Un’abbondante ma non esagerata assunzione di vino bianco può sortire effetti del tutto gradevoli. Per dimostrare questo teorema, e soprattutto per poter dire anch’io TEST CLINICI LO DIMOSTRANO, mi sono sottoposto volontariamente a un esperimento la cui metodologia riassumo brevemente.
Mi sono scolato lentamente i rimanenti 3/4 di Bianco d’Orvieto della bottiglia stappata la sera prima. La lenta assunzione del vino mi ha progressivamente introdotto in quello stato che il Dott. Nebuloni, dell’Università Parificata di Zelo Buon Persico, definisce “meditativo”. Mentre portavo a termine la fase di assunzione del vino prescelto per l’esperimento, ho iniziato (come previsto) a osservare un posacenere maltese che tengo sulla scrivania come portaoggetti. Nel posacenere maltese ci sono:
1 orologio Swatch nero
1 vite
1 banconota da 5 dinari tunisini
1 spilla bianca con la scritta Ian McEwan – Sabato
1 moneta da 5 centesimi di euro
1 gomma per cancellare con la scritta Tech Rubber
1 chiave Usb con la scritta PenDrive mini 128 m.
Ho potuto notare che, nel procedere dell’osservazione, gli oggetti assumevano ai miei occhi caratteristiche via via più marcati, come se la loro cosità assumesse forza e profondità crescenti. Insomma, ogni cosa era più colorata, più trasparente, più tecnologica, più ticchettante, più utile e cosivvia.
Poi mi sono accorto che, staccando lo sguardo dal posacenere maltese e osservando gli altri oggetti presenti sul piano di cristallo della scrivania, percepivo un vasto mondo complesso e interconnesso in cui tutte le cose (compreso il piccolo marranzanu rosso) emergevano in tutta la loro gloriosa e potente cosità.
E’ per questo motivo che ho deciso di proseguire con un ampio programma di test clinici, in cui utilizzerò in modo programmatico molecole differenti:
Muscat de Kelibia, Greco di Tufo, Bianco di Locorotondo, Trebbiano d’Abruzzo, Primitivo di Campi Salentina, Moscato di Barbera d’Asti, Falanghina, Aglianico del Vulture,