Girando per la città, come sempre finisce che conversazioni e immagin s’impigliano e rimangono attaccate
come alghe sulla spiaggia dopo il riflusso della marea.
Giù, sotto terra, nella stazione Loreto della Metropolitana, c’erano due uomini africani e una donna cinese che discutevano. Erano venditori di pupazzi, giocattoli, strani aggeggi luminosi rotanti, e collane, maschere di legno, oggetti di legno intagliato. Discutavano, era una questione di spazio, la loro. Erano in tre e dovevano dividersi il passaggio che porta dall’atrio principale alla banchina della Linea 1. La donna cinese diceva
A me selve questo spazio, io gioco questo spazio!
Uno degli uomini africani diceva
Tu prendi troppo spazio, io sto accanto a te tranquillo!
E l’altro
Uno spazio deve bastare per tre persone, dividiamolo!
Poi, in piazza della Scala, c’erano due donne ucraine sedute su una panchina, e stavano pranzando. Avevano due grosse borse stracolme, e mangiavano grossi pomodori tagliati a metà.
Quando arrivo a San Babila, in fondo a corso Vittorio Emanuele, vedo un altro signore che arriva da lontano, che sta leggendo il giornale utilizzando come appoggio un’opera d’arte. Che, messa così, sembrerebbe un atto di vandalismo. Ma non lo è di sicuro. Il signore che arriva da lontano legge il giornale poggiato su una delle mucche che da qualche settimana arredano lo spazio urbano milanese. Nessun problema. Nessuna opera d’arte!
come alghe sulla spiaggia dopo il riflusso della marea. Giù, sotto terra, nella stazione Loreto della Metropolitana, c’erano due uomini africani e una donna cinese che discutevano. Erano venditori di pupazzi, giocattoli, strani aggeggi luminosi rotanti, e collane, maschere di legno, oggetti di legno intagliato. Discutavano, era una questione di spazio, la loro. Erano in tre e dovevano dividersi il passaggio che porta dall’atrio principale alla banchina della Linea 1. La donna cinese diceva
A me selve questo spazio, io gioco questo spazio!
Uno degli uomini africani diceva
Tu prendi troppo spazio, io sto accanto a te tranquillo!
E l’altro
Uno spazio deve bastare per tre persone, dividiamolo!
Poi, in piazza della Scala, c’erano due donne ucraine sedute su una panchina, e stavano pranzando. Avevano due grosse borse stracolme, e mangiavano grossi pomodori tagliati a metà.
Quando arrivo a San Babila, in fondo a corso Vittorio Emanuele, vedo un altro signore che arriva da lontano, che sta leggendo il giornale utilizzando come appoggio un’opera d’arte. Che, messa così, sembrerebbe un atto di vandalismo. Ma non lo è di sicuro. Il signore che arriva da lontano legge il giornale poggiato su una delle mucche che da qualche settimana arredano lo spazio urbano milanese. Nessun problema. Nessuna opera d’arte!








