lunedì, 30 luglio 2007
Manzoni prese dei barattoli, ci mise dentro i propri escrementi ne fece un'opera d'arte. Warhol prese unacampbell comune buatta* Campbell's e la fece diventare famosa rendendola arte. Ora io a questra cosa ci stavo pensando un po', insomma facevo delle considerazioni sull'arte comtemporanea, e sul fatto degli oggetti quotidiani che possono diventare oggetto-soggetto artistico. Per esempio. Non so se ricordardate: fino a qualche tempo fa a bordo dei treni era possibile sentire i saluti di buon viaggio della Cremonini, che poi sarebbe l'azienda di ristorazione che forniva cibi e bevande.

Chef Express, la ristorazione che viaggia vi dà il benvenuto
.

Che cosa splendida! E che cibi appetitosi propone quella ristorazione viaggiante! Sui treni, infatti, è possibile mangiare deliziosi panini e sandwich al poliuretano espanso e alla formica pressofusa che anche Pigadev, l'anno scorso, ha avuto delle reazioni allergiche mica male.

Ora, se fossi Warhol, diciamo, prenderei uno di quei triangoli di plastica trasparente che contengono un sandwich a due strati con crema di funghi, una cosa che costituisce una minaccia anche per il mio stomaco, lo fotograferei, poi lo serigraferei, lo sottoporrei a colpi di sole e a un abbronzatura finale, trasformandolo in opera d'arte. A quel punto uno come Cattelan, che le sue opere d'arte sono pupazzi impiccati e simili, mi farebbe due baffi e un pizzetto.

Tutto questo per dire che domani sarò su un treno, un carro bestiame notturno, dove per fortuna la ristorazione che viaggia è latitante, e bisogna portarsi da mangiare da sé. Parto, smobilito, tolgo le tende, sbloggo e saluto tutti. Se ne parla a fine agosto. Viva la ristorazione che viaggia.

*Barattolo
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categoria:foto, blog
domenica, 29 luglio 2007
Era da tempo che non si vedeva da queste parti Ottuagenario Parmigiani, l'amico di Pigadev che da qualche mese si è trasferito in un palazzo davanti alle Colonne di San Lorenzo. Poi, venerdì sera, torno a casa e trovo Pigadev e Ottuagenario che parlano fitto in soggiorno. Dopo qualche minuto Pigadev mi chiama e mi fa:

Nel palazzo di Ottuagenario c'è stato un omicidio!

Io trasalgo e m'acciglio.
Poi interviene Ottuagenario, che mi spiega tutto.

Il morto si chiamava Arturo Joannidis. Ottuagenario l'aveva trovato stecchito con un colpo di tagliacarte tra le costole sul pianerottolo del terzo piano, tornando la sera dal corso di mazurka che segue ormai da due anni. Arturo Joannidis faceva di mestiere il tipografo, e aveva un socio, Elio Leggeri. E Parmigiani, preso da furia investigativa, ha subito rivolto la sua attenzione su questo Elio Leggeri. Ma anche su un certo Antistene Belgradi, di professione maggiordomo referenziato, su cui si sono diretti i suoi ulteriori sospetti.

Ottuagenario mi ha elencato tutti i motivi dei suoi sospetti. Leggeri, il socio, poteva avere avuto dei contrasti con Joannidis, qualcosa di legato al lavoro, per cui aveva deciso di farlo fuori. E poi Belgradi non gliela contava giusta, aveva una vita misteriosissima, rincasava a casa quasi all'alba, frequentava gente strana.

Poi Parmigiani mi chiede il mio parere, ho abbastanza elementi, dice, per poter dare un giudizio, e decidere quale sia il colpevole. Io lo osservo, tutto infervorato dalle sue indagini, e poi dico:

Escluderei il socio, come si chiama Elio Leggeri. No, lui no, è un'ipotesi noiosa quella del contrasto sulla gestione degli affari. No no. Io dico che l'assassino è Antistene Belgradi. Con quel nome dev'essere lui l'assassino. E poi di professione fa il maggiordomo!

