giovedì, 20 dicembre 2007
Ogni volta che sto per lasciare Milano un nodo alla gola mi prende: dev'essere lo smog.

E' tutto pronto. Pigadev ha già preparato il suo zaino, come sempre in modo poco meticoloso, stipandolo di calzini, post-it gialli, matite, abbigliamento vario e spurio, scatolette di cibo per il Trasillo (come se poi a Napoli non si trovasse qualcosa da mangiare per il Trasillo), il dizionario dei simboli, la dama cinese da viaggio, una copia unta e consunta del Chisciotte le cui orecchie sono ormai volute rinascimentali, il pigiama felpato, scatole di fiammiferi, il temperino milleusi, una bottiglietta di acquavite di prugne.

Allordunque partiamo. abbiatevi i nostri saluti e augurali auguri.
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categoria:pigadev
mercoledì, 19 dicembre 2007
Andiamo alla mostra di Pancaldi alla Triennale, io e Pigadev.
Pancaldi è un artista contemporaneo nato a Trieste, il più famoso italiano nel mondo insieme a Gattelan. Pancaldi e Gattelan si odiano, perché tutti si sbagliano e confondono le opere dell'uno con quelle dell'altro.

Ma noi alla Triennale ci siamo andati con uno scopo preciso: mettere in atto un'azione situazionista concertata da Pigadev per giorni e giorni.
Siamo entrai nella sala dove sono esposte le opere di Pancaldi. Pigadev mi ha indicato una statua di una rondine antropomorfa in frack che legge il giornale, poi una grande tela su cui Pancaldi ha spruzzato vernice acrilica verde rafano simulando l'impatto di un immane starnuto.

Ci siamo avvicinatoia una coppia di visitatori. Li abbiamo affiancati. Pigadev ha infilato nella tasca del signore un orsetto a di plastica a molla, di quelli che finché la corda va camminano facendo trrrr trrrrr trrrrrr trrrrrrr, e io ho detto alla signora, Non crede che questa limatura di ferro appiccicata alla tela del quadro sia una stronzata pazzesca? E che Pancaldi, in fondo la sta prendendo per i fondelli?

Non ci crederete. La signora si è infuriata moltissimo. Ha incominciato a inveire contro di me, profferendo frasi di circostanza, a cui rispondevo con frasi di circostanza:

Ma lei chi è
Sono Melpunk, accompagno Pigadev qui alla mostra

Ma come si permette
Sono dotato di libero arbitrio, mi permetto

Insolente!
Grazie

Poi è arrivato il marito, che ha trovato l'orsetto di plastica nella tasca.
E anche lui frasi di circostanza:

Ma lei chi è
Sono Melpunk...

Ma come si permette?
Sono dotato...

Non mi interessa se lei è dotato!
A me sì

Ora chiamo la polizia!
Le presto il cellulare?

Intanto quella buona lana di Pigadev era scomparso.
Come una furia aveva appiccicato ovunque i suoi post-it gialli con su scritto:

PANCALDI E' UGUALE A GATTELAN

AVETE PAGATO IL BIGLIETTO PER ENTRARE QUI

PANCALDI E' MIO NONNO

VOI NON SIETE DEGNI DELLE MUTANDE DI PANCALDI

PANCALDI NON PORTA LE MUTANDE

SIETE DEI CONSUMATORI

L'ARTE HA L'INFLUENZA CRONICA

L'ORGANIZZATORE DELLA MOSTRA E' TRUCCATISSSSIMO

BENVENUTI AL SUPERMERCATONE DELLA SCARPA

NON AVETE CAPITO: QUI NON CI SONO OFFERTE SPECIALI

PANCALDI NON SI DEODORA

Poi siamo scappati.
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categoria:pigadev
martedì, 18 dicembre 2007
Boh
Questa  non so spiegarmela proprio. Come ci è finita lì?
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categoria:foto
martedì, 18 dicembre 2007
di Anna Maria Pasetti

Per i romani o presunti tali nessuna serata pre-natalizia è concessa attorno al focolare. Specie se i capitolini in questione hanno a che fare – anche solo marginalmente – con quel magico mondo del cinema, di cui l’Urbe è indiscusso cuore pulsante nel Belpaese. Rande-vouz, parties, receptions, dj sets per non parlare di apetizers, dinners, suppers, late drinks.. il tutto preceduto dalla sacra parola Christmas, o meglio Xmas – che fa più cool. Ce n’è per tutti i gusti: dallo shabby-chic al proto-shock, dal pop-vintage allo psychedelic-zen. C’è del godimento creativo nel bestiario anglofono di cui sopra, of course, ma questo basti a far luce su come l’ozio romanaccio si tramuti in improvviso frenetic-rush alla ricerca della festa che assolutamente «‘un te devi perde, ché sennò stai a rosicà pe’ anni». Digerite le premesse, l’obiettivo va puntato su un party(colare).

