sabato, 29 novembre 2008
La neve è andata via, lascia qualche traccia dietro casa e la voglia di vedere altro: il nuoto di sirene, picchi montani dove si appalesa la divinità, grotte che ospitano i convegni delle ninfe.

La carta è stanca, e rifiuta l'inchiostro. Un corvo rauco canta il giorno volando verso il campanile.
E' il richiamo del Lontano.
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categoria:diario, pensieri del té
martedì, 25 novembre 2008
Un mio racconto è ospitato da Francesca Mazzucato sul suo sito Books and other Sorrows.
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categoria:racconti, blog
domenica, 23 novembre 2008
Una giornata così oblomoviana non mi capitava da tempo. Tanto oblomoviana da spingermi a rileggere la prefazione di Giorgio Manganelli all'edizione einaudiana dell'Oblomov di Goncarov.
L'ho accettata, l'ho accolta e lasciata scorrere. Ed è divertente pensare che in una giornata così lenta e statica ho letto Filosofia del camminare. Esercizi ci meditazione mediterranea di Duccio Demetrio (Raffaello Cortina Editore).

Quindi mi sono mosso.
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categoria:diario, letture, camminare
giovedì, 20 novembre 2008
Mi piace pensare che anche in città, lì dove ci sono alberi e pezzetti di prato, e acqua, rimangono nascoste ancora ninfe, driadi, ondine e potestà vegetali che animano l'ombra.

Forse per poterle vedere è necessario digiunare, e attendere svegli la notte fonda. Aspettare quelle ore in cui la pressione del sole è scomparsa del tutto, e sembra che la terra e gli uomini sopra siano sospesi.
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categoria:notturni
lunedì, 17 novembre 2008
E' uscito da un paio di settimane Viandanti e viaggiatori, l'Antologia di rarità editoriali dedicata alla letteratura di viggio, edito da Robin Edizioni. Il libro raccoglie pagine tratte dal resoconto di viaggio Ritorno dall'India di Lazaro Papi, dal Taccuino 1822 1824 Viaggio in Italia di Arthur Schopenauer, dal saggio Dall'Italia di August Strindberg, da La statuaria in Roma di Herman Melville, da Un giorno di Norman Douglas. La raccolta comprende anche il testo inedito Appunti parigini di William M. Thackeray.
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categoria:letture
venerdì, 14 novembre 2008
Lo vedo tutte le mattine andando al lavoro. E' piccolo. E' un uomo che arriva da migliaia di chilometri di distanza per vendere occhiali, cappelli, guanti, incenso e altre cose su un bancarella poggiata vicino all'ingresso della metro.
Ieri l'ho visto circondato da due carabinieri e da due soldati dell'esercito. Non aveva ancora finito di sistemare la bancarella. Pioveva. I quattro uomini, tutti enormi, gli controllavano i documenti e gli facevano domande. L'uomo piccolo venuto da lontano aveva lo sguardo perso nella pioggia, mentre porgeva i documenti e rispondeva. Non guardava i carabinieri e i soldati. Evitava di guardarli.

Per fortuna l'uomo piccolo è ancora lì. L'ho visto di nuovo al suo posto. Ne sono stato sollevato.
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categoria:diario
giovedì, 13 novembre 2008
Direttamente da Nazione Indiana una cosa di Sergio Bologna da leggere.
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categoria:blog
mercoledì, 12 novembre 2008
Da Marco Minghetti  un mio breve pezzo dedicato al processo creativo di Zirma, la città calviniana riscritta per le Aziende Invisibili.
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categoria:blog, scrittura
lunedì, 10 novembre 2008
La finestra inquadra uno dei platani che fiancheggiano il viale dell’Arena di Nimes. Oltre si intravede la massa Bianca della costruzione romana, le arcate corrose dal tempo ma ancora solide. Mi affaccio. Dalla porzione di marciapiede che l’Hotel de France si è ritagliata per disporre I tavoli del ristorante salgono al primo piano i suoni della cena: voci, tintinnare di posate sui piatti, risate, anche il gorgoglio del vino versato nei bicchieri. Osservo giovani copiie, tristi stanchi che bevono birra ghiacciata. In un angolo è seduto un anziano signore. Mangia con movimenti lenti, sembra che abbia studiato il modo migliore per tagliare, incidere, portare alla bocca, sbucciare, bere, condire nel maggior tempo possible. Ogni tanto si prende una pausa, si guarda intorno, osserva i vicini di tavolo attraverso le lenti con la montatura d’acciaio. Sta cercando qualcosa. Individuo il punto in cui spinge il suo sguardo: è il tavolo accanto alla fioriera, dove cenano due ragazze bionde.

Mi  arriva un colpo ai timpani: nella brasserie accanto al ristorante dell’hotel è iniziato il karaoke. L’uomo anziano fa un cenno al cameriere, che forse lo conosce e gli riserva un trattamento più cordiale. Gli si avvicina, e l’uomo gli dice qualcosa all’orecchio. Più di una volta il cameriere rivolge lo sguardo verso le due ragazze, poi si allontana e va verso di loro. Lo vedo parlare con le ragazze, indicando con discrezione il signore anziano in attesa. Le ragazze pagano il conto, si alzano e si avvicinano al signore, che le invita a sedersi: fa il gesto di scostare le sedie per farle accomodare. Ma loro stanno andando via, sembra che si scusino per la fretta, indicano l’orologio, ringraziano e si allontanano. Fino all’ultimo momento ho sperato che le ragazze si sedessero con lui, anche solo per dieci minuti.

La sera dopo rientro in albergo, salgo in camera e corro alla finestra. Questa volta non c’è il karaoke. Ma c’è il signore anziano. E’ in compagnia di una ragazza. La vedo di spalle, che il vestito bianco scollato lascia scoperte. I capelli nerissimi sono raccolti da un fermaglio dietro la  nuca. Il signore anziano conduce la conversazione con gesti eleganti. La ragazza ride alle sue battute. Le sue risate leggere rinfrescano gli anni del signore anziano.

Microracconto di molto tempo fa, dedicato a Francesca Mazzucato.

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categoria:racconti
sabato, 08 novembre 2008
Sto uscendo dall'ospedale leggendo tutte le scartoffie. Siccome mi hanno fatto fare un giro strano, mi dirigo verso l'uscita secondaria.
Sento alle mie spalle un grugnito. Mi giro. Nella guardiola c'è una spece di cerbero lombardo seduto su un trespolo che dice:

Ehhhh, non vede il cartello? C'è scritto vietato uscire.

Osservo il cerbero lombardo. Osservo il cartello.
Poi chiedo al cerbero:

Ma se esco di qui che succede, mi arrestano?

E il cerbero innervosito sbotta

EHhhhh, ma che ragionamento del cazzo è questo?

E io:

E' il mio ragionamento, tu tieniti il tuo ragionamento del cazzo, se ci riesci.

Poi torno a consultare le mie scartoffie ed esco dall'uscita da cui non si può uscire. Facendo un gesto verso il cerbero lombardo che potrebbe essere riassunto sinteticamente come un vaffanculo.

Esco dall'ospedale. Sta uscendo il sole.
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categoria:diario