giovedì, 31 gennaio 2008

L’unico rumore era quello delle gocce d’acqua che scendevano giù dal rubinetto.

Sarnataro era in piedi davanti al lavandino e allo specchio del bagno, in Questura. Lo aiutava a riflettere.

Il cinese era morto pieno di viagra fino agli occhi, ma anche più giù. Viagra prodotto in uno scantinato di Piazza Nazionale. Una squadra ben addestrata metteva insieme gli ingredienti che arrivavano dal mercato clandestino di porcherie chimiche. Furbi. E dallo scantinato una pastiglia era arrivata a Forcella, nella fumeria d’oppio, e il morto non aveva fatto a tempo a godersela.

La ragazza che aveva scoperto il cadavere non c’entrava nulla. Era lì per lavorare. Doveva lavorarsi il cinese, che però aveva avuto la compiacenza di morire prima. Era un cliente ricco.

Sarnataro si guardò un po’ nello specchio, poi uscì con una voglia di sigaretta galoppante.

Donnarumma stava seduto sulla sedia con le gambe poggiate sulla scrivania.

Donnarù!

Eh!

Dobbiamo tornare al ristorante. Dai Donnarù, sosete!

Ci sono notizie di quell’inglese, quello del documento?

Pare di sì. Lo abbiamo rintracciato.

E me lo dici così?

E come dovevo dirlo? Col fischio?

Non fare lo spiritoso, Donnarumma, non fare lo spiritoso! Andiamo.

Uscendo, Sarnataro vide entrare un agente che teneva stretto un ragazzino cinese. Avrà avuto 15 anni, Pensò Sarnataro, ma poi si ingolfò in una serie di dubbi. Come si faceva a calcolare approssimativamente l’età di un ragazzino cinese? Sarnataro chiese all’agente cosa aveva fatto il ragazzino. Uno scippo a Spaccanapoli.

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categoria:racconti, sarnataro
giovedì, 31 gennaio 2008
I film non mancano. Anzi, in un'ipotetica e futuribile classifica dei "meglio" titoli usciti complessivamente nel 2008, i film di queste prime settimane potranno trovare un posto di rilievo. Il dito punta dritto a due capolavori - ad opinione di chi scrive - tanto diversi quanto straordinari. Cous cous del franco-tunisino Abdellatif Kechiche (nelle sale dall'11 gennaio) pluripremiato all'ultima Mostra di Venezia e Into the Wild di Sean Penn, tratto dall'omonimo libro cult di Jon Krakauer (in Italia uscito con Nelle terre estreme), nei cinema da venerdì 25 gennaio.
Ma non solo. L'offerta di qualità si chiama anche La famiglia Savage della regista Tamara Jenkins, American Gangster di un Ridley Scott tornato in gran forma, e Il Falsario ispirato a un'incredibile storia vera durante l'Olocausto, diretto dall'austriaco Stefan Ruzowitzky.

Anna Maria Pasetti
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categoria:cinema
mercoledì, 30 gennaio 2008
Non ci credo. Cioé, non ci credevo inizialmente, ora incomincio ad abituarmi all'idea.
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categoria:foto, blog
martedì, 29 gennaio 2008
Spenk parla di Spenk. Ascoltatelo.

Ed altri mi chiamano Spenk.
Sono sgradevole.
Come dice Adriana,
e Paolo,
et altri,
appunto,
sono caricatura giapponese,
versione live
di un cane
dalla testa quadrata.

Un cane brutto.
E nel cartone
un altro cane
si chiamava Barone.
Non so.
Se non son segni questi.

Son come Rocky:
vado al tappeto alla prima ripresa
ma poi
alla seconda
di nuovo.

Io sono Spenk.
Vinco, ma perdo.
Se vinco,
vinco per sbaglio,
oppur per distrazione,
oppur vinco cose che non volevo.
Ma soprattutto
non vinco.

Io sono Spenk.
Son sempre in tiro.
Praticamente sempre
il pene mio
preme sul mento.
E mi distrae
da attività importanti.

Io sono Spenk.
Chiamato
“The Machine”.
Ma non viaggio nel tempo.
Ma, quindi?
Quindi la machine è quell’altra,
quella lì di James Brown.
Eh, sì.
Cazzo ridi? Se non ci credi
ti lascio
il cellulare.
Ma guarda che non vengo
a poco.

Sono Spenk.
Vivo nel dubbio.
Nel dubbio,
nel mezzo dell’impasse,
di solito
vado a troie.

Sono Spenk.

And it’s not easy to be me.

Sono Spenk.
C’ho la maledizione
del counter.
Nel senso
che non c’è sito
o blog
che abbia aperto
sul quale sia riuscito
a installare il contatore dei contatti.
Ho provato ogni counter esistente.
Ma niente.
La mia vita è così:
ho tutti i codici html sbagliati.
E il conteggio finale
è sempre zero.

 Sono Spenk
Cerco di convincermi
che m’innamoro
delle donne che m’amano
(ce n’è, cosa credete?)
però in realtà m’amano solo loro

perché il mio cuore
l’ho messo in freezer tanto tempo fa.
Però ben conservato,
in un sacchetto
Cuki anti-gelo.
Che magari un giorno mi torna utile,
questo mio imbarazzante cuore,
chissà.
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categoria:spenk
lunedì, 28 gennaio 2008
Torino sorge ai piedi delle Alpi Cozie e Graie, ed è molto più distante dalle Alpi Giulie. torino

Torino il suo stemma è un toro.