L’organizzatore è Studio Universal tra i più gettonati worldwide, figuriamoci attorno ar colosseo. C’è chi farebbe a pugni per un cromatico invito della tv hollywoodiana. La fortuna (e la professione) ce lo hanno fornito. La location (voto: 10 e lode) è stata scelta da chi il divertimento lo sa inventare, proliferare e ben propagandare. Trattasi del Brunswick Bowling di Lungotevere Acqua Acetosa (non essendo romana chi scrive, c’è voluto il Tuttocittà con cui comunque perdersi..). All’ingresso già si capiva da costumi e la musica all around – oltre all’odore di fritture – che come minimo era possibile incontrare Fonzie in persona, catapultato direttamente dai suoi Happy Days. Questo era, difatti, il tema. Un’immersione negli American Graffiti, negli Happy Days, nel drive-in, nel twist o il rock’n roll, nelle slot machines, nelle onion rings e negli hamburger, con birra a fiumi ma soprattutto tra le regine del tempo libero della provincia USA: le piste di bowling.L’accoglienza (voto: vedi sopra) non ha permesso che anche i più inclini alla noia infusa dalla mondanità (come la sottoscritta) potessero cadervi vittime. Tutt’al più hanno permesso che gli smockers ripiegassero in un rifugio loro riservato: provvidenziale protezione dal gelo che nel frattempo si abbatteva sulla Capitale. E ovviamente, non è mancato lo starsystem anche se un po’ de noantri; tra i volti noti (almeno a chi scrive) alcuni registi: Cinzia Th Torrini, Luca Guadagnino, Davide Marengo, Giovanni La Parola. E l’attore Lorenzo Balducci.

In chiusura, a orari flessibili ma per tutti poco sobria, l’atteso omaggio natalizio: il richiesto (quasi quanto quello delle Forze dell’ordine) calendario di Studio Universal, che quest’anno si intitola Babywood. Racchiude preziose immagini in b/n un po’ retrò mostrando bimbi inseriti nei set di alcuni famosi top movies della Universal.
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categoria:cinema
martedì, 18 dicembre 2007
Con questo racconto, parte la serie delle avventure di SpEnk, il C.C. Chi è SpEnk? SpEnk è il cane che riesce a vincere, ma perdere allo stesso tempo. Insomma, è come i Malavoglia di Verga: riesce a finire in un racconto, ma sono più i guai che passa.

La tombola in fumetteria

SpEnk aveva comprato non una, ma due cartelline per la tombola organizzata dalla sua fumetteria di fiducia!
Infatti, essendo SpEnk un pezzente che spendeva tutti i suoi pochi denari in prostitute e fumetti, necessitava degli sconti messi in palio con la tombola da Salvo, detto “lo Smilzo”, il generoso gestore della fumetteria!
Raccolta una manciata di fagioli secchi, perfetta metafora della sua vita (una cosa arida che faceva cagare), SpEnk concentrò le sue limitate doti intellettuali alla copertura dei numeri estratti.
Solo che Salvo col cazzo che li estraeva! Tutti si pavoneggiavano: ambo! Terna! Vincendo gli sconti che sarebbero spettati a LUI.
Quaterna!
Niente da fare. Lui era arrivato al massimo a un ambo.
Cinquina!
Ma insomma! Non era possibile! SpEnk invocò l’anti-doping. Gli urlarono tutti di starsene zitto, che era solo un cane cacato, e rompicoglioni, pure.
Rimaneva solo la tombola, ormai, con in palio una splendida tavola ORIGINALE di Rick Burchiello, dalla serie Vertigo EMX.
Altri numeri, altri fagioli.
La tensione cresceva. SpEnk, unico cane al mondo in grado di sudare, era fradicio.
Mancava solo il 46, ormai.
No. No. SÌ!
QUARANTASEI!
BINGO!
Ma…ma allo stesso tempo, una voce femminile aveva pronunciato la stessa parola.
SpEnk non capiva. Si avvicinò incredulo al bancone.
Una fanciulla di nome Eliela, dagli occhi neri e profondi e luccicanti di gioia, teneva tra le mani una cartellina la cui ultima casellina vuota era rappresentata dal numero 46. Come quella di SpEnk.
SpEnk guardò Salvo detto Lo Smilzo negli occhi.
Salvo disse: “Sai cosa succede, no?”.
SpEnk, a testa bassa, annuì.
Rick Burchiello firmò la tavola di EMX alla giubilante Eliela.
SpEnk se ne andò, facendo gli auguri a denti stretti e vantandosi in maniera seccata di avere compiuto un gesto da vero gentleman, o gentledog.

Faceva freddo, a Milano.
Fuori dalla fumetteria, SpEnk si strinse triste nelle spalle e pensò a ciò che era appena accaduto.
Aveva vinto, ma aveva perso.

