Il louage* che da Mahdia va a Sousse percorre certe strade interne, in un distretto tutto agricolo, coperto di ulivi per chilometri. Ogni paese lungo la strada è schiacciato dal sole e dalla povertà. Anche se tutto è relativo, non posso che definirla povertà: rifiuti ovunque, strade senza asfalto, terra e polvere, ovunque cumuli di mattoni, calce, cemento ancora da impastare, case costruite a metà, capre che brucano, vecchi contadini distesi nella polvere all'ombra che aspettano che cali il sole, mosche, acqua stagnante, vestiti sporchi stracciati.
Mi sento "salvo" pensando che non sono nato in un paese come questi.
Poi torno in Italia, leggo qualche giornale, ascolto un telegiornale e tutto mi sembra lontano, vano. Ma so bene che l'effetto, poco alla volta, svaporerà, lo scandalo della povertà ritirerà lentamente le mani dalle mie spalle, e anche le inutili querelle letterarie, le imperdibili discussioni degli intellettuali italiani, gli scandaletti televisivi, le follie di una classe politica putrefatta, le vuote chiacchiere e il brusio di fondo riprenderanno a sembrami normali.
*Vetture (di solito furgoncini da7 posti) adibite al trasporto di passeggeri