domenica, 28 giugno 2009
Prima è arrivato un ballerino svizzero che aveva un problema a un timpano. Giorni prima, spiegava il suo collega italiano all'infermiera dell'accettazione del pronto soccorso, si era infilato qualcosa nell'orecchio.

Poi è arrivata una donna splendida, in gonna morbida e svolazzante e stivali, quasi in lacrime: portava in auto un signore che hanno caricato su una lettiga e hanno portato dentro. Più tardi ho visto la splendida donna fumare fuori, all'ingresso del pronto soccorso, vicino alle autoambulanze.

Subito dopo è stato portato dentro un uomo anziano, steso sulla barella dell'autoambulanza. Un uomo anziano, dallo faccia buona, lungo lungo e un po' curvo, con le macchie dell'età sulla pelle del viso buono e sulle mani. Aveva tubicini che gli entravano nel naso. Hanno parcheggiato la lettiga nella sala del pronto soccorso e un'infermiera l'ha raggiunto.

Come sta signor Raffaele,gli ha detto, e poi Alzi le braccia in alto signor Raffaele, un po' di pazienza, su, così, e ora giri la testa a sinistra e poi a destra, così. E poi ho sentito l'infermiera dire, Ora la portano dentro signor Raffaele, così sitemiamo tutto.

E il signor Raffaele aveva il viso buono, lo sguardo arrendevole tenero sottomesso al destino che lo ha spinto nella sala del pronto soccorso non dice porca puttana e mannaggia il signor raffaele sta lì e forse è grato a qualcosa o a qualcuno di essere ancora vivo perché il signor Raffaele la vita la considera un lusso: è poca ancora ma è bello che ci sia.

Io so che il signor Raffaele in quel momento è tutti gli uomini del mondo. Porta arrendevole la sua bandiera di uomo dal volto buono e dalla mani lunghe macchiate dalle macchie dell'età. E' tutti gli uomini del mondo, e per questo mi ha aiutato a disprezzarli di meno.
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categoria:diario
lunedì, 22 giugno 2009

Quando mi capita di vederlo all'opera ha il potere di trattenermi, di rapirmi. starei ore e ore a seguire le sue dimostrazioni. Maneggia i coltelli affilatissimi che è una meraviglia, e non si limita ad affettare carne, frutta, pane, verdura, pesce surgelato, carta. No. Lui con i suoi coltelli Miracle Blade taglia anche lattine di alluminio, seghetta senza pietà il legno del tagliere su cui lavora, e anche la testa di un martello e un pezzo di marmo.

Chef Tony è veloce, loquace e accattivante. Pulisce con cura ogni volta con il suo grembiule la lama che sta utilizzando, fa scomparire pezzi, frammenti e limature in un foro aperto nel piano di lavoro, e irretisce non solo i cuochi seduti a seguire la sua dimistrazione in studio, ma anche me che sono seduto per qualche attimo in poltrona.

Chef Tony è lla poesia delle lame televisive. Chef Tony è la possibilità piacevole del convincimento telematico. Chef Tony e i suo Miracle blade.

Esercizio:

Recarsi in Piazza Duomo, aprire un tavolino pighevole, allestire rapidamente un tagliere, un set di coltelli e iniziare a fare una dimostrazione con verdure, frutta, carne, pesce surgelato, polenta, cozze, rafano e cioccolato. Attendere l'arrivo del vicesindaco Decorato per colpirlo in viso con deiezioni di opossum (prevebtivamente celate dietro il banchetto).

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categoria:visioni, dada
giovedì, 04 giugno 2009

Ero in metropolitana, e leggevo un articolo di Alias dedicato alla musica ascoltata dagli astronauti dello Shuttle e di altre missioni spaziali a bordo delle loro navicelle e razzi. Da poco è stato ammesso l'uso degli Ipod, che ogni meccanismo elettronico deve essere a lungo testato prima di essere utilizzato a bordo. e ho scoperto che prossimamente sullo Shuttle ci sarà anche la musica di Echo and the Bunnymen.

E allora ho sentito il motivo di The killing moon riecheggiare nel vagone, e visto subito forte come un tamponamento la luna assassina sbucare fuori dal tunnel e schiantarsi contro il treno e penetrarlo con la sua materia lucente bianca come biancomangiare.

La luna assassina mi spinge verso il buio del tunnel, la sua luce mi segue.

Under blue moon I saw you
So soon you'll take me
Up in your arms, too late to beg you
Or cancel it, though I know it must be
The killing time
Unwillingly mine

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categoria:diario, ascolti
lunedì, 25 maggio 2009

Volete leggere qualcosa dedicato a Orsa e Lefty? Scritto col cuore?

