mercoledì, 21 maggio 2008
Vorrei conoscere quello che ieri è arrivato qui con una ricerca di tre parole:

ANTONELLA BORALEVI NUDA
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categoria:blog
martedì, 20 maggio 2008
Gli Zigani, o Cingani, o ZIngari arrivarono in Italia nel primo ventennio del 1400.
Subito, appena affacciarono la testa sotto le mura della prima città italica di distinsero per due cose: rubavano che è un piacere e, soprattutto, erano terribilmente "diversi". Tanto da procurarsi subito un bel po' di guai.

Incominciarono le autorità a emanare editti, leggi speciali, e anche a inaugurare deportazioni di massa, in alcuni casi il regime di schiavitù. Ogni tentativo di integrazione fu soffocato dal rafforzamento di politiche segregative ed espulsive.

La letteratura al riguardo mette in evidenza una persecuzione antizingara durata ben oltre il 1700.

E nel 1911 il marchese Colocci, il primo a studiare seriamente gli ZIngari, condannava "la caccia all'uomo fatta (...) in Puglia, contro innocenti famiglie zingare, sequestrate, seviziate, segregate, lasciate senza cibo né assistenza", in quanto accusate iniquamente di aver diffuso un'epidemia di colera nel paese (per inciso, gli Zingari risultarono non toccati dal morbo).

A leggere bene atti, editti, bandi e documenti, e io l'ho fatto per la tesi scritta anni fa, sugli ZIngari sì, una cosa salta fuori piuttosto chiara. Nessuno ha mai sopportato gli Zingari in quanto gruppo etnico incollocabile, diverso, difficile da pensare, e scandalosamente nomade rispetto allo scandalosamente sedentario.

Allora, pur sapendo bene che alcuni rubano e altri trafficano illecitamente, ciò non giustifica il fatto che possano essere buttati all'aria con le ruspe, e le loro abitazioni bruciate con l'avallo della camorra. Il problema è che mai è stato loro concesso di avere una casa. Gli ZIngari non sono buoni da pensare.
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categoria:pensieri del té
lunedì, 19 maggio 2008
Domenica sera. Sei appena sceso dal treno che da Venezia è arrivato a Milano. Stai pensando ai casi tuoi, ricordi parole ancora fresche, ti tornano agli occhi della mente volti, gesti, sorrisi. Insomma, sei tranquillo, un po' stanco ma tranquillo.

Allora imbocchi le scale che dalla Stazione Centrale scendono nelle viscere della metropolitana, sei col bagaglio sulla spalla e stringi l'angolo, quando senti qualcuno che ti spintona insinuandosi  nello spazio esiguo tra te e il muro.
La prima cosa che pensi, è un pensiero veloce come l'istinto, è quello di girarti di scatto e tirargli un pugno, chiunque sia l'Altro che ha deciso di spingerti via.

Tenendo la borsa sulla spalla in equilibrio, senti il pugno che si stringe, ti giri:

E' un vecchietto piccolo piccolo, meschino. Che intanto, mentre il pugno torna a essere palmo di mano aperta, ha finito per spintonarti e correre verso la metropolitana.

Riprendi a camminare sbalordito. A Milano tutti hanno fretta. Anche di domenica. Anche i vecchietti piccoli e dall'aria meschina.

Ma perchè fanno così?
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categoria:diario
lunedì, 19 maggio 2008
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categoria:ascolti
domenica, 18 maggio 2008

La Nuova Venezia - Il Mattino di Padova - La Tribuna di Treviso


via Heteronimos

 

Sabato 17 maggio 2008

 

WEB E DINTORNI

CA’ FOSCARI SI TUFFA NEL MONDO DEI BLOGGERS

TUTTO E’ PARTITO DA IBRID@MENTI: OGGI UN CONVEGNO

VIS À VIS TRA RICERCATORI E RAGAZZI

 

di  Yamina Oudaï Celso

 

Si chiamano Melpunk, Contenebbia, Evenevil, Sadlandscape, Mssenzafiltro, e c’è da scommettere che dietro i loro fantasiosi nicknames o identità virtuali si articolino nuove e interessanti strategie comunicative, che parlano il linguaggio a volte onirico, spesso informato e quasi sempre anticipatorio dei bloggers. A questi protagonisti della rete, che attraverso i propri spazi on line (i blog, appunto) aggregano ogni giorno vivaci scambi di idee ed opinioni sui più disparati ambiti, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, assieme a Splinder, aveva scelto, sette mesi fa, di dedicare un apposito spazio di ricerca, attraverso la creazione del blog collettivo Ibrid@menti, concepito come il luogo di scambio e “ibridazione” tra il mondo di internet e quello delle indagini semiotiche, sociologiche e psicoantropologiche rivolte ad esso dagli “addetti ai lavori”.

Adesso che Ibrid@menti, con i suoi 154.000 contatti complessivi, è arrivato ai 5 /10 di Page Rank Google, un primo bilancio dell’innovativo esperimento viene tracciato oggi, dalle 9 alle 18, nella Sala Conferenze di Palazzo Malcanton-Marcorà dal Prorettore dell’Università Umberto Margotta insieme ad una vasta rappresentanza di bloggers e scrittori, come Tiziano Scarpa, che dialogano con gli studiosi degli enti di ricerca coinvolti nel progetto, quali la Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione e il Dipartimento di Studi Storici di Ca’ Foscari, il Laboratorio Internazionale di Semiotica di Venezia, La Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, il Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell’Università di Palermo.

