mercoledì, 30 novembre 2005

Comunicazione di servizio: in Vibrisse Giulio Mozzi ha aperto una finestra sul concorso Lettureintreno. Andate a dare uno sguardo e ditemi se l'immagine scelta non è azzeccata. E grazie a Giulio Mozzi, naturalmente.

Mozzi fornirà anche dei libri per il premio, così come Placida Signora e Licenziamentodelpoeta.
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categoria:foto, blog
martedì, 29 novembre 2005

No, ma cioé, hai capito, della serie..

Sarebbe?

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categoria:diario
martedì, 29 novembre 2005

La matematica non è un'opinione diceva Totò. Per cui, 1 + 1 + 1 fa tre, che siamo noi: Melpunk, Boris Battaglia ed Eiochemipensavo (che poi è la Giuria) che proponiamo Lettureintreno, concorso aperto alle foto che contengano un libro (ben riconoscibile) a bordo di un treno (o di un vagone della metropolitana). Le foto vanno inserite sul sito Flickr previa semplice iscrizione, entro il 31 dicembre 2005. Ai vincitori delle categorie "Librintreno" e "Librinmetro" saranno inviati due libri dal sottoscritto. Tutto chiaro?

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categoria:visioni, letture, foto, blog
lunedì, 28 novembre 2005

Sabato alla Libreria delle Donne siamo andati a vedere Itineranze, progetto teatrale ideato e diretto da Silvia Bianchi: il raccontarsi di 13 donne provenienti da tutte le parti del mondo (Albania, Ucraina, Ecuador, Kazakhstan, Polonia, Estonia, Giappone, Siria - tranne una, italiana) che hanno ricostruito in modo corale la loro storia: dalla nascita alla partenza per l’Italia, dall’arrivo a Brescia alle difficoltà dell’inserimento e della vita quotidiana. Il progetto teatrale è la “continuazione” di un corso dell’ Università delle Donne di Brescia, che ha coinvolto un gruppo più ampio di donne e che ha portato alla pubblicazione de Il bagaglio invisibile. Storie di vita e pratiche di mediazione interculturale. Mi sembra, come ho detto a Silvia (rimanga fra noi, è bravissima) fuori alla libreria, guardandola fumare una sigaretta (a volte soffro a vedere qualcuno fumare, ma resisto), che la narrazione, il racconto in questo caso trasposto in forma teatrale, sia uno dei modi migliori per parlare alla gente dei problemi connessi alla migrazione (vorrei vedere, io mi sono commosso), per farli comprendere “concretamente”. Dopo, abbiamo cenato in libreria. Di tanti nomi ne ho conservato uno, Agnieszka. Continua a leggere tutti i libri in polacco, si rifiuta, da lettrice forte e profonda, di leggere un testo in una lingua che non sia la sua, e che non gli renderebbe del tutto giustizia di quanto è scritto sulla pagina. Abbiamo parlato di Potocki, di Gustav Herling, di Milosz, e pure del cecoslovacco Jarosalav Hasek e del Buon soldato Sveik. Le rivedremo a Brescia, ci siamo detti, mentre salivano sul piccolo bus privato che le riportava a casa.

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categoria:diario, letture
domenica, 27 novembre 2005
 Basta schiacciare il tasto PLAY e parte Voice recorder, il libro di Scrivana, ovvero Alessandra D'Agostino, edito da Untitl.Ed Editori. E la si riconosce subito, Scrivana, così nel libro come nel blog: cenni, frammenti, dialoghi fulminei, annotazioni. In Voice recorder trovate un epistolario tra un elefante e una formica (lui vuole fidanzarsi con lei, lei non ci pensa nemmeno). Poi ci sono una tartaruga e un pidocchio verde, una rana e un pesce. Poi le strade dell'elefante e del pidocchio verde si incrociano con quella del gufo del bosco. Ma ci sono anche Cappuccetto Rosso, la Nonna, il Cacciatore, il Topo di fogna e il Topo campagnolo. Insomma: si entra in uno strano mondo, quello di Scrivana, e si spererebbe di continuare a vagare per boschi bislacchi e strade metafisiche anche dopo la fine del libro.

