"Forse la letteratura è questo: inventare un'altra vita che potrebbe benissimo essere la nostra, inventare un doppio. Ricaro Piglia dice che ricordare con una memoria estranea è una variante del doppio, ma è anche una metafora perfetta dell'esperienza letteraria".
Enrique Vila-Matas, Il mal di Montano, Feltrinelli
Esco dal lavoro pensando a queste parole. In principio dovrei andare all'inaugurazione di una mostra fotografica di un amico di Spank dalle parti dei Navigli. Ma Spank mi chiama e dice che è bloccato nel traffico all'incirca nelle Terre di Mezzo, insomma nella Pianura Padana. Allora decido di fermarmi alla Libreria Feltrinelli di piazza Duomo, che sono a due passi, ormai. Entro. Faccio un giro, so che voglio comprare una raccolta di racconti di Checov, ma poi mi distraggo. Noto che vicino all'ingresso c'è un'ampia vetrata, e dietro la vetrata un bar-ristorante, con sedie e tavolini, e a un tavolino una coppia di ragazzi mangia e intanto guarda noi che stiamo nella libreria e guardiamo i libri. Sarà un nuovo tipo di intrattenimento. Magari un giorno si potrà anche scegliere il tipo di lettori da osservare: senza soldi, voraci, frettolosi... Alla fine compro L'arte della fuga. Manuale per viaggiatori che non accettano istruzioni, di Stampa Alternativa, che contiene scritti di Cesare Battisti, Jack London, Daniel Defoe, Roul Vaneighem, Hakim Bey. Poi esco, attraverso la Galleria, e vedo la sede della City Bank aperta e piena di gente che mangia e beve vino bianco. Pazzesco, ora nelle banche ci fanno i ricevimenti, le feste e magari pure l'happy hour.







