L’unico rumore era quello delle gocce d’acqua che scendevano giù dal rubinetto.
Sarnataro era in piedi davanti al lavandino e allo specchio del bagno, in Questura. Lo aiutava a riflettere.
Il cinese era morto pieno di viagra fino agli occhi, ma anche più giù. Viagra prodotto in uno scantinato di Piazza Nazionale. Una squadra ben addestrata metteva insieme gli ingredienti che arrivavano dal mercato clandestino di porcherie chimiche. Furbi. E dallo scantinato una pastiglia era arrivata a Forcella, nella fumeria d’oppio, e il morto non aveva fatto a tempo a godersela.
La ragazza che aveva scoperto il cadavere non c’entrava nulla. Era lì per lavorare. Doveva lavorarsi il cinese, che però aveva avuto la compiacenza di morire prima. Era un cliente ricco.
Sarnataro si guardò un po’ nello specchio, poi uscì con una voglia di sigaretta galoppante.
Donnarumma stava seduto sulla sedia con le gambe poggiate sulla scrivania.
Donnarù!
Eh!
Dobbiamo tornare al ristorante. Dai Donnarù, sosete!
Ci sono notizie di quell’inglese, quello del documento?
Pare di sì. Lo abbiamo rintracciato.
E me lo dici così?
E come dovevo dirlo? Col fischio?
Non fare lo spiritoso, Donnarumma, non fare lo spiritoso! Andiamo.
Uscendo, Sarnataro vide entrare un agente che teneva stretto un ragazzino cinese. Avrà avuto 15 anni, Pensò Sarnataro, ma poi si ingolfò in una serie di dubbi. Come si faceva a calcolare approssimativamente l’età di un ragazzino cinese? Sarnataro chiese all’agente cosa aveva fatto il ragazzino. Uno scippo a Spaccanapoli.








