giovedì, 24 luglio 2008
Ho letto sul portale della mia posta elettronica che Carla Bruni in Francia è più famosa dei Coldplay.
Beh, non c'ho messo 2 secondi a perdere la pazienza e a buttare giù dalla finestra una palla magica (sapete quelle che rimbalzano da tutte le parti). Volevo anche affacciarmi al balcone per vedere se Michail, nella casa accanto, era ancora sveglio per andarmi a fare una birra in compagnia e inveire liberamente.

Sono stanco di leggere queste fesserie. Stanco all'ultimo grado. 'Ste cose le leggi tuo malgrado, apri la posta elettronica e intanto l'occhio t'è caduto sulla notizia che Antonella Clerici il sesso lo pratica solo mentre mangia, che Emilio Fede sotto il parrucchino ha un parrucchino, e che forse Manuela Arcuri e Umberto Eco sono in realtà la stessa persona: infatti, nessuno li ha mai visti insieme.

Allora ho deciso, sono stufo, me ne vado. Parto per Napoli.
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mercoledì, 23 luglio 2008
Ho avuto l'improntitudine di chiedere a Tecla Dozio, mente e cuore della Libreria del Giallo di Milano nonché anima del mondo giallistico italiano, di consigliare ai lettori di questo blog un po' di acconce letture per l'estate. Ecco:

La ragazza che giocava con il fuoco di Stieg Larsson (però bisogna aver letto Uomini che odiano le donne - Marsilio

Jasper Fforde - tutti e tre i titoli in rigoroso ordine
Il case Jane Eyre
Persi in un buon libro
Il pozzo delle trame , tutti Marcos Y Marcos

Quello che ti meriti, Anne Holt - Einaudi

Uccidere per sport, autori vari - Todaro

La città senza tempo, Enrique Moriel (Francisco Gonzalez Ledesma) - Bompiani

Ne avrei ancora un bel po', ma mi sono già "allargata" abbastanza.
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categoria:letture
domenica, 20 luglio 2008
E' uscito da pochi giorni Vertoiba5, il nuovo romanzo di Alessandra D'Agostino edito da Zona per la cura di Luigi Bernardi.

Da Avagliano arriva Grande Raccordo Anulare, un "viaggio accattivante della capiatale a partire dal Gra, di Mario De Quarto. Definito esempio di "autogreografia" o "poesia urbanistica".

Per chi fosse interessato, è possibile partecipare a un Romanzo totale, quello del collettivo Kai Zen.

Per il resto: Chi vuol essere lieto sia.
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categoria:letture
giovedì, 17 luglio 2008
Alla solita fermata della metropolitana ,che sta vicino alla mia solita casa, c'è solitamente un uomo dall'età compresa tra i 45 e i 55 anni

capelli lunghi pancia gonfia da etilista

che sosta solitamente accanto ai varchi o al gabiotto del controllore di stazione, cantando a squarciagola. oppure (solitamente) bestemmiando o perdendosi in discorsi persi a volte infarciti di bestemmie altre volte di grasse risate. Solitamente sta là, gironzola, impreca e quando è allegro canta e simula di suonare una chitarra.

Oggi era lì che discuteva ad alta voce e ogni tanto faceva qualche distorsione sulla chitarra (non so se usi il wa wa). Io stavo facendo il biglietto alla macchinetta sputabiglietti e lo sentivo sghignazzare.

A un certo punto è arrivata una signora tutta piccoletta e scattante che correva verso i varchi. Deve aver sentito il tale discutere ad alta voce e allora ha detto, passandomi accanto:

Ma andare a lavoro no?

Io le ho risposto:

Ma lei lo manderebbe a lavorare? Nelle condizioni in cui si trova?

La signora ha rallentato la sua corsa e m'è sembrata ingolfarsi di colpo. C'era qualcosa che non andava. Poi s'è scossa e ha ripreso la corsa verso le scale.