Torino, all'origine, era popolata da una tribù di Celti Boi, dei paesi tuoi.

Torino c'ha i gianduiotti.

Torino, al tramonto, sembra che sia un'altra città.

Torino non c'è il mare, e nessuno ci pensa finché non va in vacanza, poniamo nel Salento, o in Calabria o in Sicilia, e poi torna a Torino e dice Sapeste, il mare com'è blù.

Torino c'ha le fabbriche, ma pure non gli va tanto bene, alle fabbriche.

Torino ci sono le Porte Palatine, che quando ci vai ti senti strano e pensi: Porteranno sfortuna?

Torino c'ha la Bagna Cauda, ma in cauda non est venenum.

Torino  è una città meridionale in cui comandano i torinesi.

Torino sorge sulle rive del fiume Po, che uno il Po lo chiamava Padre Po, ma non era torinese, per niente.

Torino è fiorente la pesca della tinca. Se non abbocca t'incazzi.

Torino c'ha anche la Dora che tutti i giorni confluisce nel Po.

Torino nacque Rea Silvia. Ancora oggi si dice C'è Rea?

Torino è gemellata con Lione e Praga

Torino un tempo c'era scritto sui cartelli dei Fittasi: Non si affitta ai meridionali.

Torino c'ha il poeta Catalano Guido, che una volta è entrato nella doccia e ci ha trovato dentro un nano di nome Aldo.
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categoria:luoghi, geografia
sabato, 26 gennaio 2008

Sarnataro ascoltò il caffè bollente scendere giù poi sbadigliò. Donnarumma aveva assunto l’aria di quello che si trova in un posto che non conosce per nulla e si guarda intorno meravigliato.

Donnarumma!!!, gridò all’intrasatto Sarnataro dietro la scrivania.

Donnarumma fece un salto sulla sedia.

Commisà m’avete fatto prendere un papariello.

Donnarumma non dormire! Passami i risultati di quelle indagini, muoviti.

Quando Sarnataro aveva un caso da risolvere diventava una carogna, doveva risolverlo, il caso, prima di avvertire il caratteristico gonfiore localizzato al bassoventre. E lui si scocciava subito, non aveva pazienza.  

Sarnataro lesse le informazioni raccolte da Donnarumma. Sbadigliò di nuovo.

Donnarù, fece.

Si dottò.

Devo andare al mercato.

Le indagini proseguono lì?

No, devo fare la spesa per mia madre. C’ha l’influenza, e non si fida di uscire.

In auto Sarnataro si accese una sigaretta.

Hai capito, questi fetenti che si fidano di fare. Il viagra fatto in casa, anzi, nello scantinato, Donnarù! Questi si preparavano il viagra a Piazza Nazionale, ma tu hai capito?

Si commissà, quelle carte ve le ho portate io!

E’ un modo di dire, Donnarumma, Un modo di dire! Ricordami che devo comprare i friarielli. Se me lo scordo mammà m’accire! Papà senza friarielli esce pazzo, diventa intrattabile.

 

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categoria:racconti, sarnataro
venerdì, 25 gennaio 2008
Era un po’ che non si assisteva a una bella rissa punk come ai vecchi tempi. Ma, si sa, Punk’s no dead!
Cerco di riassumere.

Nuccio Vicius Cusumano dopo una dose un po’ pesante si dissocia da Clemente Rotten Mastella e scoppia subito la rissa. Gli amici e i roadies di Clemente Rotten Mastella aggrediscono e insultano Nuccio Vicius Cusumano, interviene anche Tommaso Biafra Barbato (si trovava sul posto), che grida a Vicius Cusumano “Pezzo di merda”, mentre altri facinorosi gridano “pagliaccio, traditore, venduto” facendo il segno della pistola con la mano (aleggia ancora evidentemente il più puro spirito dei Sex Pistols), Alla fine Nuccio Vicius Cusumano sviene ed è trasportato via in barella.

La band e i roadies uniti cantano a squarciagola:

Right ! now ! ha ha ha ha ha
I am an antichrist
I am an anarchist
Dont know what I want but
I know how to get it
I wanna destroy the passer by cos i

I wanna be anarchy !
No dogs body.
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categoria:ascolti, sciocchezzaio
giovedì, 24 gennaio 2008
Io Guido Catalano me lo immaginavo
con il cappotto

Io Guido Catalano me lo immaginavo
che si commiserava

Io Guido Catalano me lo immaginavo
che stava chiuso in casa anche quando usciva

Io Guido Catalano me lo immaginavo
che d'estate era triste.

Invece quando l'ho visto
era esattamente così

(Spenk rilancia sul suo blog)
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categoria:letture, blog
giovedì, 24 gennaio 2008
S’IO FOSSI SCACCO VORRIA ESSER LO CABBALLO
 
s’io fossi scacco
vorria essere lo cabballo
che di tutti i pezzi
est  lo solo
che ti fa lo movimento strano
inaspettato
un poco figlio di mignotta
 
lo cabballo
vaca un poco avanti
et poi zacche !
ti gira
e ti piglia per lo fianco
ti futte
che mancomeno te n’accorgi
 
lo cabballo
di tutti i pezzi
lo più infingardo
mi piace assaie
 
più dell’alfiero
che di sghimbescio curre
più dello re
che sempre in ansia sta

da I cani hanno sempre ragione
Guido Catalano
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categoria:letture, blog
mercoledì, 23 gennaio 2008
No. Non ho voglia di lavorare. Meglio ballare Rasputin!
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categoria:ascolti