giovedì, 30 ottobre 2008
Nuoto tranquillo, con la maschera guardò giù verso il fondale, la prateria sabbiosa e il bosco d'alghe fluttuanti. A un certo punto, anzi, in un momento preciso, non un certo punto, che è fin troppo generico, approssimativo, vedo qualcosa che si muove tra le alghe.

Mi spavento. Un corpo di medusa ricoperto d'alghe spezzate risale verso la superficie. Mi spavento ancora di più. Osservo la testa della medusa. Riconosco il volto del ministro Gelmini. Sono ancora più spaventato: sento una morsa terribile allo stomaco e mi sento sudare. Eppure sono nell'acqua, mi dico, come faccio a sentire il sudore? Ci deve essere qualcosa di sbagliato nella sceneggiatura. Ma sono pur sempre spaventato, e intanto la medusagelmini si avvicina, e allora mi dico, Stai tranquillo, tanto è un sogno, tanto è un sogno, è tutto finto.

Poi mi sveglio. Sputo un pezzetto d'alga. Mi guardo intorno, mi ricordo il sogno. Poi penso al ministro Gelmini e mi spavento. E allora mi dico, Stai tranquillo, tanto è un sogno, tanto è un sogno.
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categoria:visioni
martedì, 28 ottobre 2008
Domani sera a Milano c'è la premiazione dei racconti prescelti per GialloMilanese, il concorso bandito dalla casa editrice ExCogita e la Comuna Baires, che saranno pubblicati in un libro. A me tocca fare l' "arbitro". L'appuntamento è in via Parenzo, 7.
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categoria:editoria
domenica, 26 ottobre 2008
Test clinici dell'John Holmes Institute di Palo Alto dimostrano che l'aggressività media degli italiani è aumentata del 37,5% negli ultimi 6 mesi.

I tempi si incupiscono.
Ieri sera, in un bar di Calolzio Corte, è entrato un cane grifone nero e ha chiesto un cappuccino. Il barista l'ha guardato subito storto, e gli ha detto:

Ah, sporco grifone, ora vuoi pure il cappuccino? Perché non te ne torni a casa tua?

E il grifone nero gli risponde:

Sì, prendo prima il cappuccino, e poi torno a casa mia, è dietro l'angolo.

Al che il barista s'è infuriato, ha impugnato una mazza da baseball, e si è aventato contro il can grifone gridando Torna a casa tua, sporco grifone, come se la preoccupazione che il grifone nero stesse a casa sua fosse anche la di lui maggiore preoccupazione.

Il grifone nero, che non doveva per nulla essere stupido, se l'è data a zampe, e mentre infilava veloce come un treno la porta del bar per guadagnare la strada ha avuto il fiato di dire:

Io comunque non sono sporco, mi lavo tutti i giorni!
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categoria:racconti, sciocchezzaio
martedì, 21 ottobre 2008
In Triennale è atterrato un Oggetto Letterario Non Identificato. Si chiama le Aziende In Visibili, è statoLe aziende in-visibili pubblicato da Scheiwiller, ed è ciò che discende da un progetto di Marco Minghetti insieme a poco meno di 100 personalità e personaggi di varia origine, natura e provenienza.

Brevemente, riprendendo una sintetica nota di presentazioni Le Aziende In Visibili è

Un romanzo a colori, creato da Marco Minghetti e la LIving Mutans Society che hanno accettato la sfida di partecipare a un'opera narrativa colettiva ispirata a Le città invisibili (anche alla struttura) di Italo Calvino, con 190 immaigini di Luigi Serafini.

Il cerimoniere era Gian Paolo Serino, intorno c'erano Marco Minghetti, Armando Massarenti, Francesco Morace, Giulio Sapelli, Alessandro Zaccuri, che sono alcuni dei partecipanti al progetto. E poi c'eravamo noi in sala, naturalmente!

Molto si è detto nel tempo a disposizione, e solo una parte, credo, data la complessità del libro, le sue implicazioni e le possibili direzioni che la conversazione avrebbe potuto prendere.

