martedì, 31 gennaio 2006
 Ecco qui una lista di calamite presenti sullo sportello del 
frigorifero di casa.

da nord verso sud:

golfo di Napoli con Vesuvio
capri
positano
amalfi
palinuro
lampedusa
sidi bou Sa'id
qubba (mausoleo) tunisina

est:

pizza
babà
caffettiera napoletana

Avete anche voi calamite attaccate sullo sportello del frigorifero.
E se sì, quali?
p.s. Astenersi perditempo, gradita foto.
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categoria:diario, blog
martedì, 31 gennaio 2006

Pigadev ultimamente è troppo preso dai suoi studi. Sta imparando il napoletano.

Pochi giorni fa sono andato in bagno e, tutto felice, gli ho detto:

 Ehi Pigadev, oggi sono sei mesi che non fumo!!!

Nessuna risposta.

Pigadeev?! Hai Capito, sono sei mesi che non tocco una sigaretta!!!

Nessuna risposta.

Pigadeeeeeeeev!!!

Pigadev si è limitato a stendere il braccio porgendomi un foglietto. Lui comunica così. Scrive su dei foglietti a quadretti con la matita. Sul foglietto c’era scritto:

Che cosa significa

Cuffiatùra

Sbafantiello

Ciammiello

Rispondo: Cuffiatura sta per derisione, presa in giro. Sbafantiello è un venditore di fumo. E Ciammiello sta per incensamento, adulazione.
Pigadev non distoglie lo sguardo dalla grammatica e dai suo appunti. Intanto scrive veloce un altro foglietto, me lo porge.

Te si’ scurdato che le nicorette pe’ te fa’ passà ‘o genio ‘e fuma’ te l’aggio cunsigliato io.

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categoria:napoli, pigadev
lunedì, 30 gennaio 2006
E se avete voglia di farvi un viaggio in metro, andate qui.
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categoria:visioni, blog, scrittura
lunedì, 30 gennaio 2006
Umberto Eco ricorda in Geografia imperfetta di Corto Maltese, una sua introduzione a Una Ballata del mare salato, nella serie dedicata al marinaio da l’Espresso, che Hugo Pratt indicava in Laguna blu di de Vere Stackpole l’origine del suo interesse per i mari del Sud. E aggiunge che Thomas Merton diceva di essere diventato cattolico leggendo la storia dell’apostasia di James Joyce in A portrait of the artist as young man. Eco dice di non credere agli autori e, comunque, ricorda che i personaggi della Ballata leggono altri libri: l’opera omnia di Melville, Coleridge, Rilke, Shelley. Questo spunto mi serve per chiedervi, se vi va, di individuare tra i fumetti che conoscete quelli in cui si fa cenno o compaiono dei libri. Di quali libri si tratta?
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categoria:letture
venerdì, 27 gennaio 2006

Una volta ho comprato su una bancarella una vecchia guida dedicata a esercizi commerciali di Venezia e del Triveneto. La guida, cui manca la copertina, quando fu stampata costava 2.50 Lire, ed è piena di pubblicità e segnalazioni di alberghi, ristoranti, istituti bancari, pasticcerie, calzolai, farmacie, assicurazioni, officine meccaniche, alimentari, caffè, stabilimenti balneari. Sfogliando le pagine della guida si fanno interessanti scoperte.

A Venezia c’era il Restaurant Bonvecchiati con alloggi dei fratelli Scattola, in S. Luca, Calle del Magazzen, n. 4536. In quel Restaurant c’era un pronto servizio di cucina a tutte le ore e una scelta qualità di vini con deposito di bottiglie.

A Udine c’era un Istituto Comunale Femminile Uccellis, in cui si preparavano e si educavano, anche con esercizi pratici, le fanciulle alla vita di famiglia e alla cura dell’economia domestica.

A Belluno c’era la Fabbrica di Liquori di Lusso di Vittorio Vedana, che produceva Chartreuse, Doppio Kummel, Ratafià, Genziana e Menta Alpina.

A Godega di S. Urbano (Veneto) si poteva comprare la Menta Glaciale Benedetti.

E c’erano le Farmacie del Dott. Baldisserotto di Venezia, famose per le Pillole Catrame Oppiate, lo Sciroppo contro la tosse canina, i Piroconofobi distruttori delle zanzare e Acqua d’Oro del Dott. B. Pedrin.

Mi piace questa pubblicità ingiallita d'altri tempi, in cui i cognomi delle persone contavano ancora, rappresentando solida affidabilità, garanzia di qualità. Beh, a pensarci bene non tutto è cambiato. Almeno. Fino a qualche tempo fa, a Napoli (non so se sia ancora aperto) c’era un negozio di Targhe, incisioni, medaglie, coppe, onorificenze dei Fratelli Patacca.