Allora leggete questo!



MIMESIS EDIZIONI

 

DAI BLOG AI SOCIAL NETWORK

Arti della connessione nel virtuale

 

a cura di

Maria Maddalena Mapelli e

Umberto Margiotta

 

 

Isbn 9788884838490 - Anno 2009

Euro 16,00

IN LIBRERIA dal 10 Giugno 2009

Già acquistabile su  www.mimesisbookshop.com

 

In questo volume si raccolgono gli esiti del lavoro di ricerca condotto nell’ambito del progetto Ibridamenti. Oggetto dell’indagine sul campo sono nove blog, tra i quali blog noti come Catepol 3.0 (di Caterina Policaro) e Pro-fumo (di Daniele Devoti) o blog di nicchia come il blog letterario Colfavoredellenebbie (di Zena Roncada) o il blog salotto formato dagli affezionati alla community di lefty333boy e orsarossa. Il volume inoltre, oltre a raccogliere alcune testimonianze tra coloro che per primi hanno abitato il social network Facebook, cerca di verificare lo stile di connessione di alcuni blogger all’interno di ambienti come Twitter e Friendfeed. Viene infine proposta una lettura qualitativa dell’account Facebook dello scrittore Aldo Nove.

Si tratta di ricognizioni sistematiche che hanno messo in luce, grazie all’affinamento degli strumenti di osservazione, la specificità dei singoli nodi analizzati, le risposte creative, uniche e irriducibili a standardizzazioni, che ogni singolo nodo ha generato all’interno della rete.

La ricerca condotta dalla Community di Ibridamenti dimostra alla fin fine che se si affinano gli strumenti di osservazione, non è più possibile intendere la rete come il luogo dell’annientamento delle differenze e dell’omologazione identitaria. Essa apparirà piuttosto come una formidabile occasione per sperimentare, oltre la cogenza dei dispositivi, un uso creativo, costruttivo e formativo delle nuove tecnologie.

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categoria:letture, blog
venerdì, 22 maggio 2009
Ieri sono stati consegnati premi e libri del concorso Blog & Nuvole. Il libro, edito da Comma 22, è venuto bene, e ci sta dentro pure il Rag. Ghiringhelli, insieme a Mero Kali e il fedele Jimpsy, il Coniglio Mannaro. Me ne rallegro. E porto a casa una serata con la famiglia di Maria Strofa (i blogger capiranno), il frenetico Furlén, Cronomoto, la Letturalenta di Luca Tassinari (che sorpresa!), Synesius Loro e lo splendido Aitan, e il disegnatore di Dylan Dog (mi ha spiegato la figlia di Maria Strofa), e con Petarda e Zena Colfavoredellenebbie (i blogger capiranno). E con Rugggero Asnagho, che ha dato un volto a Ghiringhelli e C. Saluti a tutti.

rugge01
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categoria:blog
giovedì, 07 maggio 2009

PicabiaSatieTutto d’entr’acte entrano in campo l’esoterico Satie e il surrealistico Picabia: da sinistra e destra, uno in bombetta e ombrello, l’altro scapigliato e scamiciato, saltellano come seduti su palloni invisibili e ballonzolanti e raggiungono un cannone il cui occhio scuro è puntato sulla città di Parigi. Lo caricano e sparano. Si aprono così le danze di Entr’acte, lungometraggio realizzato da René Clair nel 1924 su soggetto dello stesso Picabia, prodotto da Rolf de Maré e musicato da Eric Satie (che quattro anni prima aveva prodotto Musique d’ameublement), destinato alla proiezione tra i due tempi del balletto Relache (cofirmato dal duo Picabia/Satie), della compagnia dei balletti svedesi. Nel film s’addensa nella veste di attori una pattuglia di surrealisti e simpatizzanti di avanguardia: Marcel Duchamp e Man Ray che giocano a scacchi, Georges Auric, Marchel Achard, Georges Charensol, Georges Lacombe, Roger Le Bon, Jean Mamy, Pierre Scize e Louis Touchages che partecipano a un corteo funebre. E anche Inge Friss, Jean Borlin, Darius Milhaud.

Un balletto nel balletto: dopo la cannonata incipitaria Duchamp e Man Ray giocano a scacchi in Place Vandome fino a quando un getto d’acqua non spazza via la scacchiera, pugili si muovono in Place de l’Opéra, fiammiferi si animano grazie alla tecnica dello scatto singolo, una barchetta di carta naviga nel cielo di Parigi, un cacciatore tirolese prende la mira su un uovo bagnato da uno spruzzo d’acqua puntando il fucile direttamente in camera, in direzione dello spettatore.

