venerdì, 30 maggio 2008
Si comprende così, ora, lasciando l'aria fresca della sera entrare dal balcone instabile scesa dalle montagne nuvolose giù per le gole strette in alto e per le valli larghe verso la pianura, il colore di questo mese di maggio.

Si sente ora, chiaro come una canzone al mattino, il suo colore.

E' verde delle foglie di grande albero che esplodono di linfa fresca .

E' verde di acque ferme e vegetali.

E' verde, come certi sorrisi.

E' verde scuro di penombra abitata.

E' verde di pioggia inesausta.

E' verde che sale in alto.
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categoria:visioni, ascolti
venerdì, 30 maggio 2008
Ora ho trovato questo lungo testo di Alexandre E. Dauge-Roth intitolato Perec et Maspero: lectures de la banlieu comme lectures du quotidien. A prima vista un testo molto interessante. Però devo tradurlo dal francese, per cui procederò a passi lenti, per avere ragione del testo fino in fondo.

Intanto, segnalo al volo l'uscita di Metropoli per principianti di Gianni Biondillo (Guanda), per rimanere più o meno in argomento.

E poi, lascio qui qualcosa per addolcire il tutto. Gnamm.

dolci
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categoria:letture, perec
giovedì, 29 maggio 2008
Piove.
Vedo le nuvole scivolare lente, in strati di differenti intensità plumbee.
Poi vedi che scherzi fa il cervello, o ciò che ne rimane.

Mi torna in mente che nel 1678, era una mattina di un 2 giugno, sbarcarono nei pressi di Torre Canne 400 Turchi: 100 rimasero a guardia delle imbarcazioni, e gli altri 300 marciarono verso Fasano. Penetrarono nell’abitato dalla parte sfornita di mura e iniziò il combattimento con i cittadini, che li ricacciarono fino alla spiaggia e poi in mare.

L’unico legame che ho con quell’episodio è Fasano, in paese in cui ho vissuto molti anni fa. E, subito dopo, m’è tornata in mente una tela custodita in una chiesa fasanese in cui è ritratta la Madonna che scaccia i Turchi invasori.
Rimane il fatto che non so perché, mentre osservavo le nuvole stando alla scrivania in redazione io abbia pensato a quell'episodio storico.

Allora mi chiedo una cosa: ma allora lavorare è proprio dannoso!?
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categoria:pensieri del té
martedì, 27 maggio 2008
Il primo in Europa a collegare aumento della temperatura e ascolto della musica era stato il grande Athanasius Kircher. Il gesuita aveva infatti ipotizzato che l'arrivo della bella stagione, la primavera e poi l'estate, spingessero l'appassionato di musica verso ascolti sempre più "elevati".

Ma, prima di lui, era stato Al Kindi, matematico filosofo e musicista arabo, probabilmente il primo, a teorizzare l'analogia tra stagioni, scala pentatonica, sfere angeliche e ascesi mistica.

Tutto molto interessante, soprattutto se poi nel tuo piccolo ritrovi qualcosa delle loro teorie.
Sarebbe a dire che, per fare un esempio, ho notato che da gennaio a febbraio ho ascoltato jazz, soprattutto incisioni del periodo 1955/1959, da Bill Evans a Miles Davis. Poi, da marzo l'ascolto è scivolato verso Debussy, Satie e Gurdjeff. Da aprile fino a metà maggio Hildegard Von Bingen. Proprio in questi giorni, invece, c'è stato un ulteriore "salto". Sto ascoltando intensamente, con quella concentrazione che può dirsi assai prossima al "rapimento", Pompe, Torna Pierpaolo, Berta, Uccelli d'Italia, Tocca l'albicocca.
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categoria:diario, ascolti
lunedì, 26 maggio 2008
Le avanguardie hanno costituito "movimenti" che hanno rifiutato, per prima cosa, ogni mercificazione dell'arte, sperimentando forme espressive originali o nuove, e rifiutando i codici culturali tradizionali.

Basta ricordare i Fauves (Henri Matisse, Raoul Dufy), il Cubismo, il Futurismo, il Surrealismo, il Dadaismo, e anche il Situazionismo.

Tutto ciò che è stato Avanguardia è anche Passato.
Un passato non verace di pomodoro. Non Giò Pomodoro.

Com'è naturale, con trascorrere del tempo hanno perso forza, si sono disciolti come Movimenti, si sono addormentati, hanno generato per gemmazione altri movimenti altre avanguardie.

Ma ora dove sono le Avanguardie? Ce ne sono? Quali? Perché è difficile individuarne di nuvove? Perché non ci sono?

Io mi sono fatto una breve e sintetica quanto avanguardistica idea che l'unica Avanguardia sia il Mercato. E' l'unico in grado di assorbire i germi di ogni avanguardia e di ogni movimento (non escluso nemmeno il rock e il punk) rendendoli inoffensivi, contenibili e buoni da vendere.
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categoria:pensieri del té
sabato, 24 maggio 2008


I PRIMI RISULTATI DELLA RICERCA
SULLA BLOGOSFERA





Scrittori, psicologi, antropologi, sociologi, formatori, semiologi e blogger sono i co-autori di un libro che si avventura nella complessità della blogofera







Tiziano Scarpa "In rete i discorsi, le masse discorsive, si scontrano cariche della loro energia, non di quella dei loro autori. Sono come nuvole temporalesche: le differenze di potenziale si urtano e si scaricano producendo fulmini, illuminazioni, conoscenza."