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categoria:diario, letture, luoghi
giovedì, 26 gennaio 2006

Se non fosse che Pigadev, tutto sommato, mi sta simpatico, non avrei deciso di dedicare qualche rigo alle sue letture. Lui è un appassionato di Flann O’ Brien. Anzi, per la precisione di un suo libro. Pigadev ha letto solo un libro, e continua a rileggerlo instancabilmente. E’ Il terzo poliziotto di Flann O’ Brien. Quando se ne sta seduto sul bidet, e non ha voglia di rimuginare i suoi pensieri immaginari, legge Il terzo poliziotto. La parte che Pigadev più apprezza di quel libro è questa:

“Mio padre era un vigoroso contadino e mia madre teneva un’osteria. Abitavamo tutti quanti nell’osteria. Gli affari non andavano granché bene, il locale era chiuso per la maggior parte della giornata, poiché mio padre era al lavoro nei campi e mia madre era sempre in cucina”.

Pigadev non mi ha spiegato perché questo sia il passo che gli piace di più, e che rilegge più spesso. Io penso che Pigadev si immagini che quella descritta nel libro sia la sua famiglia immaginaria, almeno, io immagino così.

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categoria:letture, pigadev
martedì, 24 gennaio 2006
Pigadev! Pigadeeev!!!! Noooo Pigadeeeevvvvvv!!!!!!!
Splash!!!
Non era il bidet, quello, Pigadev.
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categoria:pigadev
martedì, 24 gennaio 2006

1) Un vecchio negozio di passamaneria, dietro al banco un’elegante anziana signora.

2) I torinesi affrontano le O arrotolandole contro il il palato, escono fuori più lunghe e fiorite di accenti.

3) Alle Porte Palatine, nonostante la bella giornata, c’è una strana atmosfera. E’ nell’aria, o forse sale su dalla terra.

4) Nel Caffè: “Arrivedeerla Conteessa, grazie della visita”. La Contessa è un’anziana signora distintissima che saluta uno per uno tutti i camerieri, la cassiera e gli addetti al banco: stringe la mano e riserva un sorriso ristretto.

5) In una pasticceria certi dolci che vengono da Lamporecchio. Reminiscenza boccaccesca, il frate Masetto da Lamporecchio, assai solido e prestante per novizie e non.

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categoria:diario, luoghi
lunedì, 23 gennaio 2006
Fuori fa freddo. Nel treno fa caldo. Che strano: nel freddo si muove il caldo. Il senso di stranezza si impossessa di me. Sul sedile accanto al mio qualcuno ha lasciato un catalogo della Libreria Antiquaria Palatina di Firenze, n. 59, inverno 2006. Che strano. Lo sfoglio. Trovo un Istituzioni botaniche (1802) di Ottavio Targioni Tozzetti. Che strano cognome, e una Scrittura doppia americana detta a giornale maestro (1939) di Clitofonte Bellini. Clitofonte, che strano nome. Siamo appena a Rho e viene annunciato che il treno sta viaggiando in orario. Che strano. Nebbia: i lampioni sembrano albicocche nel latte. Che strano. Io prefersico l’acqua e anice o, meglio, il raki. Non posso scendere a Novara per andare a cercare un po’ di raki. Esploro palmo a palmo il Quadrilatero Romano di Torino, arrivo fino alle Porte Palatine, ritorno indietro, scendo nella cripta del Duomo, vado al Castello, poi di nuovo in Piazza San Carlo. Intanto l’idea di un raki, o anche di una grappa, non mi abbandona. Allora entro nel Caffè Torino e ordino una grappa di Barolo. Almeno. E mentre butto giù il primo sorso (anticipato da un profumo ricco e intenso) mi cade l’occhio (che brutta immagine, nevvero?) sul retro di copertina di Poesie di William Blake: “Solo le Cose Mentali sono reali: di ciò che si chiama Corporeo nessuno conosce la Dimora: è nella Fallacia, e la sua esistenza un’Impostura. Dov’è l’esistenza fuori dalla Mente o Pensiero? (…) Non mi rivolgo al mio Occhio Corporeo o Vegetativo più di quanto non mi rivolga a una finestra per un Panorama. Vedo attraverso l’occhio, non con l’occhio”.
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categoria:diario, letture, luoghi
venerdì, 20 gennaio 2006
Sta diventando un vizio. Mi piace leggere i regolamenti dell’Atm affissi in metropolitana e sui tram. L’altro ieri mi studiavo quello della Metro. Al punto 21 dell’art. 4 si fa divieto ai viaggiatori di utilizzare le bocche d’acqua presenti nelle stazioni. Ma ci pensate? Non è possibile farsi un adoccia, per quanto frettolosa, all’interno delle stazioni della metropolitana milanese!!! Che amarezza.
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categoria:luoghi, sciocchezzaio