Inizia la fine. Prende il via un corteo funebre, a cui prendono parte persone che recano ghirlande di fiori al collo, incolonnati dietro il carro funebre trainato da un cammello e adorno di ghirlande di pane (che i partecipanti al corteo mangiano). Nel corteo ricompare Marcel Duchamp, questa volta nei panni di Rrose Selavy, mentre il carro funebre s’infila in una discesa e prende sempre più velocità: il corteo funebre lo segue in un crescendo frenetico di velocità che ricorda una corsa automobilistica. Alla fine il feretro è sbalzato dal carro funebre e finisce in un prato. Dalla bara allora sbuca fuori un prestigiatore, lo stesso cacciatore tirolese di prima, che con l’ausilio di una bacchetta fa scomparire tutti i presenti e poi se stesso.
Scena finale: un cartellone bianco con la scritta FINE è lacerato da un “cannoniere” visto in apertura, ma un calcio lo fa tornare indietro con la scena che si riavvolge e la scritta FINE ritorna alla sua interezza.

Come nella migliore tradizione dadaista le singole immagini, o singole sequenze di immagini, sono al centro dell’interesse di Clair, che scrive con Picabia un film che prima di essere narrativo (lo sforzo della ricostruzione sta tutta allo spettatore) è, appunto, giustapposizione di immagini, o meglio, associazione e affiancamento di immagini non necessariamente legate tra di loro da codici immediatamente individuabili, dove il lavoro dell’occhio e di quanto vi è collegato è, per prima cosa, il guardare, il seguire il balletto visivo, l’accelerazione, il ritmo, la sequenza. Tutti insieme confluiscono in Entr’acte surrealismo, dadaismo, orfismo, cubismo e commedia, abitando lo spazio cittadino di quella Parigi di primi del ‘900 che aveva e avrebbe ulteriormente attratto lo sguardo dei registi francesi, e che stava ospitando uno dei momenti più “sovversivi” dell’arte e della cultura europea.

In seguito, nel 1926, Clair avrebbe realizzato il suo secondo film, Un cappello di paglia di Firenze, dove l’accelerazione presente in Entr’acte acquisisce le cadenze ossessive e frenetiche di un incubo.

Il testo è stato pubblicato sulla rivista Nocturno (aprile) all'interno di uno speciale sul cinema surrealista realizzato dall'ottimo Andrea Bruni, che ringrazio. Saluti.

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categoria:cinema, visioni
lunedì, 04 maggio 2009
Test clinici del John Holmes Istitute di Palo Alto dimostrano che una prolungata assenza di sonno può indurre stati alterati di coscienza. Io posso confermarlo. Stanotte avevo la coscienza proprio alterata, e ho ricevuto visioni e consapevolezze superiori in vertiginosi attimi d'infinito.

Mi sono visto in piedi, sul pianeta Terra, nel continente Europa, nella nazione Italia, nella regione Lombardia, nel comune di Milano. Tutto era buio e fugace, e il grande platano proiettava sulle pareti del soggiorno mobili ombre.
Nello spazio di tre secondi mi sono passati davanti nell'ordine: Vitrac il corvo surrealista, Pigadev, il Rag. Ghiringhelli, Jimpsy il coniglio mannaro, Hector l'armadillo, il Sig. Ottuagenario Parmigiani, il Sig. Pasculli, la carpa Mirca.

Poi mi è tornato in mente il quadro che ha fatto nascere la prima indagine del Commissario Sarnataro:

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categoria:diario, sarnataro
mercoledì, 22 aprile 2009
Da poco più di un mese il luogo dove riesco a leggere è la metropolitana. Dentro la metropolitana negli ultimi giorni ho letto New Italian Epic di Wu Ming.

Devo dire che si tratta di un libro pieno di spunti molto interessanti, e che riuscivo a comprendere nonostante il mio cervello sia una risaia.
Una delle cose che mi è piaciuta tanto, più del prosciutto crudo è questa, che ha a che fare con il requiem del Postmoderno:

Il decorso del postmodernismo si può descrivere in una sola frase: col tempo "buttarla in vacca" è diventato sistematico. Buttarla in vacca a volte è importante. In certi casi può essere salutare, liberatorio, ma è come farsi in vena: diventi dipendente, non riesci più a finire un discorso, come Tom Cruise che scoppia a ridere al Tonight Show e non è più in grado di articolare una frase di senso compiuto. Il postmodernismo da discorso di "opposizione", seppure indistinta, è divenuto dispositivo di cooptazione di ogni enunciato critico in un mondo dove il linguaggio rimanda sempre e ossessivamente a se stesso, i segni rimandano sempre e solo ad altri segni e la critica si autoannulla tra ghigni e cachinni, fino all'apologia dell'indicibilità, dell'ineffabilità, dell'assenza di qualunque senso, dell'equivalenza di questo e di quello.
Se l'ironia diviene onnipresente, la sua valenza critica s'azzera.

