Ora che il signor Pasculli si è fatto avanti, uscendo dall’ombra, dopo aver sognato di una ragazza in una

piscina, e chiede con insistenza di trovare spazio sulla carta, mi trovo a dover affrontare un piccolo dissidio “interno”. Uso la penna, per raccontare del signor Pasculli o incomincio a buttare giù la storia utilizzando la videoscrittura del Pc? E’ evidente che le due strade non sono uguali: prevedono procedure, sensazioni e tempi molto differenti. Anzi, si può dire che i due tipi di scrittura postulino due modalità diametralmente opposte.
Intanto mi soffermo sul fatto che, a volte, certi personaggi si fanno trovare. Escono fuori dal buio e pian piano entrano in un cono di luce debole ma sufficiente a farli intravedere. Ed è così anche per i libri che leggeremo. Almeno per me è così. Anche i libri si fanno trovare.
E’ ciò che è capitato due giorni fa davanti alla consueta bancarella che c’è davanti alla Stazione Centrale. Due sere fa, quando sono passato, la collina di libri esposti era particolarmente alta, segno di un recente arrivo. Mi sono subito messo a spulciare. Mentre cercavo e sfogliavo, ho sentito la donna ucraina che sta sempre lì a vendere libri insieme al signore svampito, Ma porca miseria, fa freddo uoggi, ci vuole pruoprio il cappello. A un certo punto, però, ho sentito un’altra voce: quella di un libro nascosto che chiamava. Doveva essere seppellito chissà in quale punto della bancarella, ma sentivo bene che stava chiamando. Mi sono messo a scavare e l’ho trovato
Il figlio del Dio del Tuono di Arto Paasilinna (Iperborea).
Due euro e l’ho messo subito in borsa, credo soffiandolo a un altro compratore che stava facendo incetta di tutti i volumi di Iperborea sparsi qua e là.
Leggerò questo libro perché
a) di Paasilinna me ne ha parlato la mia amica Finlandese
b) si stava rivolgendo proprio a me
c) mi incuriosisce non poco
Mentre lo sfogliavo, infatti, ho letto questo incipit della Premessa:
Il cielo dei Finnici è un immenso coperchio trapunto di stelle, posato sul perno del mondo, con la stella polare allo zenit. Là regnano i loro dèi e gli spiriti, là abitano i Finnici buoni morti da tempo. Il potere supremo è esercitato da Ukko Ylijumala, detto Dio del Tuono.
Il romanzo ha come protagonista Sampsa Ronkainen, agricoltore e antiquario (con negozio a Helsinki in via Iso Roobert) adoratore degli antichi dèi. Leggendo di sfuggita le prime pagine ho appreso che la cultura religiosa e mitologica finnica pullula di folletti, esserini, entità, fantasmi e demoni. C’è anche lo spirito della Birra.