Il maggiordomo, ha esclamato Parnìmigiani infervorato, Il maggiordomo, ma certo. Ora mi contano i torni! Corro a denunciarlo!
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categoria:pigadev
sabato, 28 luglio 2007
SherlockSmallNon c'è niente di nuovo sotto il sole. Tutto è già stato fatto prima.
(Uno studio in rosso)

Io non tiro mai a indovinare. E' una abitudine deplorevole, deleteria per le facoltà logiche.
(Il segno dei quattro)

Siamo abituati al fatto che gli uomini disprezzino ciò che non comprendono.
(Il segno dei quattro)

Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare.
(Il mastino dei Baskerville)

Ci sono sempre in giro degli stravaganti. Il mondo senza di loro sarebbe un luogo troppo noioso.
(L'avventura dei Three Gables)

La  mia mente è come una soffitta stracolma di oggetti ammucchiati confusamente, oggetti che sono così numerosi da avere io stesso un'idea molto vaga di ciò che possiedo.
(L'avventura della criniera di leone)
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categoria:letture, pensieri del té
giovedì, 26 luglio 2007
Mi sorpende, leggendo La creatività dello spirito. Un'introduzione alle religioni australiane di Mircea Eliade, la ricchezza e la forza dei riti e dei miti delle popolazioni aborigene d'Australia. Tra l'altro, leggo che ogni iniziato, cioé ogni componente di quello o quell'altro gruppo il cui ingresso nella società sia dichiarato da questo o quell'istituto rituale, viene introdotto in "un mondo ricco di significato e sacro, in quanto è stato abitato e trasformatp da Esseri soprannaturali".

All'individuo viene "consegnato" uno spazio ricolmo di segni, orientato, percorribile, pieno di senso, di memoria, pieno di Mito.

Proprio come ho sentito dire a una ragazza ieri sera verso le sette, per strada.
Non riusciva a spiegare all'amica con cui passeggiva come si arrivasee in un posto che poi non era tanto lontano da lì dov'erano, però in fondo alla strada c'era un locale per gli apertitivi che era MITICO.
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categoria:letture, sciocchezzaio, pensieri del té
mercoledì, 25 luglio 2007
Ma ci pensate a come avrà sentito la realtà e le persone uno come Franz Kafka?
E non solo lui, ovviamente, ma Kafka è di per sé e da solo paradigmatico.
Quale orrore, e disagio, e paura avrà attraversato le sue regioni retroculari? Per scrivere come ha scritto. Per vivere come visse.
Ora che mi è passato il sonno ci penso a questa cosa. Sento i grilli cantare, e un aereo passare qui sopra. E intanto penso a Kafka. E penso alle parole di mio zio Ermanno, che mi esortava, ero piccolo, a pensare al futuro, a non perdermi in chiacchiere, a farmi una posizione, magari diventando petroliere.
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categoria:scrittura, notturni
martedì, 24 luglio 2007
Dal 29 luglio al 4 agosto ci sarà a Verucchio, in provincia di Rimini, il primo Festival internazionale del Viaggioviaggio hippie Hippy. Sì avete capito bene, proprio un Festival del Viaggio Hippie. Con tanto di incontri con viaggiatori e scrittori, concerti, documentari, film, spettacoli.

Sarà rievocata la Hippie Trail, il viaggio di seimila miglia che, partendo da Istant Bull (come dice cuggino Lefty) proseguiva attraverso Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan e India.