Caro topo di fogna,
vorrei venire a stare un po' da voi per imparare la lingua
dei condotti
Il topo campagnolo

Caro topo campagnolo,
potremmo fare uno scambio au pair?
Il topo di fogna

Caro topo di fogna,
sai, non è mica per diffidenza, ma un mio cugino l'anno
scorso ha fatto l'au pair per un tipo giù in città.
Praticamente una gran sola!
Il topo campagnolo

Caro topo campagnolo,
non so come vivono su in città, ma ti garantisco che per
quanto se ne dica da noi siam gente pulita.
Il topo di fogna
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categoria:letture, blog
sabato, 26 novembre 2005

In Sottoicieliditalia, il blog fotografico di Giulio Mozzi ospitato da Vibrisse, c'è una mia foto di cielo torinese.

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categoria:foto, luoghi, blog
sabato, 26 novembre 2005

Mi sveglio e sento che il silenzio è più silenzio. Allora sta nevicando, penso. Perché la neve attutisce i rumori, rende le voci irreali e stranamente distanti. Mi alzo e vado nello studio. Dietro casa è tutto bianco, il cielo è unito alla terra, in un unico grigio-bianco pieno di luce d'acquario.

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categoria:diario, condominio
venerdì, 25 novembre 2005

Nel 1769 le due sorelle Henriod di Neuchatel pubblicizzarono il loro rimedio medicinale chiamato “Bon Extrait d’Absinthe”, composto da alcool, semi d’anice, limone e altre erbe. Questa miscela fu più tardi distribuita da un certo Dr. Ordinaire. Era nata la storia della “Fata verde”, dell’assenzio, insomma. Che avrebbe fatto la felicità (e consumato l’organismo) di poeti e scrittori “maledetti” francesi nel corso dell’800. Tutta l’attrattiva stava nei diversi principi psicoattivi contenuti dall’assenzio, tra cui il Tuione, sostanza ricavata dalla pianta chiamata Artemisia Absinthium (le leggi in vigore limitano il contenuto di questa sostanza a 10 milligrammi per chilo di alcool). Io la mia bottiglia di assenzio l’ho comprata ad Heidelberg, da Gruner Engel, in Untere Strasse, 14 (e bevuto in un bar a pochi passi). Il proprietario del negozio è un tipo alto e magro, piuttosto tenebroso e dal volto simile a quello di un barbaro smilzo: potrebbe essere un componente che ne so, della band di Siouxie, i Banshees, un compagno di insonnia di Nick Cave, un roadie dei Dead Can Dance, un amico dei Bauhaus, il cugino in secondo grado dei Joy Division. Io intanto l’assenzio lo preferisco diluito con poca acqua.

vermouth
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categoria:foto, luoghi, ascolti
giovedì, 24 novembre 2005

Al bar della Stazione Centrale dietro il bancone facce svegliate troppo presto. Caffé sciacquapanza.

Più tardi: campi bianchi di brina, alberi senza foglie, lenti corvi neri. Ciminiere sputano nell'aria stagnante.

Vado alla presentazione di "Torino capitale del libro con Roma". Poi,  nel quartiere a ridosso di Piazza Castello. Negozi che conservano l'aspetto delle origini, legno, insegne con la data di fondazione: 1916, 1920, 1910. Fa freddo. E' un freddo solido. Sui muri leggo due scritte:

PRETOFILIA e OGGI MI FACCIO DI CACIUCCO ALLA LIVORNESE

ninfe
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categoria:diario, foto, luoghi
mercoledì, 23 novembre 2005

Vado a Torino, uno dei vertici del "triangolo nero" (con Praga e Lione). Pigadev è tornato a casa, ma senza Ottuagenario Parmegiani. Al mio ritorno faremo i conti: mi deve almeno 20 euro. Glieli avevo prestati perché non volevo che uscisse con le tasche vuote. E anche perché si ostinava a dire che i soldi del Monopoli erano più che sufficienti.

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categoria:diario, luoghi, pigadev