Qui voglio mettere in evidenza qualcosa che è venuto fuori, che ha trovato largo pian piano, sospinto dalla discussione intorno al concetto di lavoro, di azienda, e di pensiero razionale. Sapelli ha fato riferimento all'invisibilità delle Aziende In Visibili intendendo l'invisibilità come il contrario del pensiero unico, della certezza monolitica di un unico tipo di razionalità, di un pensiero che fa espresso riferimento a una possibile eredità del postmoderno che è quella, appunto, di porre il beneficio dell'inventario su quanto viene considerato spesso come l'unico modo. L'unica via per concepire non solo il lavoro in senso stretto, ma anche il mondo, le relazioni, le forme espressive. Una strada verso la riappropriazione del tempo e della bellezza.

Alla Triennale volava un Oggetto Letterario Non Identificato, pieno dell'arte aerea di Serafini, di narrazioni create indipendentemente e a distanza ma convergenti in un'unica opera che si può leggere come un romanzo, e che Minghetti definisce tra l'altro come una piattaforma generatrice di narrazioni, in cui al testo si affiancano non solo le immagini, ma anche ideogrammi dell'I Ching e cenni/link musicali.

Qualcuno ha detto che si è difronte a qualcosa di nuovo. Anvedi!

Prosegue prossimamente sul blog di Marco Minghetti, con le mie considerazioni sul processo creativo e l'esperienza personale de Le Aziende In Visibili. Dove dirò qualcosa sulla parte creativa, un po' trascurata durante l'incontro.
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categoria:letture, blog, scrittura
sabato, 18 ottobre 2008
E' capitato che ho fatto un baratto in libreria, in pratica. In cambio del libro di Corrado Augias sul cristianesimo ho avuto Le disavventure del Signor Plume, di Henri Michaux (Stampa Alternativa). Quando l'ho visto in vetrina m'è venuto un colpo, e mi sono precipitato dentro con la mia sporta della Fiera del LIbro di Torino piena di libri scaduti e scadenti da vendere.

Oh, ora il Signor Plume è qui, e lo tengo in caldo con lo sguardo. Il Signor Plume.

(e come recita la quarta di copertina, che non è un'attrice)

Il signor Plume non è un pazzo, non è un santo, che si rifugia, dentro una solitudine popolata di apparizioni, nelle visioni del sogno, nell'esplorazione delle alterazioni psichiche, delle modificazioni degli stati di coscienza.

Prendo il primo pezzetto che mi capita a tiro:

Plume pranzava al ristorante, quando il direttore di sala gli si avvicinò, lo guardò severamente e gli disse con voce bassa e misteriosa: "Quel che ha lì nel piatto non compare sul menù". Plume subito si scusò.

Io impazzisco per il sgnor Plume. Non vedo l'ora di vederlo in compagnia del ragionier Ghiringhelli, di Mero Kali, del signor Pasculli, e anche di Jimpsy, il Coniglio Mannaro.
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categoria:letture, scrittura
venerdì, 17 ottobre 2008

http://www.comune.venezia.it/flex/images/D.892cc4881d6bb4afe229/70_180_logo.gif

 

… progetta l’Università del futuro in Italia ;-)

 

Ibridamenti, la prima community tra blogger e Università,

lavorerà nei prossimi mesi in Rete per progettare

l’Università del futuro in Italia.

 

Venezia, 16 ottobre 2006 - Dopo il successo avuto fino ad oggi, Ibridamenti, la community a metà strada tra l’Università e la Rete, parte con una seconda sfida, progettare insieme l’Università del futuro, in Italia.

Insieme vuol dire aggregare una Community in un luogo virtuale (il blog di Ibridamenti, http://www.ibridamenti.com) dove si possono condividere idee, discuterle, rifiutarle, caldeggiarle e procedere a momenti di sintesi e riflessione.

L’approccio metodologico della Community di Ibridamenti è basato sulla co-generazione dei contenuti e, al tempo stesso, sulla pluridisciplinarietà dei partecipanti. La sfida più interessante è quella legata alle possibilità creative della Community nell’elaborazione di un modello innovativo di Università in Italia.

