lunedì, 31 marzo 2008
Venerdì ero all'Hammam della Rosa. Un posto molto caldo.
Dentro questo posto caldo hanno presentato i libri e le autrici di "Declinato al femminile". E c'è un blog che si può andare, che si chiama proprio Declinatoalfemminile. Le padrone di casa sono Francesca Mazzucato e Sabrina Campolongo.
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categoria:blog, scrittura
lunedì, 31 marzo 2008
Di Emilio Villa avevo scritto una breve cosa da queste parti. Ci torno ancora brevemente per segnalare una mostra a lui dedicata a Reggio Emilia, presso la Chiesa di San Giorgio, fino al 6 aprile. Una mostra di quaderni, fogli, taccuini, pagine di quaderno, disegni, e scrittura che diventa disegno, immagine.

Ci tornerò su, con più calma, ora sono in partenza. Quella mostra è una porta che si è aperta. Senza scricchiolare. Villa era uno che traduceva dall'ebraico tenendo conto di riferimenti ugaritici e sumeri...

Trascrivo qui una nota letta su una delle tante pagine fitte di scrittura di Villa:

Dunque, ricominciamo. Non dire mai "attività critica". Ma entusiasmo, occhio, poesia. I critici sono la merda. Col vostro aiuto conto di poter far bene. State attenti a tutto. Bisogna aprire, aprire.


Note di presentazione alla mostra:emiliovillareggioemilia

Nel 1970 Villa pubblica presso Feltrinelli il volume Attributi dell’arte odierna, 1947 1967 che raccoglie i suoi testi plurilinguistici su venticinque artisti sperimentali di quel periodo, Capogrossi, Burri, Cagli, Colla, Fontana, Lo Savio, Manzoni, Scarpitta, Duchamp, Matta, Rothko, Pollock, Twombly, Sam Francis.

La mostra raccoglierà in una prima sezione i manoscritti della traduzione della Bibbia e ha come scopo anche quello di mettere a conoscenza del pubblico cittadino l’esistenza di questo prezioso patrimonio, conservato nell’Archivio Emilio Villa presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. Una seconda sezione mostrerà il corpus completo dei libri a stampa, lavori unici, testi poetici verbo-visivi di Emilio Villa, riviste di letteratura o di arte da lui edite e dirette, cataloghi di mostre con le sue presentazioni ed altro materiale documentario. Inoltre, pubblicazioni di “affiche”, libri o pieghevoli, realizzati in proprio o da altri o in collaborazione con artisti o poeti, edite durante la sua vita e chiaramente da lui approvate.

Una terza sezione presenterà invece opere significative degli artisti sopracitati ai quali Villa ha dedicato uno o più testi in Attributi dell’arte odierna. La presentazione di queste opere sarà accompagnata da passi sul loro autore, tratti dai testi di Villa che figurano nel libro.

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categoria:visioni, letture
venerdì, 28 marzo 2008
Lui vive e lavora a Napoli. Ha un cane che si chiama Masaniello. E una fedele spalla che si chiama Donnarumma. E ora si trova, più a Nord, un fan club! Lui è Sarnataro.
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categoria:blog, napoli, sarnataro
venerdì, 28 marzo 2008
Blogbabel, la classifica dei blog ha chiuso (forse momentaneamente).
Io mi chiedo se al giorno d'oggi, che siamo quasi nel XXI secolo, possano ancora accadere cose del genere.
Io mi domando e dico.

Eppure i vicini, sollecitati dai giornalisti, continuano a dichiarare: Era una famiglia così perbene. Mai un rumore dal piano di sopra. E anche i loro detrattori, gente perbene, si facevano i fatti propri. Chi avrebbe mai sospettato che li avrebbero spinti a un passo del genere!
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categoria:blog, sciocchezzaio
giovedì, 27 marzo 2008
Le immagini del labirinto è il racconto di Bianca Madeccia selezionato dalla Giuria di Ibrid@prosa. 
Buona lettura.

Ho seminato i miei pezzi nel vuoto.

Le immagini hanno messo radici cominciando a vivere di vita propria.

Le osservavo da fuori divertita. Sperimentavano, provocavano, giocavano,

 scoprivano, si indebolivano, si rafforzavano. L'una faceva finta di non sapere

 dell'esistenza dell'altra. Loro non hanno mai dato mostra di saperlo

 ma non sono mai state sole nel loro vagabondare. Avevano me, il mio

 sguardo ironico e saldo indicatore di direzioni che costantemente tracciava

 la strada e le teneva tutte assieme nel labirinto.

Poi le mie immagini (le immagini riflesse fanno finta di non sapere che io le guardo. Tutte assieme guardano e riflettono me), di colpo, si son sentite separate tra loro, hanno cominciato ad uscire dagli specchi. Mi son venute

 incontro. "Fuori dal labirinto", mi dicono. Vogliono tornare da me. Hanno

 sprecato, hanno sporcato, hanno vagabondato, si sono svendute in giro,

 hanno regalato. Ora, erose e povere, guardano silenziosamente la mia

 porta sbarrata.

Sono disperate. Pentite. Umiliate. Stanche. Dovrei avere

 pietà? Non so.

