gigante metrature varie favoloso investimento, un residence di 6 stanze con porta laccata verde, la curva per il multisala e un parcheggio sotterraneo. noi nuovi cittadini abbiamo messo il silenziatore alla città che raccontava proprio attraverso i luoghi. e allora sì che cambia la città. porcavacca. ma per "colpa" nostra. o forse semplicemente racconta altre cose e ne dimentica altre. come chi la vive appunto. sì mi ci perdo anch'io in queste riflessioni. scusa l'ingombro...
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#24   30 Aprile 2008 - 12:28
 
ma noi a torino ci beccheremo per caso in giro tra gli stand mo organizziamo? ;)
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#25   30 Aprile 2008 - 13:26
 
chi va a torino? io ancora non so se ci sarò tutti i giorni o solo gli ultimi.. non ho nemmeno visto il programma!!!
già sono stanca:-)
mattatoia
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#26   30 Aprile 2008 - 13:26
 
NESSIE the Monster Of Loch Ness that appears from under the water of the lake With the sound of a flute, played by a black man without a face.

News: Video TV Avellino. Trasmesso in tutto il mondo.-

Per adesso e’ disponibile solo in italiano.-


L’Uomo Nero chiama Nessie il mostro di Loch Ness con il flauto

Video Nessie Inedito Quadro di MC ESCHER datato 18.1.1949
Video Nessie Unpublished Painting MC ESCHER date 18.1.1949


NESSIE Loch Ness Monster

Youtube :

http://it.youtube.com/watch?v=IYhTzywOYWI


http://it.youtube.com/watch?v=RQrovNERYfU

http://it.youtube.com/results?search_query=nessie+volturara&search_type=


Ebay

http://search.ebay.com/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=escher+nessie&category0=

http://search.ebay.co.uk/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=escher+report

http://search.ebay.it/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=escher&category0=

http://search.ebay.it/search/search.dll?sofocus=unknown&sbrftog=1&dfsp=1&from=R10&_trksid=m37&satitle=escher&sacat=-1%26catref%3DC6&sargn=-1%26saslc%3D3&sadis=200&fpos=CAP&sabfmts=1&saobfmts=insif&ga10244=10425&ftrt=1&ftrv=1&saprclo=&saprchi=&fsop=1%26fsoo%3D1&coaction=compare&copagenum=1&coentrypage=search&fgtp=

http://search.ebay.com/escher_W0QQ_trksidZm37QQfromZR40QQfrtsZ200

http://cgi.ebay.com/ESCHER-report-painting-unpublished-NESSIE-Loch-Ness_W0QQitemZ180221992149QQihZ008QQcategoryZ20135QQssPageNameZWDVWQQrdZ1QQcmdZViewItem

Internet :
http://www.romanzieri.com/archives/001204.php
http://www.ladysilvia.it/magaView/news/8885/arte

http://www.ladysilvia.it/magaView/news/7869/arte

http://www.fimservice.it/pdf/pol-lugAgSet07.pdf
http://www.ladysilvia.it/magaView/news/7662/cronaca
http://www.irpinianews.it/DaiComuni/news/?news=19596

http://telegolfonews.blogspot.com/2007/07/n-e-s-s-u-n-o-n-e-p-r-l.html
http://www.fimservice.it/pdf/pol_dic06.pdf
http://www.fimservice.it/pdf/pol_gen07.pdf
http://www.napoli.com/stamparticolo.php?articolo=13464
http://www.fimservice.it/pdf/pol_marz07.pdf
utente anonimo

#27   30 Aprile 2008 - 14:59
 
ohi Mel ma mi dici che è quest cosa di Nessy!

Io confesso che non ho, per esperienze, un innato feeling con il popolo napoletano, amo la città, ma l'invadenza e il chiasso no..c'è da dire che io sono molto solare e vivo ad altro volume, ma ho sulle prime almeno , quella natura da orso umbro che fa sì che ci voglia prima di lasciarmi andare al casino..e insomma..un pò me ne vergogno ma sono lievemente prevenuta
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#28   30 Aprile 2008 - 15:38
 