Ibridamenti è un progetto ideato dal Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Ca’ Foscari (Venezia) e coordinato dal prof. Umberto Margiotta – ordinario di Pedagogia. Il progetto oggi è diventato anche uno dei più importanti blog collettivi d’Italia, esempio riuscito di una generazione di contenuti dal basso che, arricchita dalla presenza di specialisti e di saperi non-esperti, sperimenta pratiche collaborative in rete e nuovi modelli di ricerca universitaria.

Gli esiti di una prima parte della ricerca sono già stati pubblicati nel volume Pratiche collaborative in rete. Nuovi modelli di ricerca universitaria, (Mimesis, Milano 2008), curato da  Maria Maddalena Mapelli e Roberto Lo Jacono, nel quale 25 co-autori tra scrittori, psicologi, antropologi, sociologi, formatori, semiologi e blogger si sono avventurati nella complessità della blogosfera. Tra questi, Umberto Margiotta, Prorettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e docente di Pedagogia, Paolo Barberis, presidente e fondatore di Dada, Luciano Benadusi, Preside della Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, Daniele La Barbera, responsabile del Dipartimento di Neuroscienze cliniche dell'Università di Palermo e docente di Psichiatria, Tiziano Scarpa, scrittore e saggista, Mario Galzigna, docente di Storia della Scienza all’Università di Venezia, Gianluca Ligi, docente di antropologia sociale all'Università di Venezia, Pietro Barbetta, docente di Psicologia dinamica all'Università di Bergamo.

Giovedì 16 ottobre 2008, inizia la ricerca sull’Università in Italia che si concluderà ad ottobre 2009. Un primo bilancio si discuterà il 12 dicembre 2008 nel corso di un Seminario Internazionale, a Treviso. Analogamente ai casi precedenti, anche questa ricerca si concluderà con la pubblicazione di un volume dal titolo: “L’Università del futuro In Italia”.

Il laboratorio di Ibridamenti non si servirà solo del blog come luogo di interazione; Ibridamenti è infatti on-line anche sui social network:

Facebook: Ibridamenti Venezia http://www.new.facebook.com/people/Ibridamenti_Venezia/1271292372

·         Twitter: Ibridamenti http://twitter.com/ibridamenti

·         FriendFeed: http://friendfeed.com/ibridamenti

Ibridamenti è realizzato in collaborazione con NOVA de Il Sole 24 Ore.

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categoria:blog, ibridamenti
mercoledì, 15 ottobre 2008
Il noto artista italiano Maurizio Cattelan, autore di un'opera celebre in tutto il mondo come La nona ora che raffigura con molto realismo e in dimensioni naturali papa Wojtyla a terra colpito da un pesante meteorite, è un chiaro esemppio di come si stia modificando il ruolo sociale dell'arte.

scrive Vanni Codeluppi nel suo Il potere del consumo. Viaggio nei processi di mercificazione della società (Bollati Boringhieri).

Mentre leggevo in libro in metropolitana e ho visto la parola Cattelan mi sono subito innervosito. Io Cattelan proprio non lo sopporto. Da tempo penso che Cattelan sia una iattura, un nefasto accidente capitato all'arte. E le parole di Codeluppi mi hanno aiutato ad aumentare la mia insopportazione di Cattelan.

Codeluppi subito dopo scrive:

Cattelan, infatti, non ha bisogno di un atelier come gli artisti del passato. Quando non è giro per il mondo, passa le sue giornate negli uffici dell'agenzia McCann Ericksonn di MIlano guardando il materiale pubblicitario che vi viene prodotto e sfogliando riviste (Mammì 2000).

Orrore, il Cattelan nell'agenzia di pubblicità. Orrore.

e poi

Cattelan ha ragione: l'arte è un perfetto oggetto di consumo e per produrla al meglio è necessario trovarsi proprio dove l'ideologia del consumo nasce. Anche perchè il consumo sta diventando uno dei temi più praticati dagli artisti (Parmesani 1993; Senaldi 2003).

Orrore su orrore, nefandezza su nefandezza.