Forse dovrei preparare del cibo. Come si fa con il figliol prodigo.

Forse dovrei metterle a dormire.

Le guardo. Erano solo parole. Ora sono uomini e donne. E la mia casa non è  grande. Potrebbero vivere tutte assieme in uno spazio cosi' piccolo?

Dovrei amarle?

Non so.

Non sono belle queste immagini. Non sono pulite. Non hanno fatto

 del bene. Hanno lungamente dissipato perdendo tutti i treni. Non lo so.

 Non so più se so essere generosa con me stessa e con gli altri.  Si

 meritano di essere abbracciate le mie immagini? Non so neanche questo. So

 solo che con lo sguardo mi dicono che vogliono tornare a casa. Mi

 supplicano di non allontanarle. Mentre il cerchio si sta di nuovo chiudendo.

"Come on you raver, you seer of visions, come on you painter, you

 piper, you prisoner and shine"....

"E sarò come sono.

E sarò cigno.

E sarò nero".

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categoria:letture, blog, ibridamenti
mercoledì, 26 marzo 2008
Del resto mimporta nasega, ma fatta bene
che non si sa mai
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categoria:ascolti
mercoledì, 26 marzo 2008
Avevo pensato di scrivere un post, un po' più lungo del solito, sul racconto Gli uccelli di Daphne Du Maurier.reactee.com Per essere preciso, volevo farlo dal punto di vista di Roger Caillois e della sua teoria del perturbante (ascoltando a ciclo continuo la canzone che c'è sul blog di Orsa).

Ma non l'ho fatto.
Perché intanto da Gli uccelli sono passato a Uccellacci uccellini, e da Totò a Toto, un amico che ora vive a Buenos Aires, che per intercalare ha Fia! Poi da Buenos Aires a Maradona, e ho canticchiato Manu Chao quando in una canzone dice Si yo fuera Maradona, e allora ho pensato a Napoli.

Quindi col cacchio che scrivo quel post. Fia!!


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categoria:visioni, blog
martedì, 25 marzo 2008
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Dottore, dottore, devo avere qualche problema dell'inconscio. Più individuale che collettivo.

Che noia! Prenda 12 gocce di C.G.Jung!

Dottore, dottore, ma sono anche giorni che non riesco a scrivere: vengono fuori sì e no due parole.

Che palle! Prenda 7 gocce di T.Mann!

Dottore, dottore, non riesco a parlare con le immagini!

Che noia! Assuma 25 gocce di I.Bergmann

Dottore, dottore..

Provi con l'eutanasia!
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categoria:visioni, foto
sabato, 22 marzo 2008

2103_invito
Allora arriviamo trafelati alla Libreria Massena a Torino che non si trovava la strada da Porta Palazzo un casino pazzesco e io temevo che alla fine ci si trovava in un posto tipo San Quintino Val di Susa oppure Cuorgné oppure Mercatello Buzzanca dove non c'è nessuna libreria Massena e nemmeno un poeta di nome Catalano Guido. E io poi siccome c'era una processione che faceva cambiare strada m'era venuta l'idea che Torino poi cambiava e tu non potevi trovare la strada perché quella si spostava. Ma alla fine siamo entrati e ho visto in fondo il poeta Catalano Guido che leggeva una sua poesia. Mi sono subito tranquillizzato. Mi sono sentito rassicurato.


Era proprio Guido Catalano:
stessa barba
stessi pantaloni di velluto a costine
stessa maglia
e beveva la birra tra una poesia e l'altra.

Allora mi sono sentito così rassicurato che quasi quasi volevo tornarmene a casa. Ma è stato meglio rimanere. Guido Catalano ha letto tutte le sue poesie, e poi ha fatto qulcosa come Beh arrivederci, insomma un saluto. Allora io gli ho chiesto quella di Aldo. Che poi sarebbe No:

niente, ero lì che passeggiavo in salotto
e mi son detto, mah, mi faccio una doccia?
mi son chiesto
sì, che son sporco
mi son risposto

allora mi sono tolto i vestiti
e li ho buttati nel cesto dei vestiti sporchi
e sono andato in bagno
e ho tirato la tenda
e ho acceso l’acqua
e niente
mi son girato
e c’era un nano con il sapone in mano
dentro la doccia

gli faccio, scusi cosa ci fa nella mia doccia?
lui mi fa, la doccia
sì, ma come si chiama lei?, gli chiedo
aldo, mi fa
ma è normale che lei sia qui nella mia doccia?
sì sì, è normale, fa

vabè, mi son fatto la doccia col nano
gli ho pure asciugato i capelli col fon
gli ho dato l’accappatoio rosso
che gli stava lungo

siamo andati in salotto
e lui mi fa, cosa c’è di merenda?
mah, dico io, pane e marmellata?
va bene
gli ho fatto pane e marmellata
ci siamo guardati i cartoni alla tele
abbiamo giocato un po’ ai play mobil
poi alle sei e mezza
mi fa, devo andare
ciao allora
ciao
ci vediamo ancora?
no.