Come una mamma non vede i figli "quanto si sono fatti alti!" come capita invece all'amica perduta di vista anni fa, perché lei ce li ha sempre sotto gli occhi; come lo specchio non mostra proprio nella loro profondità le rughe che gli altri, i compagni del passato passato si astengono dal verbalizzarmi, ma vedono, son certa che vedono, ecco, così, non sono in grado, da qua dentro, di dire quanto cambia Napoli.
Poi c'è anche che ne ho un'immagine dentro che mi hanno inculcata i discorsi dei vecchi, le commedie di Eduardo,... cose così, che non mi appartengono.
Però, è stato in quelche modo che non saprei dire "tranquillizzante" incontrare la vecchina che ti racconta quanto le fanno male le scarpe e "passate prima vuje, signurì, che e me e piede nun me 'o dann..., sapite..." ed altre storie. E mi è piaciuto che ci fossero due amiche livornesi (o quasi ;-)) con me. Ché anche questa Napoli mi piaceva mostrar loro. E lei, gentile, ci è venuta incontro. Sull'autobus la più bassina tra loro si è scoperta un gigante "Signurì, ma sti cos' a che servono?", parlava degli altissimi maniglioni a cui appendersi come gatte appese al lardo. "Eh, biata a vuje che site aveta! A me, je so' l'unica corta; a casa mia so' tutt avete. Mio fratello, vedete, sarà nu metro e settantotto, no, uno e ottanta...". Tutto nel giro di una sola fermata. un mondo. Che mi piace ancora, lo confesso, Mel.
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#29   01 Maggio 2008 - 14:57
 
Ma allora? 'O treno è arrivato ancora int'a stazione? E tu, l'e 'ntise 'e primme manduline?
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#30   02 Maggio 2008 - 11:37
 
Ho letto soprattutto con curiosità, visto che non sono mai stato nella città Partenopea...
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#31   02 Maggio 2008 - 17:26
 
un saluto a tutti e grazie per i commenti che sono davvero un piacere leggerli che li leggi e ti senti anche meglio

zop
certo ci incontreremo a torino e anche con mattatoia!

vado a piazza bellini

mel
utente anonimo

#32   03 Maggio 2008 - 03:57
 
Che desiderio di tornare a Napoli, è un pò che ci penso, da quando mi sono riavvicinata. Manco dall'ottanta, e ci ho vissuto un paio di anni.
Bei tempi, bella gente, bella filosofia.
Il mio primo vero uomo è stato un napoletano, e mi piacerebbe proprio rivederlo, ma nemmeno il cognome ricordo.
La mia stella tatuata fatta a "mano" è il mio indelebile segno partenopeo.
Mi piaceva passeggiare a Mergellina dove c'era un'ambulante che ripeteva sempre: taralli caldi, caldi-caldi! E quanto erano boni.
E qui mi fermo perchè potrei scrivere un romanzo in proposito...

Ma lanche io mi domando: la riconoscerò dopo tutto questo tempo? :-/
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#33   03 Maggio 2008 - 17:26
 
ma siete ancora lì?
non vale!!!
e chi fa i lavori di casa?
lava, stira, spolvera!!!!!
eheheh
chicca
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#34   03 Maggio 2008 - 22:41
 
chicca, per dirla alla napoletana io non me ne incarico proprio. fino a martedì sono a zonzo cercando di ignorare il lavoro che mi pesa sulla capa come una spada di Damocle. e domani me ne vado, spero, in costiera, alla faccia di chi mi vuole male (si fa per dire, è solo per aggiungere colore :). e i vetri aspetteranno almeno fino a dopo l'ibridoconvegno! :))
utente anonimo

#35   04 Maggio 2008 - 13:45
 
ma guarda sti impuniti!!!!
ahahah

dopo poi ci si prende l'abitudine ... e fa male tronare a casa!!!!
ahahahha e al ritorno
vengono mille dolori, alla testa , alla schiena...e..e.e.e.e.e.
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#36   04 Maggio 2008 - 21:26
 
In costiera capito? Loro uniti da un filo di mozzarella degli gnocchi alla sorrentina...


nooooooooooooooooooooo!!!
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#37   04 Maggio 2008 - 21:33
 
e la colatura di alici dove la mettiamo? :))
utente anonimo

#38   04 Maggio 2008 - 23:15
 
andate a lavurà, banda di scioperati!
eheheh
utente anonimo

#39   05 Maggio 2008 - 10:06
 
gggrrrggggrrrr.....che lo stridere dei miei denti vi accompagni!!!
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#40   05 Maggio 2008 - 19:55
 
bouche
ma come! tutto ciò mi ricorda jimpsy, il coniglio mannaro!
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#41   05 Maggio 2008 - 20:06
 
ho studiato a Napoli, facoltà di sociologia, ho amato la città e il calore dei suoi abitanti e credo che sia una delle poche città al mondo a respirare amore, checchè se ne dica.
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#42   05 Maggio 2008 - 20:08
 
pia
abbastanza, sfrondando luoghi comuni, sì è abbastanza come dici tu. beh, non sop quando hai studiato, in che anni, ma eravamo vicini!
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Commenti

categoria:luoghi, blog, napoli