domenica, 25 dicembre 2005
"Il film è girato rigidamente in digitale"
Rigidamente? DIgitale rigido? Regista rigido? Esistono anche modi di girare in digitale flessibile?
boh

Buon Natale
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categoria:sciocchezzaio
domenica, 18 dicembre 2005

Mi attende l’Eurostar delle 8.00 diretto a Napoli Centrale. Ho con me dei libri ma non una macchina fotografica digitale. E’ solo per ricordarvi che Lettureintreno dura fino al 31 dicembre, e che proporrò agli altri promotori un’eventuale proroga al 6 gennaio. Partecipare e fate partecipare. Perché libertà non è stare sopra un albero.

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categoria:foto, napoli
sabato, 17 dicembre 2005
Vado a tagliare i capelli da Jean Louis David. Leggo Alias e aspetto il mio turno. Una bellissima ragazza si alza dalla poltroncina, scuote un po' i capelli ben tagliati e pettinati e fa a una delle ragazze: Vado in camerino, ho tutti i capelli nel reggiseno, ahah ahaha!!!!!
Di uomini siamo in tre: tre brividi.
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categoria:diario
venerdì, 16 dicembre 2005

Sono in fila per comprare il panino per la pausa. Un ragazzo e una ragazza parlano di pranzi e cene natalizie.

Ragazza: Giù al Sud è più importante la Vigilia, si fa il cenone della vigilia, e si mangia il capitone.

Ragazzo: Cos’è il capitone?

Ragazza: In pratica … è una specie di biscia.

Ragazzo: Ah!

Ragazza: Qui al Nord, invece, la tradizione prevede il bollito, che si mangia con la mostarda.

Ragazzo: Cos’è la mostarda?

Ragazza: E’ come una salsa.

Ragazzo: Ah!

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categoria:diario, sciocchezzaio
giovedì, 15 dicembre 2005

Da Letturalenta si legge qualcosa su Melpunk, De Unamuno, Gerard Genette, cos’è la letteratura, l’essere scemi e il mangiare. Se volete saperne qualcosa di più fate un giro da quelle parti.

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categoria:letture, blog
mercoledì, 14 dicembre 2005

Spesso la mattina, quando vado al lavoro, vedo passare il sosia di Quentin Tarantino. Mi sembra più alto del regista americano, ma la rassomiglianza è notevole. Procede nella direzione opposta alla mia, e ha una cartella di pelle marrone. Spesso mi chiedo quale potrebbe essere il suo lavoro, dove va la mattina, dove abita. Ma non è questa la cosa che mi interessa di più. In realtà, la curiosità vera è un’altra. Mi chiedo se quel signore abbia qualche lato “oscuro”. Insomma, come Quentin Tarantino, avrà qualche ossessione, qualche maledetta fissazione da occultare o sublimare. Cesare Lombroso avrebbe detto, Con quella faccia, chissà cosa nasconde. E se Tarantino le sue ossessioni, di sicuro, le sversa nei suoi film, il suo sosia cosa farà? Sarà un amico della Hoara Borselli onirica? Conterà le macchine di colore amaranto che passano in piazzale Loreto? Salirà in cima alla Torre Velasca per fare l’esibizionista e svelarsi improvvisamente ai piccioni? Si chiuderà nella toilette dell’ufficio per scrivere con un pennarello verde Um ihre Rechnung zahlen zu konnen, bitte erwahnen? Perché, diciamolo, cosa saremmo senza “l’altra parte”, il volto nascosto?