Sto leggendo ancora di Cattelan, e m'infurio pensando che le opere di Cattelan costano un sacco di soldi, ma proprio un sacco di soldi. Tantissimi. E' uno degli artisti più quotati del mondo, o qualcosa del genere. Ha pure fatto un'opera composta da manichini impiccati a un albero raffiguranti bambini. Quando ha appeso questi manichini a un albero a MIlano ne è venuto fuori anche un gran polverone! C'è stata gente che si è indignata!!! M anon perché era un'inutile porcheria! Ma perché i manichini rappresentavano dei bambini! Beh, alla fine quei manichini li hanno fatti togliere. E invce dovevano multare Cattelan per i soldi che si prende per cose che non sono opere d'arte. E multare pure chi ha fatto si che le sue opere abbiano quei prezzi!

Come dice il caro Lefty, Cattelan? VOTO ZERO.
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categoria:visioni, letture
martedì, 14 ottobre 2008
Come si fa a descrivere la musica? Semplice: è impossibile. Si può parlare di musica. E'  un po' piùil-piccolo-isolazionista-prolegomeni-ad-una-metafisica-della-periferia-634789 semplice. Oppure si può parlre di musica approssimando una descrizione di traverso, senza cercare di descriverla. Lo fa benissmo Tommaso Labranca nel suo non ultimo libro Il piccolo isolazionista. Prolegomeni a una metafisica della periferia, edito da Castelvecchi (l'ultimo, e recente è 78.08, edito da excelsior 1881 e presentato brillantemente, pare, da Gaja Cenciarelli a Roma pochi giorni fa). Che con la stessa tecnica racconta certe parti della città di Milano, certi tempi nella città di Milano, e se stesso in certi tempi e in certe parti della città di Milano (lo diceva Bachelard, pensieri, parole, omissioni, ricordi e sensazioni hanno un luogo, una casa, sono collocati).

E siccome in questo post si parla solo di libri, è già deciso all'origine, segnalo l'uscita di Baltica 9 di Paolo Nori, per i tipi (simpatici a volte) di Laterza, collana "Contromano". Il 23 ottobre Nori presenta il libro alla Fnac di Milano. Andrò a sentire e farò una domanda, qualcosa relativo allo scrivere libri dedicati a luoghi, paesi e città dove, però, in ogni riga c'è il rischio di non dire NULLA. Non sarà il rischio di questo caso, ma un po' l'odore s'era sentito nel noresco laterzesco contromanesco Siam poi gente delicata, dedicato a Bologna. Lì qualche spunto e intuizione interessante c'era pure, ma il rischio di smottamento verso il nulla era dietro l'angolo. Un nulla diafano e in calzamaglia, ma dietro l'angolo.

Ho cercato di sintetizzare. Mi sarei stancato a scrivere di più. La prossima volta cerco di sintetizzare di
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categoria:letture, scrittura
domenica, 12 ottobre 2008
Il 5 maggio 1889 Eric Satie eseguì al Palau de la Music di Fontanell, in chiusura del suo primo concerto in terra catalana, L'été est en trein de partir. Fu un successo straordinario: il pubblico applaudì per 22 minuti filati, secondo il cronometro del direttore di sala Tattvas Lattvas.

Era un'eccezione assoluta per Eric Satie, che era l'unico compositore della musica che eseguiva in pubblico. Il brano, infatti, era firmato dai Fratelli Righeira.
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categoria:visioni, ascolti
venerdì, 10 ottobre 2008
Leggendo su Satisfiction l'ultimo articolo di Gian Paolo Serino dedicato ai pubblici "vizi" degli scrittori italiani su FaceBook, mi imbatto in un BPL, un Bacio Perugina Letterario.

EPPURE DEVE ESISTERE UNA CALLIGRAFIA DELLE PASSIONI

E' tratto dal romanzo Presto con fuoco di Roberto Cotroneo. Lo scrittore la aveva utilizzata come uno "stato" sulla sua pagina di FB, e prontamente l'arguto Serino l'aveva catturata.

Io penso che sia una cosa orribile. La frase e l'idea che contiene.
Poi immagino Cotroneo che al bar, mentre butta giù il cappuccino, si arrovella e pensa: Eppure deve esistere una calligrafia delle passioni.

Accidenti deve esistere!

Credo che se i pensieri fossero visibili, al mattino, nei bar scoppierebbero molte risse.
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categoria:blog, scrittura, sciocchezzaio