lunedì, 28 maggio 2007
A quei tempi per le strade di Parigi non incontravi, chessò, Cicchitto, o Bondi, o Giovanardi, no. Per le strade di Parigi potevi imbatterti in Stravinsky, Picasso, Tzara, Cocteau, Duchamps, Debussy, Man Ray, René Clair, Diaghilev, Max Jacob. E potevi anche incontrare, a passeggio, Erik Satie.

Erik aveva una stanza ad Arcueil. Dopo la sua morte, gli amici vi trovarono, nella stanza, quattromila bigliettini, chiusi in scatole di sigari, e un gran numero di ombrelli.

Ho, finalmente Quaderni di un mammifero (Adelphi), e ora mi interessa solo leggerlo. Senza fretta.

Tra l'altro, Satie s'inventò la Musique d'Ameublement, che lui stesso definì così:

La Musique d'Ameublement è in sostanza un prodotto industriale. L'abitudine, l'uso, vogliono che si faccia musica in circostanze con le quali la musica non ha niente a che vedere. Si suonano in codeste occasioni Fantasie d'Opera, Valzer e simili composti per tutt'altro fine. Noi vogliamo produrre una musica dichiaratamente utilitaria. L'Arte è un'altra cosa. La Musique d'Ameublement crea una situazione, senza altro scopo. Ha la stessa funzione della luce, del colore e del confort in tutte le sue forme.

Ci pensate? Musique d'Ameublement nelle nostre città? Musica composta appositamente per banche, uffici postali, piscine, stadi di calcio, grattacieli, stazioni, metropolitane, grandi magazzini, centrali idroelettriche, inceneritori, depoisiti degli autobus, autorimesse.
postato da: melpunk66 alle ore 23:44 | Permalink | commenti (20)
Commenti
#1   28 Maggio 2007 - 23:58
 
La musica d'Ameublement più difficile da trovare (e, forse, da creare) è il silenzio, secondo me. Pensa come sarebbe strano camminare nei luoghi pubblici nel completo silenzio. Vorrei almeno provare. Però la musica d'Ameublement per gli inceneritori mi incuriosisce...
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#2   29 Maggio 2007 - 00:07
 
flalia
il silenzio, il puro silenzio, l'ho sentito nelle viscere della città di napoli. nelle cavità che sono sotto tutta la città. silenzio assoluto. però, poi, senti il battito del tuo cuore..
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#3   29 Maggio 2007 - 00:29
 
è un'idea affascinante, ma la musica nei depositi non riesco a immaginarla
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#4   29 Maggio 2007 - 00:45
 
yzma
per non dimenticare toilette pubbliche, sottopassaggi, castelli, chiese, torri, stazioni marittime.. ecc ecc
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#5   29 Maggio 2007 - 07:41
 
che bello.
ne avevamo già parlato, no?

adesso mi toccherà rileggerlo...
utente anonimo

#6   29 Maggio 2007 - 08:36
 
bella l'idea della musica adatta ad ogni ambiente....
però se eliminassero quelle musicacce sparate a palla nei supermercati e nei negozi e a volte anche nei ristoranti.....
sarebbe meraviglioso!
e il silenzio sott'acqua?
anche lì solo il proprio cuore ed il proprio respiro.....
spalluzza
utente anonimo

#7   29 Maggio 2007 - 10:00
 
brian eno compose "music for airports" un bel po' di anni fa...
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#8   29 Maggio 2007 - 11:28
 
Sarebbe una bellissima idea. Sono convinta che la gente se sentisse più musica, più bella nusica, avvertirebbe meno tensioni e conflitti di ogni genere.
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#9   29 Maggio 2007 - 13:22
 
eio
non mi sembra, dici?

spalluzza
magari un componimento con il silenzio sott'acqua

elena
certo, dopo qualche anno da satie
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#10   29 Maggio 2007 - 13:31
 
no, certo, volevo solo dire che sono già passati un po' di anni, anche da quell'esperimento...
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#11   29 Maggio 2007 - 13:36
 
elena
certo, molti si. accidenti

meriggio
si potrrebbe fare musica sedativa? contro il logorio dell'aggressività quotidiana? così vai in banca e non spacchi la faccia all'impiegato! ahah
saluti
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#12   29 Maggio 2007 - 14:12
 
Tanto amo la musica, quanto detesto la musica "imposta". La musica voglio sceglierla io, e ascoltarla quando dico io. Punto. Altrimenti anche Mozart o Miles Davis mi diventano solo fastidioso "rumore".
Per il resto, sono d'accordo con Flalia: nei luoghi pubblici delle città l'unica musica di cui sento ogni giorno sempre più disperatamente bisogno è il silenzio.
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#13   29 Maggio 2007 - 14:30
 
Satie è uno dei miei preferiti. da quando mi esercitavo sulle sue gymnopédìes al pianoforte...
attendo un commento sui quaderni!
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#14   29 Maggio 2007 - 15:18
 
gabrilu
capisco. ma in un edifico c'è la luce, ci sono i confort e c'è la musique.. un concetto vicino se vuoi all'archietettura di gaudì, per certi versi.

nadezhda
ti farò sapere, tra qualche giorno, volentieri
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#15   29 Maggio 2007 - 19:23
 
comprato a galassia, ma devo ancora leggerlo, 'ccidenti
(io ricordo un post tuo e di eìo, cioè due post ma lo stesso giorno, su Satie)
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#16   29 Maggio 2007 - 20:26
 
8e49
ora ricordo, io ed eio scrivemmo in contemporanea una specie di contributo compleanno di satie, certo. qui parlavo della musique, soprattutto
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#17   29 Maggio 2007 - 20:43
 
pur amando molto la musica, trovo che se ne senta troppa in giro.
la musica è una cosa seria che non va banalizzata come sottofondo per un ascensore o un supermercato; per non parlare della musica delle attese telefoniche o delle suonerie dei telefonini... ma i telefoni non dovrebbero fare drinn e basta???
dovremmo restituirle la sua importanza riservandole l'attenzione che merita un ospite speciale come lei; non con un'occhiata di sfuggita, come se fosse un passante qualsiasi, né "usarla" come se fosse un accessorio.
eccheccà!
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#18   29 Maggio 2007 - 23:37
 
pannonica
se ne sente troppa in giro, sì, verissimo, ma quale musica? e per quale tipo di consumo? e rivolta a chi? che musica è? è "davvero" musica? sono molto d'accordo con meriggio quando parla di educazione o rieducazione, ora non ho presente il termine esatto che ha utilizzato. l'idea "stramba" di satie non era poi così peregrina se ci pensi. e all'epoca non c'era quel casino sonoro che sentiamo quando andiamo in un negozio d'abbigliamento o in un bar. figurati
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#19   29 Maggio 2007 - 23:38
 
facendo molta attenzione si scopre che ognuno ha una sua musica: i fianchi di certe donne, muovendosi, suonano come pianeti nello spazio siderale ;)
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#20   30 Maggio 2007 - 10:18
 
Attendo anch'io i tuoi commenti sui Quaderni :-)
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Commenti

categoria:letture, ascolti