Ora Pigadev s'è messo in testa che vuole andare a Verucchio, in provincia di Rimini. Vuole andare al Festival, e vuole che vada con lui. Dice che dormire in tenda è una cosa magnifica. Ha già riempito il suo zainetto, comprato scatolette di composta di salice nano per il Trasillo e attende la data fatidica per la partenza. Ma ce lo vedete voi Pigadev a Verucchio in provincia di Rimini al Festival degli Hippie? E se si fa crescere i capelli? E poi vorrà fumare la marijuana? E poi vorrà fare sesso di gruppo? Io lo conosco, poi vorrà coinvolgermi.
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categoria:diario, pigadev
lunedì, 23 luglio 2007
Come al solito si tratta di scegliere.
Devo scegliere quali libri portare con me in vacanza. Dopo un accurato calcolo trigonometrico, effettuato anche grazie all'aiuto del mio vicino ucraino, ho ristretto il campo a sei letture:

Paolo Nori, Noi la farem vendetta
Allen Ginsberg, Diario indiano 1962-1963
Hélène Ling, Parigi, all'ombra dei padri
Gaétan Soucy, L'assoluzione
A.A.V.V., Mordi & Fuggi. 16 racconti per evadere dalla Taranta
Marcello Fois, Memoria del vuoto

Scusate un attimo
Pigadeeeevvv smettila di suonare le pentole per favore

Dicevo: devo scegliere. Perché sei libri non me li porto in vacanza, sarebbe immorale. Con tutto quello che avrò da fare! La vacanza che gli anglosassoni definiscono delle quattro S: Sea, Sun, Sand, Sex (aggiungerei seafood).

Daiii Pigadeeevv bastaaaa.

La scelta diventa difficile. Scarto Fois, tengo Allen Ginsberg e i racconti sulla Taranta. Uhm. Ma che faccio, Paolo Nori lo lascio ancora a frollare sullo scaffale? No, ma mi sa che non è una lettura adatta. Allora scarto Fois e Ginsberg, tengo i racconti della Taranta e mi butto su Helene Ling, su Parigi. No. Non sono convinto.

Pigadev se non la smetti ti appendo fuori al balcone.

Non ho ancora cavato un ragno dal buco. E mi sono spazientito. Ora faccio così. Scarto tutti i titoli selezionati e cambio completamente genere e autori. Allora:

prima di tutto un bel romanzo di Silvana Giacobini.
Poi un vecchio libro del maratoneta Gelindo Bordin
e poi Robertooooo Gervasoooooooooooooooooooo.
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categoria:tunisia, letture, pigadev
domenica, 22 luglio 2007
Se il mio blog è un vestito io sono stato nudo per parecchio tempo.
Se n'è accorta pure la madre della dirimpettaia.
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categoria:blog, condominio, pensieri del té
giovedì, 19 luglio 2007
Azione poetica?Non so se sia più tempo di assalti poetici. A cosa potrebbero servire? Sì, come è scritto in questo manifesto, è bello far fiorire il cielo gettando semi al vento.

Ma io, di questi tempi, getterei altro. Per esempio palloncini ricolmi di deiezioni di opossum e di cavallo in Piazza Duomo, davanti alle fondazioni della moda, ai negozi dei sarti che ora se ne sono sagliuti di pressione, alle agenzie di modelle e di veline non velate, davanti al Palazzo Municipale. Colpirei alla dove coglio coglio, broker di borsa e banchieri, netturbini e consiglieri comunali, fiorai, postini, turisti giapponesi, tassidermisti, stradotti, esecutori testamentari, notai, preti idropici, vigili e vigilantes, salumieri, musici, ciambellani, cortigiani baggiani, neuro trasportatori, venditori televisivi, onorevoli monsignori, annunciatori, disboscatori, piromani incendiari, abbecedari. Devo andare avanti?
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categoria:foto, notturni
giovedì, 19 luglio 2007
Poi mi sono svegliato.
Era tutto buio e fugace*.
Allora mi sono riaddormentato.
Ma era tutto ancora buio e fugace.
Allora mi sono convinto che tutto sommato è sempre lo stesso.

*Devo questa espressione a mio cugino F.
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categoria:visioni