Tanto che m'è piaciuto questo pezzo che c'ho infilato un biglietto della metropolitana tra le pagine, ho osservato una signora dal viso ebete che leggeva un articolo intitolato "Nina Moric s'infuria" e poi m'è venuta in mente una cosa:

quella riflessione di Wu Ming mi portava su una spiaggia dove un cetaceo si spiaggia: la bacheca di FacciaLibro gestita da Aldo Nove!
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categoria:letture, blog, scrittura
venerdì, 17 aprile 2009

COMUNICATO STAMPA

 

(Milano, 2 aprile 2009), la casa editrice excelsior 1881, di Luca F. Garavaglia, ha acquisito la rivista specializzata «BOOKSHOP», mensile di riferimento per il mercato editoriale/librario.

Confermate la veste grafica e le collaborazioni con A.L.I (Associazione Librai Italiani), Demoskopea, Inge Feltrinelli e Leviatano, la testata, giunta al 9° anno di pubblicazione, con l’ingresso in excelsior 1881, si arricchisce di nuove prestigiose firme del panorama editoriale librario nazionale e internazionale, offrendo al lettore un quadro ancora più efficace ed esaustivo del mercato e delle sue tendenze.

La rivista, volontariamente sottoposta a certificazione di tiratura e di diffusione in conformità al regolamento CSST (Certificazione Stampa Specializzata e Tecnica) e iscritta all'A.N.E.S. (Associazione Nazionale Editoria Periodica e Specializzata), sarà veicolata attraverso i consueti canali di distribuzione e avrà uno sviluppo on-line all’indirizzo www.bookshop-online.org.

Direttore Responsabile Demetrio De Stefano. La direzione editoriale è affidata ad Anna Ardissone. La redazione è via Lanzone, 2  20123 – Milano.

Il primo numero del nuovo corso verrà presentato a maggio in occasione della Fiera Internazionale del Libro di Torino (14-18 maggio 2009) e ospiterà le nuove rubriche dedicate a: Poesia, Librerie straniere, Libri antichi e rari, Internet e GDO (Grande Distribuzione Organizzata), con l’obiettivo di confermarsi come strumento autorevole e sempre più di riferimento per il settore.

E sempre nel contesto della manifestazione fieristica torinese, domenica 17 maggio alle ore 14.00, si terrà la 6° edizione del Convegno organizzato da BOOKSHOP e A.L.I, per il pubblico degli addetti ai lavori.

 

 

 

Marina Bignotti

Responsabile Relazioni Esterne

e Ufficio Stampa

excelsior 1881

via Lanzone, 2

20123 MILANO - I

tel. +39.02.36579150; fax +39.02.36579169

cell. +39.339.5765340

marina.bignotti@excelsior1881.eu

www.excelsior1881.eu

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categoria:editoria
domenica, 12 aprile 2009
1 Il Corsaro Nero, Emilio Salgari
2) Sulla strada, Jack Kerouac
3) Il buon soldato Sveik, Jaroslav Hasek
4) Se una notte d'inverno un viaggiatore, Italo Calvino
5) Entropia, Thomas Pynchon
6) Sorriso di ignoto marinaio, Vincenzo Consolo
7) I volatili del Beato Angelico, Antonio Tabucchi
8) Memoriale del Convento, José Saramago
9) Vita istruzioni per l'uso, Georges Perec
10) Il libro nero, Orhan Pamuk
11) Mediterraneo, Predrag Matvejevic
12) La via dei canti, Bruce Chatwin
13) Le strade blu, William Least Heat Moon
14) Il nome della rosa, Umberto Eco
15) Dracula, Bram Stoker
16) Tre uomini in barca, Jerome Klapka Jerome
17) Racconti neri dell'India, Rudyard Kipling
18) Il ragazzo rapito, Robert Louis Stevenson
19) Taccuini, Henry James
20 Racconti, Edgar Allan Poe
21) Il segno dei quattro, Arthur Conan Doyle
22) Il dizionario dei Chazari, Milorad Pavic
23) Racconti, Anton Checov
24) La pazienza dell'arrostito, Guido Ceronetti
25) La follia che viene dalle ninfe, Roberto Calasso
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categoria:letture