Giacomo Festi "Proprio mentre su altre piattaforme comunicative imperversano format anonimi (chi ha inventato il Grande Fratello?), […] il web, luogo spesso preso ad emblema di una intelligenza collettiva o distribuita, riafferma nella blogosfera l’identità autoriale individuale, pur nei giochi vertiginosi della finzione discorsiva."



Mario Galzigna "Cyberspazio, blog e nuovi media, oggi, si strutturano sempre di più come un mondo. Sono media-mondo: diventano cioè un luogo autonomo in cui la società si riflette, un territorio di esperienza e di espressività per le più diverse manifestazioni della soggettività."



Umberto Margiotta "Ibridamenti è l'esempio di come si possano ricostituire comunità allargate di produttori di conoscenza e di esperienza."
 








Come ordinarlo?

E' sufficiente inviare un’e-mail all'indirizzo lisa.pizzighella@mim-c.net indicando nell’oggetto: “Nuovi modelli di ricerca universitaria: PRATICHE COLLABORATIVE IN RETE” e nel messaggio: il nome e il cognome, il numero di copie, l’indirizzo. Verrà immediatamente spedito in modalità contrassegno (pagamento alla consegna).





Il prezzo di copertina è di 16,00 €, tuttavia prenotandolo in rete si usufruisce di uno sconto speciale e delle spese di spedizione gratuite.
9,00 €, pochi giorni di attesa e sarà possibile averlo in casa propria.

Fino a ottobre non sarà disponibile nelle librerie, può solo essere acquistato in questa modalità di prevendita riservata ai lettori della blogosfera.
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categoria:blog, ibridamenti
giovedì, 22 maggio 2008
Quando sono uscito dalla metro stava diluviando. Veniva giù con una tale violenza che ho deciso di riparami sotto la tettoia del sexy shop, con la vetrina e le tre manichine che indossano vestiti supersexy e trasparentissimi.

Intanto ascoltavo musica con l'iPod. E che musica! Quella che mi ha passato il Nonno ieri:

Cavallocavallina di Cicciolina, la versione remix di Moi Lolita di Alizee e Boys di Sabrina Salerno.

E mentre ascoltavo la musica e osservavo la pioggia cadere ho avuto un'illuminazione. Un improvviso aprirsi delle pareti della mente che presagisce allo sfolgorare puro e incrollabile di un'idea inossidabile e splendente. Il mio essere attraversato dalle note di Cavallocavallina era felicità pura.

Poi è smesso di colpo di piovere, io sono uscito dal mio riparo e mi sono incamminato verso casa.

Così ho dimenticato cosa mi aveva rivelato l'illuminazione. Mentre ascoltavo You spin me round like a record!
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categoria:ascolti
mercoledì, 21 maggio 2008
Tra i melomani di Fontanell correva voce che Silas Polomei avesse perso la testa per Montse Puig i Cadafalc al solo vedere la sua mano appoggiata al parapetto di uno dei palchi del Teatro Granell. Silas Polomei era più in basso, ma sbiancò in volto mentre osservava le sue dita protese nel vuoto. Quando andò ad aspettarla all'uscita del palco non l'aveva ancora vista in volto. Ma l'amava già. E lo dichiarò.

In molti sussurrarono che quel comportamento fosse dettato dalle oscure vicende in cui era rimasto coinvolto nel suo involontariamente lungo soggiorno a Frigorenhav, nella gelida Repubblica Boreale.

Ma Silas Polomei sposò Monste Puig i Cadafalc. E fu sempre la mano la parte della moglie che amò di più. Le sue dita erano perfette.
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categoria:racconti
mercoledì, 21 maggio 2008
Vorrei conoscere quello che ieri è arrivato qui con una ricerca di tre parole:

ANTONELLA BORALEVI NUDA

Nel frattempo è arrivato anche

KATIA RICCIARELLI NUDA
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categoria:blog
martedì, 20 maggio 2008
Gli Zigani, o Cingani, o ZIngari arrivarono in Italia nel primo ventennio del 1400.
Subito, appena affacciarono la testa sotto le mura della prima città italica di distinsero per due cose: rubavano che è un piacere e, soprattutto, erano terribilmente "diversi". Tanto da procurarsi subito un bel po' di guai.

Incominciarono le autorità a emanare editti, leggi speciali, e anche a inaugurare deportazioni di massa, in alcuni casi il regime di schiavitù. Ogni tentativo di integrazione fu soffocato dal rafforzamento di politiche segregative ed espulsive.

La letteratura al riguardo mette in evidenza una persecuzione antizingara durata ben oltre il 1700.

E nel 1911 il marchese Colocci, il primo a studiare seriamente gli ZIngari, condannava "la caccia all'uomo fatta (...) in Puglia, contro innocenti famiglie zingare, sequestrate, seviziate, segregate, lasciate senza cibo né assistenza", in quanto accusate iniquamente di aver diffuso un'epidemia di colera nel paese (per inciso, gli Zingari risultarono non toccati dal morbo).

A leggere bene atti, editti, bandi e documenti, e io l'ho fatto per la tesi scritta anni fa, sugli ZIngari sì, una cosa salta fuori piuttosto chiara. Nessuno ha mai sopportato gli Zingari in quanto gruppo etnico incollocabile, diverso, difficile da pensare, e scandalosamente nomade rispetto allo scandalosamente sedentario.

Allora, pur sapendo bene che alcuni rubano e altri trafficano illecitamente, ciò non giustifica il fatto che possano essere buttati all'aria con le ruspe, e le loro abitazioni bruciate con l'avallo della camorra. Il problema è che mai è stato loro concesso di avere una casa. Gli ZIngari non sono buoni da pensare.
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categoria:pensieri del té