martedì, 30 dicembre 2008
Su Comunitàprovvisoria di Franco Arminio, paesologo, un mio breve pezzo dedicato al ricordo di un paese della Basilicata. Si tratta di San Chirico Nuovo.
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lunedì, 29 dicembre 2008
Dei libri della collana "Contromano", edita da Laterza, Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi dipaesologia paesologia è uno tra quelli che preferisco sopra tutti gli altri. Innanzitutto per un potere evocativo racchiuso già nel titolo: Lacedonia e Candela erano i paesi che l'autostrada rasentava andando verso la Puglia (era il viaggio estivo, quello per le vacanze).

E poi ci sono altri paesi, nel libro: Teora, Andretta, Aquilonia, Mirabella, Laviano, Flumeri, Apice, Fontanarosa. Questi, e altri, riecheggiano di ricordi, passaggi, echi sismici (il terremoto in Basilicata e Campania).

E sono paesi a cui il paesologo Franco Arminio assegna la bandiera bianca, inventata per quelli "più sperduti e affranti, i paesi della resa, quelli sulla soglia dell'estinzione".

Alla fine della lettura, un libro prezioso, che mi paice tenere ancora sul piano della scrivania. E che mi ha spinto a proporre a Franco Arminio un testo dedicato a uno di questi paesi su cui sventola la sua ideale bandiera bianca: San Chirico Nuovo, in provincia di Potenza. Di cui ho parlato affidandomi ai ricordi lontani riemersi durante la lettura di Vento forte.
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categoria:letture, luoghi, scrittura
domenica, 28 dicembre 2008
Su quest'arietta leggiadra
Compongo versi e li digrosso e piallo,
E saran giusti ed esatti
Quando ci avrò passata su la lima;
Ché Amore istesso leviga ed indora
Il mio canto, ispirato da colei
Che pregio mantiene e governa.

Io bene avanzo ogni giorno e m'affino
Perché servo ed onoro la più bella
Del mondo, ve lo dico apertamente.
Tutto appartengo a lei , dal capo al piede,
E per quanto una gelida aura spiri,
L'amore ch'entro nel cuore mi raggia
Mi tien caldo nel colmo dell'inverno.

Mille messe per questo ascolto ed offro,
Per questo accendo lumi a cera e ad olio:
Perché Dio mi conceda felice esito
Di quella contro cui schermirsi è vano;
E quando miro la sua chioma bionda
E la persona gaia, agile e fresca
Più l'amo che d'aver Luserna in dono.

Tanto l'amo di cuore e la desidero,
Che per troppo desío temo di perderla,
Se perdere si può per molto amare.
Il suo cuore sommerge interamente
Tutto il mio, né s'evapora.
Tanto ha oprato d'usura
Che ora possiede officina e bottega.

Di Roma non vorrei tener l'impero,
Né bramerei esserne fatto papa,
Se non potessi tornare a colei
Per cui il cuore m'arde e mi si spezza
E se non mi ristora dell'affanno
Pur con un bacio, pria dell'anno nuovo,
Me fa morire a sé l'anima danna.

Ma per l'affanno ch'io soffro
Dall'amarla non mi distolgo,
Bench'ella mi costringa a solitudine,
Sì che ne faccio parole per rima.
Più peno, amando, di chi zappa i campi,
Ché punto più di me non amò
Quel di Monclin donna Odierna.

Io sono Arnaldo che raccolgo il vento
E col bue vado a caccia della lepre
E nuoto contro la marea montante.

(Arnaut Daniel)
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lunedì, 22 dicembre 2008
E' un piccolo pezzo di un capolavoro, Tre uomini in barca, di Jerome Klapka Jerome, in cui si parla della preparazione di uno stufato irlandese. Un ideale pensiero per il prenzo di Natale (si sogghigna in sottofondo).

 

Preparammo tutto e ci accorgemmo che era ancora presto, e allora George disse che avendo molto tempo a disposizione, potevamo approfittare della splendida opportunità per preparare una cena speciale. Disse che ci avrebbe mostrato quanto si può fare sul fiume in fatto di cucina e propose di usare i legumi, i resti della carne fredda, nonché gli altri rimasugli per preparare uno stufato all'irlandese.

L'idea ci sembrò affascinante; George raccolse la legna e fece il fuoco mentre io e Harris ci mettemmo a sbucciare le patate. Non avrei mai creduto che quella funzione di sbucciare le patate fosse una simile impresa. La faccenda mi si rivelò come la cosa più colossale, nel suo genere, in cui mi fossi mai messo. Cominciammo allegramente, spavaldamente, si potrebbe dire, ma dopo aver sbucciato la prima patata tutta la nostra giocondità era finita.

Più sbucciavamo e più buccia sembrava che ci rimanesse e quando finimmo di togliere tutta la buccia e tutti i bitorzoli, della patata non c'era più nulla. Voglio dire, nulla di cui valga la pena di parlare. George sopravvenne, e osservò che la patata era ridotta alla grossezza di una nocciolina americana. Disse:

- No, così non va! State rovinando tutto, le dovete raschiare.