Io ho schiacciato il tasto play del'iPod ed è partita Debaser dei Pixies. Poi ho pensato che potrei incominciare anch'io a imprecare e suonare la chitarra quando vedo signore piccole e scattanti che corrono verso la metroipolitana dicendo Ma andare al lavoro no?
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categoria:diario
martedì, 15 luglio 2008
E' così grande la bianca Signora alta in cielo a Est che la sento sulla pelle.                                                          dadanypicabcacodylate21
Mi sfiora il petto.

Vorrei cancellare i confini netti che noi esseri umani
sicuri di noi stessi
siamo inclini a tracciare intorno a tutto ciò che per noi è raggiungibile*

Alta marea. L'Acqua spinge in alto, risale.
Mi spinge a dire a bassa voce:

Io sono il presidente della
repubblica dei mondi, colui che parla
tutte le lingue nel discorso universale**

Tonda e piena
ruota di bicicletta siderea
ruota immobile.

Sono il lupo che a lei rivolge la voce furiosa nella notte.

Dada è bello come la notte, che culla tra le braccia il giovane giorno***


* Hannah Hoch
** Johannes Baader
***Hans Arp
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categoria:visioni
domenica, 13 luglio 2008
Per prima cosa lefty e io scendiamo nella metropolitana e il cuggino sradica uno di quei ventilatori che soffiano acqua a lui piace il lucido d'acciaio rotante e lo portiamo con noi in treno. Partiamo.

Prendiamo treni sudati consumati le poltrone lisciate dal culo di milioni di milioni di persone. E andiamo.

Andiamo a pavia ravenna guastalla pordenone ferrara campobasso nacerata santarcangelo poggibonsi.

Andiamo a rieti benevento foligno bagnara palinuro avola cascia arezzo bolzano castagneto carducci castiglione.

Andiamo a sarno fiesole la verna pescopagano matera revisondoli brindisi girifalco vallo della lucania enna.

Andiamo tanto fino a diventare fosforescenti.

Andiamo che diventiamo leggeri. Leggerissimi.
Diventiamo invisibili.
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categoria:racconti
venerdì, 11 luglio 2008
Hanno messo ventilatori idraulici che soffiano nubi d'acqua in sequenza lungo le banchine  sembra di stare in un documentario giapponese di quelli che mostrano macchine per l'aria da respirare nella metropoli senz'aria  ci  sarebbero poi i loculi tecnologici per dormire con tutti i tecnoconforti musica auricolari televisione sveglia massaggiatore  dispensatore di bibite fresche spruzzatore di essenze profumate e rilassanti. Ma l'acqua nebulizzata rimane in alto scorre da ventilatore a ventilatore sembra un film stiamo camminando in un film e fa caldo proprio caldo come in un film vero. Me ne devo andare via dai ventilatori che mi  feriscono lontano dalle macchine non sentite come tutti i suoni sono diventati fastidiosi subdoli.


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categoria:visioni, luoghi
giovedì, 10 luglio 2008
Per dire: che differenza c'è tra romeno (o rumeno) e Rom? Una differenza ci sarà sicuramente, ma un bel po' di persone, tra cui i giornalisti in primis, non danno segno di saperlo. Basterebbe pensare che i Rom rappresentano un ceppo etnico di origine indiana, i romeni sono un popolo di lingua neolatina stanziato nella Romania.

Un palazzo in rovina può dirsi decadente? Non credo, non ho mai visto un palazzo che crolla, magari mezzo stravaccato su una cattedrale di tubi Innocenti a sostegno, assumere atteggiamenti dannunziani.

Ma la cosa che mi spinge in modo più marcato verso manifestazioni bestiali o ferine sono le seguenti espressioni, appartententi allo stesso areale:

Cosa c'hai bisogno? C'ho bisogno un aiuto per questo lavoro.
In questa città c'è bisogno un sindaco che sappia farsi rispettare.

Io non li rispetto.
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categoria:sciocchezzaio
mercoledì, 09 luglio 2008
Per gli appassionati di Giancarlo Tramutoli
La meritoria casa editrice salentina Manni, da domani, mette in rete l'ebook di Uno che conta di Giancarlo Tramutoli.

