giovedì, 29 settembre 2005

"Forse la letteratura è questo: inventare un'altra vita che potrebbe benissimo essere la nostra, inventare un doppio. Ricaro Piglia dice che ricordare con una memoria estranea è una variante del doppio, ma è anche una metafora perfetta dell'esperienza letteraria".

Enrique Vila-Matas, Il mal di Montano, Feltrinelli

Esco dal lavoro pensando a queste parole. In principio dovrei andare all'inaugurazione di una mostra fotografica di un amico di Spank dalle parti dei Navigli. Ma Spank mi chiama e dice che è bloccato nel traffico all'incirca nelle Terre di Mezzo, insomma nella Pianura Padana. Allora decido di fermarmi alla Libreria Feltrinelli di piazza Duomo, che sono a due passi, ormai. Entro. Faccio un giro, so che voglio comprare una raccolta di racconti di Checov, ma poi mi distraggo. Noto che vicino all'ingresso c'è un'ampia vetrata, e dietro la vetrata un bar-ristorante, con sedie e tavolini, e a un tavolino una coppia di ragazzi mangia e intanto guarda noi che stiamo nella libreria e guardiamo i libri. Sarà un nuovo tipo di intrattenimento. Magari un giorno si potrà anche scegliere il tipo di lettori da osservare: senza soldi, voraci, frettolosi... Alla fine compro L'arte della fuga. Manuale per viaggiatori che non accettano istruzioni, di Stampa Alternativa, che contiene scritti di Cesare Battisti, Jack London, Daniel Defoe, Roul Vaneighem, Hakim Bey. Poi esco, attraverso la Galleria, e vedo la sede della City Bank aperta e piena di gente che mangia e beve vino bianco. Pazzesco, ora nelle banche ci fanno i ricevimenti, le feste e magari pure l'happy hour.

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giovedì, 29 settembre 2005

L'8 ottobre a Milano, al Conservatorio, arrivano gli Eels!!!!!!!! Venghino siooori, venghinoooo!!!!!! Chi conosce gli Eels può qui segalare il disco preferito. Seguirà statistica...

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mercoledì, 28 settembre 2005

Figure vive! Bisogna rappresentare la vita non com'è e non come dev'essere, ma come ci appare nei sogni!

A. Checov, Il gabbiano

In apertura a La notte bianca dell'amore di Gustav Herling, l'Ancora del Mediterraneo

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mercoledì, 28 settembre 2005

Tornando in metro ho dato un'occhiata alle scritte sui muri e, soprattutto, sui cartelloni pubblicitari. Per l'ennesima volta il solito ignoto aveva scritto: "Satana culo ebreo sfigato merda". E' da lungo tempo che questo qualcuno continua a scrivere questo tipo di messaggio in giro per la metropolitana milanese. Un ragazzo ci ha pure scritto un raccontino, uno di quelli pubblicati da Subway, quell'iniziativa (ora anche a Roma e Napoli) che diffonde librettini di giovani autori alle fermate del metro. Su un cartello pubblicitario c'era fotografato un ginnasta a gambe aperte, e qualcun'altro ci aveva disegnato un fallo con inchiostro rosso, con una didascalia: "Un bel cazzone". Ora mi chiedo, ma perché questa gente continua a scrivere queste cose? Perché, proprio lì dove sarebbe chiamata a lasciare tracce più interessanti, si rivolta invece nella più limacciosa omologazione? Ma come, avete un magnifico spazio dove è vietato scrivere e disegnare, che se vi beccano vi fanno pure la multa e anche la predica, e voi buttate via l'occasione così, con quattro fesserie. Sempre le stesse. Ma la fantasia?

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martedì, 27 settembre 2005

Oggi me ne sto a casa in compagnia della febbre. Se non fossi malandato non mi avvilirei, ho mille cose da fare, ma mi manca ogni forza. Sono riuscito però a farmi passare questa sensazione sgradevole. Prima ho seguito un servizio su Buster Keaton, e questo è stato come un frullato di vitamine. Poi ho tirato fuori dallo scaffale Canto della neve silenziosa di Hubert Selby Jr. (Feltrinelli), e ho riletto il brevissimo Di balene e di sogni. Non dico nulla del raccontino, nulla, perché solo a dirne qualcosa si sciuperebbe come la vita di una farfalla nelle mani di un entomologo. Se vi capita, leggetelo.

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martedì, 27 settembre 2005

Bologna, Piazza Maggiore, davanti al Palazzo di Re Enzo. Splende il sole, volano piccioni. Un vecchietto suona la fisarmonica su basi preregistrate, il cane di un punkabestia è salito su una fontanella e beve. Gente seduta ai tavolini e sugli scalini della chiesa. Si sta bene, qui. E' bello stare. Si sta bene a stare. Penso alle parole di Boris Battaglia, andate a vedere quanto diceva. E' bello stare. Non a Milano.

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lunedì, 26 settembre 2005

Synesius, padrone di casa di TerzaPersona, ha aperto in rete Oltrebomba, un sito che raccoglie i suoi racconti. Per ora ce ne sono tre. Andateli a leggere. Mo' ci vado pure io. 

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lunedì, 26 settembre 2005
(...) "I critici fanno un mestiere umiliante. Come rileva Leon Bloy, il critico è qualcuno che cerca affannosamente un letto in un domicilio altrui. Io sento il loro disagio. (...) Cosa fa la critica? Riconduce tutto al senso, a una visione assai personale truccata da oggettività. Come è stato detto, il critico è l'artista: io sono il critico dei miei spettacoli".

Carmelo Bene - Bene crudele, Stampa Alternativa

Cosa ne pensate di questa affermazione di Carmelo Bene? Ritenete sia ingiusta nei confronti di chi si occupa di critica o ha un fondamento? E che senso ha la critica letteraria? Lo so, ultimamente faccio molte domande. Ma è meglio scriverle, ché non ho voglia di parlare.
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venerdì, 23 settembre 2005
Domani parto per Bologna e per la Fiera del libro d'arte. Una sola raccomandazione: se vedete in giro Pigadev ricordategli che il bidet è sempre a sua disposizione, e che io tornerò presto. Ultimamente Pigadev è tristanzuolo, non vorrei che si abbattese troppo. Ah, ricordategli che non deve mangiare il sapone liquido agli agrumi, che me lo finisce tutto, come al solito. Saluti.
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venerdì, 23 settembre 2005

Mentre ero al supermercato mi sono ingolfato in alcuni pensieri e considerazioni un po' tristi: le meschinità che, ogni giorno, siamo chiamati a dover sopportare, insomma quelle piccole cose che sono piccole sì, ma la nausea te la procurano comunque. Poi, per fortuna, un altro pensiero mi ha distratto da quello precedente. Mi sono chiesto quale libro mi abbia fatto ridere. Intendo, che mi abbia fatto ridere nel vero senso della parola. La risposta è arrivata subito, mentre mi avvicinavo alla cassa: Tre uomini in barca di Jerome Klapka Jerome! Avete presenti i tre amici che se ne partono per un viaggio in barca sul Tamigi? E l'io narrante che va al Museo Britannico per fare un'indagine su un suo disturbo e scopre di soffrire di tutte le malattie immaginabili tranne il ginocchio della serva? E lo zio Podger? E il diabolico Montmorency? Quando la cassiera mi ha chiesto se avessi la fidelity card le ho risposto: Noh oh oh, l'hohoho dimenticata ah ah a casa ah ahah!!!

 

E il vostro qual'è?

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