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categoria:diario
martedì, 13 dicembre 2005
Sull'Eurostar Napoli-Milano due ragazzine sdentate (devono essere poverissime) parlano con un uomo brasiliano. Stanno andando a Roma per fare Babbo Natale. O meglio, una delle due ha un vestito rosso di Babbo Natale e tanto di barba bianca e l'altra, che poi è la sorella, la accompagna per chiedere soldi alla gente. A un certo punto la ragazzina va alla toilette e torna vestita da Babbo Natale. L'uomo brasiliano si chiama Airto, ma le ragazzine capiscono Aldo e tale nome gli rimane addosso fino alla capitale. I tre fanno amicizia, anche se le due parlano solo napoletano e lui fa un po' fatica a capirle. A un certo punto decide di offrire il caffé a entrambe. Si alza e con una delle due si dirige verso il bar. L'altra ragazzina, Babbo Natale per intenderci, gli grida dietro: Aldo, chiedi a'o barrista si tene 'o café corretto c'o bailieis!!!!!
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categoria:diario
lunedì, 12 dicembre 2005
Una delle prime cose che ho fatto una volta a bordo del treno che mi avrebbe portato da Roma a Milano è stato quello di fotografare il libro che avevo a portata di mano: Il ciclista di Viken Berberian (Minimum Fax). Tutto, in molti lo sapete già, è nato con un libro di Roberto Calasso fotografato sul treno Milano-Torino, e dà li il concorso Lettureintreno, costruito insieme a Boris Battaglia ed Eiochemipensavo (a propos, scattate le vostre foto che il tempo stringe). Scattata la foto, la mia vocina rompiscatole mi ha suggerito di guardarmi intorno per individuare eventuali passeggeri leggenti e relativi libri. Una signora sussiegosa davanti a me leggeva Michael Crichton. Un signore che ha trascorso parecchio tempo parlando al cellulare di produzioni musicali aveva con sé Guarire la prostata in 90 giorni (Macroedizioni). Più avanti ho intravisto un ragazzo alle prese con il Codice Da Vinci di Dan Brown. Allora ho cacciato dal sacchetto di carta i libri che avevo portato via da Napoli (lo faccio ogni volta che scendo giù: un micro-trasloco librario dei volumi rimasti sulla mia libreria "giovanile"), e ho guardato le loro copertine per rassicurarmi: Màscaras venecianas di Adolfo Bioy Casares (Alianza Cien), La rovina di Kasch di Roberto Calasso (Bompiani), Dracula di Radu Florescu e Raymond T. McNally (Cappelli) e Galapagos di Kurt Vonnegut (Bompiani). Crichton? Neither the dogs!!
 
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domenica, 11 dicembre 2005
Poche notti fa ho fatto un sogno. Voi vi direte, e chi non ne fa? Sì, certo, d'accordo, ma non credo che vi capiti spesso di sognare di essere fidanzati con Hoara Borselli. E' una ballerina, l'ho vista in televisione una sola volta, forse due o tre mesi fa. Beh, comunque, l'ho sognata. Ero fidanzato con lei, e stavo tornando a casa, quando vicino all'ingresso (una villa) trovo un tale dall'aria sospetta con auricolari e registratori. Credo si aun paparazzo, e lo caccio via. Poi entro in casa, e c'è la bella Hoara (ma vi rendete conto che nome, come potrei fidanzarmi con una che si chiama Hoara, è assurdo) che mi accoglie e cerca di distrarmi dalla faccenda del presunto paparazzo. Poi Ohara si assenta un attimo e io, per caso, scopro che in cantina ha allestito una stanza delle torture, avete presente in retro di quel pericoloso negozio in cui finisce Bruce Willlis in Pulp fiction? Così. Ci sono anche le telecamere per riprendere tutto, e vari attrezzini sado-maso in giro. Porca miseria. Nel sogno m'ha preso una fretta indiavolata. A me 'ste cose non convincono per nulla. E poi il nome Hoara non m'ha mai convinto. (Chissà se mai Hoara Borselli, quella vera, leggerà questo post. In tal caso, se ne abbia i miei saluti!).
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categoria:diario
domenica, 11 dicembre 2005
San Giovanni si ritirò sull'isola di Patmos per vedere l'Apocalisse. A me è bastato andare alla Stazione Centrale di Napoli per avere la visione del Caos. Piove. Alla stazione della Metropolitana di Piazza Amedeo viene annunciato il ritardo di un'ora e mezza del treno da Formia. Anche la metro è in ritardo, Passa un Etr. Si aspetta. In Stazione Centrale riesco subito a fare il biglietto per Roma. Devo prenotare l'albergo dalle parti dell'Eur. Vado al primo telefono, inserisco una moneta da un euro, inizio a comporre il numero. Mentre lo faccio sento tremare tutta la struttura che sorregge i telefoni: dall'altra parte c'è un tipo che sta facendo violenza a un telefono. Intanto la comunicazione si interrompe e perdo il mio euro. Vado a un secondo telefono, che si mangia subito due euro. Al terzo, in una zona non riparata dalla pioggia, prenoto il telefono e sento l'acqua che scorre lungo il collo. Intanto osservo il tale che prima si accaniva contro il telefono. Capisco. E' un sabotatore di telefoni. Li manomette, in modo che le monete non scendano giù e le possa poi recuperare. Ha perfino una piccola torcia con cui illumina le fessure in cui si introducono le monete. Vabbé. Vado al binario. Il treno è in ritardo a causa di alcuni problemi al materiale rotabile. Sarebbe? Poi il treno arriva, con venti minuti di ritardo, e posso assistere a una scena che ricorda da vicino la battaglia di Teutoburgo: nello spazio ristretto della banchina i viaggiatori in partenza travolgono senza pietà i passeggeri che scendono dal treno. La manovra è priva di concertazione ma ugualmente efficace. In pochi minuti i passeggeri in arrivo sono sconfitti e dispersi. A bordo il capotreno annuncia un ritardo di quaranta minuti sulla partenza, e si dice dispiaciuto. At th face!!!
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categoria:diario, napoli