Ci mettemmo a raschiarle e fu un lavoro peggiore dello sbucciarle perché le patate hanno una forma così strana! e son tutte bozzi, bitorzoli e avvallamenti; andò a finire che facemmo sciopero.

Dicemmo che poi ci sarebbe occorso il resto della serata per raschiare noi stessi.

Io non ho mai conosciuto un mestiere capace di ridurre un uomo ad un letamaio come quello di raschiar le patate. Sembrava incredibile che le pelli di patata in cui io ed Harris stavamo sepolti e quasi soffocati provenissero da quattro tuberi soltanto.

Pensate un poco quanto si potrebbe fare con l'economia e la buona volontà.

George trovò assolutamente assurdo fare lo stufato con quattro patate sole e noi ne lavammo una mezza dozzina ancora e le mettemmo in pentola senza pelarle. Aggiungemmo un cavolo e circa due chili di piselli. George rimestò il tutto e poi disse che c'era ancora spazio nella pentola, perciò noi rovistammo a fondo nelle due ceste e aggiungemmo allo stufato tutti i pezzettini, i resti, e i rifiuti che vennero fuori.

C'erano rimasti ancora mezzo polpettone di carne di maiale, un po' di lardo lessato e freddo e infilammo tutto dentro. George scoprì inoltre una mezza lattina di salmone e vuotò anche il contenuto di quella nella pentola.

Disse che appunto in ciò consisteva la bellezza dello stufato irlandese: ci si libera di tutta la roba vecchia. Pescai ancora, e trovai due uova incrinate, e dentro anche quelle. George ci assicurò che così l'intingolo sarebbe venuto più denso.

Ora non mi ricordo tutti gli altri ingredienti ma vi posso assicurare che nulla fu sciupato; e verso la fine Montmorency, che era stato attentissimo a tutto il procedimento, si allontanò con un'aria molto seria e pensierosa e poi riapparve, qualche minuto dopo, con un topo di fogna morto in bocca che, evidentemente, voleva offrire come suo contributo al pranzo; se l'abbia fatto con intento sarcastico oppure obbedendo a un generico desiderio di collaborare, non saprei dirlo.

Non discutemmo la convenienza di metter dentro il topo; Harris era del parere che ci sarebbe stato benissimo, perché si sarebbe mischiato con le altre cose e le avrebbe migliorate. Ma George fece appello ai precedenti. Disse che non si ricordava che nello stufato all'irlandese c'entrassero anche i topi di fogna e che quindi preferiva andare sul sicuro, mantenendosi sulla vecchia e provata ricetta, senza introdurre novità.

Harris disse:

- Ma se non si provano le novità, come si può dire come sono? I tipi come te ritardano il progresso. Pensa un po', invece, a quelli che sperimentarono per primi le salsicce viennesi.

Lo stufato all'irlandese fu una vera cannonata e devo dire che mai avevo mangiato altro con egual piacere. Aveva in se qualcosa di fresco e di piccante. Si sa che il nostro palato si stanca della solita zuppa di tutti i giorni, e invece questo era un piatto di fragranza nuova e di un sapore che non ne ricordava nessun altro al mondo.

Inoltre, per dirla con George, esso era nutriente perché dentro ce ne stava, di roba buona! Forse le patate e i piselli avrebbero potuto essere un po' più morbidi, ma siccome avevamo tutti buone dentature la cosa non rivestiva nessuna importanza. In quanto all'intingolo, poi, era un poema; un po' troppo forte, se vogliamo, per gli stomaci delicati,ma innegabilmente nutrientissimo.

Il pranzo si concluse con tè e crostata di ciliege. Al momento di preparare il tè, Montmorency ingaggiò una lotta col bricco arrivando secondo, molto distaccato.

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categoria:letture
domenica, 21 dicembre 2008
In via Paolo Sarpi a Milano tutto parla cinese: anche lo scricchiolio dei carrellini con cui vengono trasportate lecocco merci dai depositi ai negozi. E' tutto cinese, tranne forse un negozio di profumeria, una libreria di remainder e qualche altro piccolo esercizio. Mi è sembrato finalmente altrove un altro pezzo di Milano. Che mi stia diventando più simpatica questa città?

E poi sugli scaffali del Kathay strani alimenti estrosi, polveri piccanti gamberi essiccati radici tuberi condimenti agrodolci zenzero polpette di paletuvieri alghe. E polvere di drago, purea di fanfaluca, grisbonio, tarassaco, caramelle di gliptofarmaco, giusquamio fresco, spaghetti di sorgo.

L'occhio segue enciclopedico e si adatta al panoptikon, condivide la sovrapposizione, gioisce della ridondanza.

Devo tornare a Chinatown.
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categoria:luoghi, camminare
giovedì, 18 dicembre 2008
Tra le onde che corrono intorno all'auto ci sono quelle di Radio Budrio, un paese che deve stare dietro la notte fuori da qualche parte. E allora penso a Quirico Filopanti, che a Budrio nacque. Seguiamo la striscia bianca di mezzeria e arrivano segnali di musiche italiane e pubblicità, un negozio di elettrodomestici, e la sagra dell'anguillone solitario.

