Manzoni prese dei barattoli, ci mise dentro i propri escrementi ne fece un'opera d'arte. Warhol prese una
comune buatta* Campbell's e la fece diventare famosa rendendola arte. Ora io a questra cosa ci stavo pensando un po', insomma facevo delle considerazioni sull'arte comtemporanea, e sul fatto degli oggetti quotidiani che possono diventare oggetto-soggetto artistico. Per esempio. Non so se ricordardate: fino a qualche tempo fa a bordo dei treni era possibile sentire i saluti di buon viaggio della Cremonini, che poi sarebbe l'azienda di ristorazione che forniva cibi e bevande.
Chef Express, la ristorazione che viaggia vi dà il benvenuto.
Che cosa splendida! E che cibi appetitosi propone quella ristorazione viaggiante! Sui treni, infatti, è possibile mangiare deliziosi panini e sandwich al poliuretano espanso e alla formica pressofusa che anche Pigadev, l'anno scorso, ha avuto delle reazioni allergiche mica male.
Ora, se fossi Warhol, diciamo, prenderei uno di quei triangoli di plastica trasparente che contengono un sandwich a due strati con crema di funghi, una cosa che costituisce una minaccia anche per il mio stomaco, lo fotograferei, poi lo serigraferei, lo sottoporrei a colpi di sole e a un abbronzatura finale, trasformandolo in opera d'arte. A quel punto uno come Cattelan, che le sue opere d'arte sono pupazzi impiccati e simili, mi farebbe due baffi e un pizzetto.
Tutto questo per dire che domani sarò su un treno, un carro bestiame notturno, dove per fortuna la ristorazione che viaggia è latitante, e bisogna portarsi da mangiare da sé. Parto, smobilito, tolgo le tende, sbloggo e saluto tutti. Se ne parla a fine agosto. Viva la ristorazione che viaggia.
*Barattolo
comune buatta* Campbell's e la fece diventare famosa rendendola arte. Ora io a questra cosa ci stavo pensando un po', insomma facevo delle considerazioni sull'arte comtemporanea, e sul fatto degli oggetti quotidiani che possono diventare oggetto-soggetto artistico. Per esempio. Non so se ricordardate: fino a qualche tempo fa a bordo dei treni era possibile sentire i saluti di buon viaggio della Cremonini, che poi sarebbe l'azienda di ristorazione che forniva cibi e bevande. Chef Express, la ristorazione che viaggia vi dà il benvenuto.
Che cosa splendida! E che cibi appetitosi propone quella ristorazione viaggiante! Sui treni, infatti, è possibile mangiare deliziosi panini e sandwich al poliuretano espanso e alla formica pressofusa che anche Pigadev, l'anno scorso, ha avuto delle reazioni allergiche mica male.
Ora, se fossi Warhol, diciamo, prenderei uno di quei triangoli di plastica trasparente che contengono un sandwich a due strati con crema di funghi, una cosa che costituisce una minaccia anche per il mio stomaco, lo fotograferei, poi lo serigraferei, lo sottoporrei a colpi di sole e a un abbronzatura finale, trasformandolo in opera d'arte. A quel punto uno come Cattelan, che le sue opere d'arte sono pupazzi impiccati e simili, mi farebbe due baffi e un pizzetto.
Tutto questo per dire che domani sarò su un treno, un carro bestiame notturno, dove per fortuna la ristorazione che viaggia è latitante, e bisogna portarsi da mangiare da sé. Parto, smobilito, tolgo le tende, sbloggo e saluto tutti. Se ne parla a fine agosto. Viva la ristorazione che viaggia.
*Barattolo








Non c'è niente di nuovo sotto il sole. Tutto è già stato fatto prima.
Hippy. Sì avete capito bene, proprio un Festival del Viaggio Hippie. Con tanto di incontri con viaggiatori e scrittori, concerti, documentari, film, spettacoli.
Non so se sia più tempo di assalti poetici. A cosa potrebbero servire? Sì, come è scritto in questo manifesto, è bello far fiorire il cielo gettando semi al vento.