Tramutoli, tra l'altro (si noti l'uso delle T e delle R in senso allitterativo), ha pubblicato La vasca da bagno
(Fernandel), e lo si legge dalle parti di Vibrisse e Nazione Indiana.

Per gli appassionati di Hunter S. Thompson

Dal 22 luglio, invece, sarà nelle librerie Hell's Angels di Hunter S. Thompson, edito da Baldini Castoldi Dalai.

Per gli appassionati di R.A. Schwaller De Lubicz
E' uscito il primo volume della collana "I libri di Airesis", della casa editrice Mimesis.
Si tratta di R.A. Schwaller De Lubicz: la politica, l'esoterismo, l'egittologia, del quasi leggendario* Massimo Marra.


Mi piace ricordare che De Lubicz fu allievo di Matisse, stimato da André Breton e venerato da Jean Cocteau.

* L'espressione "quasi leggendario" la devo al funambolico Giovanni Choukhadarian. 
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categoria:letture
lunedì, 07 luglio 2008
Reznor, che di professione faceva l'architetto nel Banato di Temesvar, poco tempo prima di morire ebbe modo di visitare la città di Venezia. Era ospite dell'architetto della Serenissima Tomaso Tomassini, con cui avrebbe progettato l'allargamento dell'Arsenale.

Un giorno stava andando in gondola a trovare Tomassini. L'acqua del Canal Grande era calma e puzzava un po', ma Reznor non ci faceva caso: s'era incantato a osservare i riflessi del sole sul pelo dell'acqua, che a quell'ora non si era ancora depilata, ingolfandosi in quello stato della mente che favorisce il flusso incontrollato dei pensieri e dei ricordi.

E ricordò della Tenzone Poetica che, a novembre, il signore del Banato, Radu III l'Uccellatore, aveva indetto nel suo palazzo. Radu aveva convocato tutti i poeti del regno invitandoli a poetare un poema a tema libero ma senza l'ausilio delle parole. In palio mise, magnanimamente, una torre già ammobiliata, con doppi servizi, cucina abitabile, quattro camere da letto e doppio salone luminosissimo, e una compiacente attrice porno (già di serie) pronta su un letto a baldacchino.

I poeti riuniti nella sala del palazzo erano preoccupati. Non sapevano come avrebbe reagito il loro signore al tentativo di poetare senza parole.
Il primo, Adamasteanu di Jasu si mise al centro della sala e, con l'ausilio di smorfie, contorcimenti del corpo mimò qualcosa che Radu poco dovette intendere. E l'ordine fu quello di gettare dalla finestra il povero Adamasteanu.

Poi fu la volta di Timi de Soara, che incominciò a ballare un ballo che da quelle parti non s'era mai visto prima. Quando ebbe finito Radu chiese a Timi che ballo fosse quello, e che cosa volesse intendere. Timi de Soara rispose che il ballo si chiamava Tip Tap, e ne aveva avuto intuizione una sera che si era fatto una canna gigantesca in compagnia di suo cugino Gerula. Aveva visto una bambina bionda in calzamaglia che danzava e che gli insegnava i passi. Radu ululò un paio di volte e poi ordinò ai soldati che infilassero il poeta in un sacco e lo gettassero nel Tibisco.

Infine, arrivò Bucu Resti, il poeta girovago. Bucu Resti si avanzò solennemente impugnando una mela grossa e rossa. Si fermò davanti al suo signore, portò la mela alla bocca, ne cavò un grosso pezzo con un morso e lo masticò con calma. Poi porse la mela al suo signore per annusarne il profumo delizioso.

Radu esplose in un fragoroso applauso, imitato da tutta la corte. Bucu sorrise e sospirò di sollievo. E mentre si guardava intorno assaporando il trionfo, la fama, la torre accessoriata con l'attrice porno che lo attendeva, sentì il suo signore ordinare di darlo in pasto ai pitt bull di corte. Il poeta indossava calzini bianchi, e Radu III l'Uccellatore detestava i calzini bianchi.

Quando Reznor si riebbe dall'incanto gli rimase in mente solo una domanda: chi cazzo era quella bambina bionda che ballava il Tip Tap in calzamaglia?
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categoria:racconti