E' lontano Qurico Filopanti, che a Budrio nacque nel 1812, il matematico professore di meccanica e idraulica che propose, in un'opera intitolata Miranda, la suddivisione della Terra in Meridiani in corrispondenza di 24 fusi orari, distanziati ognuno di un'ora.

La notte è densa come sciroppo per la tosse ma meno dolce, ha un odore di terra umida e stalla calda. Poggia sulla grassa zolla emiliana. Dove Quirico Filopanti mosse i primi passi e pensò la Terra solcata da 24 segni di coltello, come si con le arance per sbucciarle meglio.

strada

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categoria:foto, luoghi, notturni
lunedì, 15 dicembre 2008
Dopo il blog, la rivista e la trasmissione su Radio Capital, nuova iniziativa per rendere più appetibile la cultura classica

Dopo il blog e la rivista di inediti letterari e recensioni “soddisfatti o rimborsati” fondata da Gian Paolo Serino nonché un blog: in gennaio sulla piattaforma web di Condè Nast arriva Satisfiction TV, un canale dedicato alla letteratura e ai grandi scrittori italiani ed internazionali. Come spiega Swan, direttore artistico di Satisfictiontv, da dieci anni regista di tutti i live e video di Vasco Rossi, “l’idea è di proporre al pubblico la letteratura in chiave rock. E’ possibile che i libri vengano sempre considerati noiosi? Utilizzeremo immagini in movimento e toglieremo la polvere alla letteratura riportando gli scrittori in prima linea”. Il progetto è piaciuto molto anche a Margherita Pogliani, direttore responsabile di Menstyle.it (portale che riporta on line i contenuti de L’Uomo Vogue, GQ, Vanity Fair, Traveller e AD): “Quello di Satisfiction è il blog più seguito dai nostri lettori e dimostra che gli utenti di MenStyle sono molto attenti anche ai temi culturali. Proprio per questo abbiamo deciso di ospitare sulla nostra piattaforma il “format” Satisfictiontv”.
“La cultura può avere un forte appeal”, continua Margherita Pogliani, “e le interviste di Satisfictiont vavranno un taglio nuovo ed accattivante” Swan svela in anteprima i segreti della web tv: “Immagini e servizi montati e girati secondo nuovi criteri all’avanguardia, immagini quasi psichedeliche ad accompagnare i testi delle interviste>. Edita da Mattioli 1885 Satisfiction è distribuita gratuitamente in tutte le Fnac e Feltrinelli d’Italia. Un progetto culturale in continua crescita: “Si è creato un vero e proprio network: “prima il blog, tra i più commentati e letti in Italia, poi la free press, primo esempio di rivista culturale gratuita ma non scontata, poi la trasmissione settimanale su Radio Capital, il nuovo sito Satisfiction dove trovare on line tutti i numeri, e ora la Satisfiction Tv. Un caso unico in Italia che dimostra che la cultura quando è libera incontra il favore del più vasto pubblico.
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categoria:visioni, blog
venerdì, 12 dicembre 2008
Ora che ho scoperto che la mia borsa con tracolla nera di Muji è piena di zucchero è come se nulla mi trattenesse più dal parlare.

Di cosa?

Di un odioso onorevole che stava in treno. Alto grosso, con un'enorme panza. Mi sono accorto della sua presenza sul treno mentre sfrecciavano a destra le roulotte parcheggiate del Circo Orfei. Che poi lo sapete che Moira Orfei è di origini Sinti?

Beh quell'onorevole a me faceva schifo. Era come vedere il più grosso potere bipede, grosso nella faccia, negli occhiali nei gesti e nell'atteggiamento. Raccontava storielle di altri uomini politici, episodi divertenti, e la donna e l'uomo che viaggivano con lui ridevano. Trasudava brillantemente e con una certa pacatezza devo dire l'essere uomo navigato tra aula parlamentare e redazione di qualche quotidiano.

Ne ho avuto orrore.
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categoria:diario
venerdì, 05 dicembre 2008
Presentazione - 11 dicembre 2008      
                                                                                                                                Generazione Mc Donald

Generazione McDonald's di Francesca  Mazzucato
Libreria Mursia - Via Galvani, 24
Milano

Giovedì 11 dicembre, alle ore 18, presentazione del romanzo di Francesca Mazzucato.
Interverranno Paolo Melissi e Gian Paolo Serino Sarà presente l'Autrice.
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categoria:letture
giovedì, 04 dicembre 2008
Il meditante mediterraneo decide di camminare per testimoniare l'ancestralità di un rapporto tra il visibile e l'invisibile, scegliendo di venerare il primo. Si fa ancora più, strada facendo, "eremo di se stesso": nel momento in cui ritrova lo stupore per ogni forma del mondo.

(...)

E' perciò un meditare vagabondo, cui la meta poco interessa, essendo essa già intrinseca al percepirsi più esistenti.

Scrive Duccio Demetrio in Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea (Raffaello Cortina Editore).

E penso che mi interessa essere lo sguardo che cammina, il cammino che guarda.
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categoria:letture, notturni, camminare