La storia della sua vita.

(continua!)
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categoria:spenk
lunedì, 17 dicembre 2007
In questo grande pulviscolo che qualcuno chiama Sfera ci sono i blog erotici. Insomma, sono blog caratterizzati da due elementi fondamentali: l'uso di foto e immagini di corpi nudi, a volte legati o bendati, e da una grafica più o meno uniforme, un po' ridondante, un moderno.barocco. E poi ci sono i testi. Si tratta per lo più di considerazioni o racconti o cronache che hanno per argomento amore, rapporti sessuali, avventure, accoppiamenti improvvisi, copule in luoghi pubblici.

Beh, io questi blog non li sopporto per nulla. Non per l'argomento, che anzi sarebbe benefico. Ma per il come queste cose vengono raccontate. Lo dico perché sono convinto che scrivere di amore/sesso sia impresa difficile. Scrivere in modo adeguato del concerto dei sensi in festa (direbbe Battiato), senza scadere nel porno-banale, che è ultoriore rafforzamento del concetto di porno, che è già di per sé banalizzazione, o nel Blue-Moon, è difficile.

Io una proposta per gli erotic-blogger ce l'avrei. Dovrebbero scrivere tenendo a mente queste parole, pronunciate musicalmente molti anni fa dai maestri Squallor:

Lo prendei
Lo strettei
Era belissssimoooooooo
.

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categoria:foto, blog, scrittura
lunedì, 17 dicembre 2007
Su Ibridamenti stiamo tracciando la Mappa per analizzare il rapporto tra Testo, Immagine e Suono. Si gradiscono commenti e suggerimenti alla creazione della Mappa. Grazie.
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categoria:blog, ibridamenti
domenica, 16 dicembre 2007
1279054705_4474a7c547Per chi vi arriva da mare, in nave o a nuoto, Napoli sembra una città che stia per cadere nell’acqua.

Per chi vi arriva dal Vesuvio, Napoli sembra una città industriale.

Per chi vi arriva da Caserta, Napoli sembra un’unica conurbazione estesa confinante con i prati alla diossina e la mozzarella di bufala.

Napoli sembra molte cose. Essa stessa non sa cosa sembra ma se ne fa un’idea approssimata e semplificata.

Come scoperto da Lello Arena, Napoli ha una risorsa enorme che non è mai stata sfruttata: i giacimenti di pureè di patate nascosti nelle viscere del Vesuvio.

Da anni un gruppo di studiosi sta cercando di stabilire se Napoli è tutta salite o tutta discese. Di fatto, andare in bicicletta a Napoli è poco agevole.

A Napoli sono fiorenti le coltivazioni di sfogliatelle, mentre in lieve declino è l’allevamento del biscotto all’amarena.

A Napoli per dire “In conclusione”, “Alla fine” dicono “A finale”.

Napoli è piena di cantanti, ogni cantante canta un sacco di canzoni e gira un sacco di video musicali. E’ un’industria fiorente.

Sotto alla città è tutto vuoto: puoi camminare per chilometri e non incontrare nessuno, proprio come a Milano.

Recentemente, il glottologo Henry Appelbaum ha sostenuto che Napoli fu fondata da Ettore Fiermosca. Poi fu trasferito presso il centro di accoglienza di Lampedusa e da lì sbarcato per sempre in Germania.

Napoli, se non fosse per gli spagnoli, e i greci, e gli austriaci e i francesi e gli americano sarebbe una citta come tutte le altre, un incrocio tra Bergamo alta e Terni.

A Napoli non è che la Storia non esiste. Il fatto è che se lo dimentica.
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categoria:foto, luoghi, geografia, napoli
venerdì, 14 dicembre 2007
Chi vuol leggere una recensione al film Irina Palm, della giornalista Anna Maria Pasetti,  può andarci. Permesso accordato.
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categoria:cinema
venerdì, 14 dicembre 2007
Il percorso solito porta a passare davanti alle Librerie Riunite. Ora entro, faccio un giro rapido, ed esco. E sono uscito con due libri. Spesa complessiva 7 euro.

Ora ho I nomi di Don Delillo (Einaudi)

e

La finestra d'angolo del cugino, di E.T.A. Hoffmann (Salerno)

che non è la finestra di Lefty, ma quella di uno scrittore che guarda passare la gente per strada, sviluppando una straordinaria capacità di immaginare partendo dall'osservazione. Un giorno decide di trasmettere i segreti di questa arte a un cugino: ne viene fuori una vera e propria lezione divisa in 20 "quadri".

In quanto a I nomi, si sappia per ora che c'è un certo Axton che, da Atene dove lavora, raggiunge moglie e figlio su un'isoletta dell'egeo. E qui viene a consocenza di un omicidio rituale, e dell'esistenza di una setta.

Se son rose, avranno le spine.
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categoria:letture