E Beppe, l'inventore di Massena28 così commenta l'epifania di Catalano Guido.
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categoria:diario
giovedì, 20 marzo 2008
2167986795_4f6b001622Osservate questa foto.
Poi, senza pensarci sopra, provate a  dire  a cosa vi fa pensare, quali pensieri, parole o immagini vi fa venire in mente. Se vi va,  scrivetelo nei commenti. L'importante è che non ci stiate sopra a pensare.

Aggiungerò di volta in volta i commenti qui nel post.
Vediamo cosa ne viene fuori?

Lefty: Un uomo con un fallo eccezionale.

E.l.e.n.a.: I panni sporchi si lavano in famiglia. Certe cose non trascolorano mai.

Orsa: Un angelo nero che esce dalla sua testa. La sua testa è il sesso aperto di una donna. E questi sono gli unici vestiti che possiede il tipo. ora lui è nudo in casa e aspetta che si asciughino. Sta seduto su una sedia impagliata e beve un gingerino.

Cronomoto: Un chiaro esempio di Combi-Art, un'invenzione provocatoria, come non ravvisare i riferimenti a Mirò? Un'opera ammiccante si nasconde dietro a criptiche allusioni. Un gioco intellettuale eppur privo di sterile supponenza, la rappresentazione dell'apocalisse, insomma, abitatata da mostri terribili quanto quotidiani.

Didolasplendida: Totò quando faceva ò pazzariello.

Goodnightmoon: A me fa pensare a uno di quei disegni schizzati su fogli o pareti da una persona mentalmente disturbata che ha subito uno shock.
una persona dalle molteplici personalità che si trasforma in un essere ibrido e mostruoso a seconda delle circostanze.

Barbara34: Ma cos'è un rorshach??

Letturalenta: E' Tony Manero trent'anni dopo. Ma tu guarda come s'è ridotto!

Sammylele: Nulla... o forse che anche io potevo provare a fare il liceo artistico.

8e49: No no, quale tony manero, quello è senza dubbio enzo paolo turchi, ed è piuttosto seccato per i panni stesi, guarda, si vede proprio.

PaultheWineGuy: Sid, il bradipo de "L'era Glaciale". Dopo un incidente. Grave.

Bluele: Malvestito, appena alzato al buio ha indossato le prime cose trovate aprendo l'armadio l'anta l'ha colpito in testa ed ecco un bel bernoccolo poi è inciampato nel paio di scarpe che non ricordava di aver tolto e cadendo a terra con le braccia imprigionate nella maglietta mezza infilata non ha potuto evitare l'impatto di faccia e un occhio è scivolato un tantino più in basso.

Chicca: Una voglia infinita di giocare, anche se i tempi sono buii e di lasciarsi alle spalle " il sole" guardato da un cortile interno dove si stendono i panni e volare dove il cielo è blu, sempre piu' blu...

Borbonico
: Il Dio egizio Anubi.

Aitan: Totò, con in testa un copricapo di María Isabel Quiñones Gutiérrez in arte Martirio, balla una danza della pioggia per far togliere i vestiti (ormai stanchi e seccati) e lasciar ammirare tutta l'opera (inclusi i suoi propri piedi danzanti. Sul sottofondo Happy Feet (Musica per i vostri piedi, Madame di Conte Paolo).

Matisse: Che qualcuno mi dia una mano, perfavore...!

Pannonica: John Wayne!

Melogrande: Il mostro di Man in Black dopo la festa di compleanno?

Dis
: ramon danzava senza mani e sentiva strano il vedere suoni. ramon trasfuso nel difficoltoso. ramon cercò di non pensarci sopra. ramon sragionò a destra a sinistra e sotto.
rarà momò nn.
ramon e la febbre del sabato sera. ramon ed emily ballavano ed emily era uma thurman.
ramon e la febbre del sabato sera che in un tango aveva in bocca un termometro e non la rosa.
ramon sceriffo e fenicottero.
ramon ed emily che appende ai fili dell'alta attenzione sbadati sortilegi contro mattonelle meri-settentrionali.
ramon bastò ché iniziò a pensarci sopra.
rarà momò nn.

Stufa: Un fenomeno da baraccone.

Pannonica: Io c'ho visto un totem, un cactus e john wayne dietro le rocce...

Synesius: C'ho visto me stesso, quando mi preparo per incontrare la mia amata.

Sciapa: A me ricorda il Tacheles di Berlino e la creatività che ci vive dentro

Noce: i panni li puoi stendere solo se sono in tinta con il disegno altrimenti no, non se ne parla, che rovinano l'effetto e allora te li asciughi sul termosifone. però lui si diverte, lui il tipo con la faccia lunga, anche se i pantaloni della tuta gli vanno un po' stretti e poi che gli frega? con il frac ci stanno bene i pantaloni della tuta e poi che gli frega? lui se ne sta tornando in africa a suonare e ballare.

Eventounico:  Il proprietario dei vestiti, da oltre 20 anni, è oltre il dipinto in sua memoria, murato vivo dai suoi vicini che non sopportavano più le sue lamentazioni sulla meschinità della vita.

Yzma: Un furetto col frack.
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categoria:foto, blog, scrittura, napoli