“Si tratta di un’iniziativa che presuppone un indispensabile sforzo di integrazione tra mondi diversi, ma anche saperi e discipline eterogenee – afferma Mario Galzigna, docente di Storia della Scienza e di Epistemologia a Ca’ Foscari, presente anche nella sua veste di “blogger” (heteronymos) – poiché gli strumenti dello psicologo o dell’antropologo non sono sufficienti, da soli, a decodificare una realtà complessa come quella della rete. Il nostro principio ispiratore è stato quello foucaultiano della “indagine di sé e degli altri”, in una visione amplificata e “ibrida” del concetto di identità: è infatti molto frequente che ad Ibrid@menti ci si accosti nella doppia veste di studioso e di blogger o frequentatore del web”.

Al centro del dibattito anche il tentativo di individuare cosa renda un blog preferibile all’altro.

“Il successo comunicativo di un blog è solitamente legato, oltre che alla parola scritta, ad un uso estremamente sofisticato e creativo di immagini e suoni – spiega la coordinatrice di Ibrid@menti Maddalena Mapelli, curatrice del volume collettaneo Pratiche collaborative in rete in uscita presso l’editore Mimesis – . L’interazione tra i due mondi, quello dei blogger e il contesto accademico, si è rivelata piuttosto complessa soprattutto per la difficoltà di congegnare un linguaggio comune. Dal momento che in questa sede ‘ibrida’ nessuno dei due interlocutori poteva esprimersi nella propria modalità abituale”.

Dunque una feconda contaminazione di provenienze e categorie di pensiero, ma anche una provvidenziale caduta di steccati e idiosincrasie di appartenenza che troppo spesso rendono miope l’istituzione universitaria verso chi elabora idee e culture al di fuori di essa.

[ Un'anteprima sul convegno: qui

   Per acquistare il libro on line: qui ]

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categoria:blog, ibridamenti
giovedì, 15 maggio 2008
La questione dei nomi, i nomi delle persone, è una cosa che mi sta a cuore. E soprattutto la questione dei nomi delle persone che se li traduci da una lingua all'altra sembrano cambiare, magicamente assumere altro senso, altra prospettiva. Tanto da spingerti a dire: ma come, un attore con un nome così in Italia non diventerebbe mai famoso. Faccio qualche esempio:

Tom Cruise, da noi sarebbe Tommaso Crociera.
Nick Cave, da noi sarebbe Nicola Caverna.
Nicole Kidmann, da noi sarebbe Nicoletta Bambinouomo.
Michael Stipe, da noi sarebbe Michele Stipite.
Robert Smith, da noi sarebbe Roberto Fabbro.
Tom Waits, da noi sarebbe Tommaso Aspetta
Vanessa Redgrave, da noi sarebbe Vanessa Tombarossa

Vi rendete conto?
Il mondo è molto più complesso di quanto ci spieghino a scuola.
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categoria:pensieri del té
giovedì, 15 maggio 2008
UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI DI VENEZIA 
Centro Interateneo per la Ricerca Didattica e la Formazione Avanzata di Venezia
   
 GIORNATA DI STUDIO

PENSARE IN RETE
Blog e ricerca universitaria


UNIVERSITA’ DI VENEZIA – FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA
PALAZZO MALCANTON-MARCORA’ – Dorsoduro, 3484 / D VENEZIA
 SALA CONFERENZE (piano terra)
 
Sabato 17 maggio 2008
 
Prima parte. Gli esiti di cinque mesi di sperimentazione in rete. Le ipotesi dei blogger, le domande dei docenti.
Ore 9.00- 13.00
 
Moderatore: Umberto Margiotta, Prorettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e coordinatore del progetto Ibrid@menti 
 
Maria Maddalena Mapelli (madmapelli) Pensare in rete: l’esperienza di Ibridamenti (Ca’ Foscari-Ve) Roberto Lo Jacono, Ibridamenti: storia di un’idea che connette (Splinder) 
Germano Milite (pensierobondo), L’avatar specchio
Dario Carta (evenevil), dall’on all’off per immagini
Pasquale Esposito (eventounico), L’utente anonimo come riflesso della comunità
Daniele Muriano (maledettamente bene), Il riflesso avatar
Emma Ciceri (emmart), La sfida delle mappe: si riparte da tre 

il punto di...
Tiziano Scarpa, La parol/azione. Da scrittore vi dico che...
Andrea Bruni (contenebbia) La Cineblogger Connection
Paolo Melissi (melpunk), La scrittura che connette

pausa 11. 15- 11.30 


Barbara Caputo (barbara34), Connettere, solo connettere. Un'etnografia delle immagini nei blog(Lab/antr/media Bicocca-Mi)
Simona Marchi (MSsenzafiltro), Pratiche di interconnessione e riflessività, (La Sapienza,Roma)
Stefano Ciulla, I Blog e l’identità connessa (Università di Palermo)
Matteo Benussi, Giacomo Pasqualetto (sadlandscape) e il gruppo di studenti di antropologia (Ca’ Foscari-Ve), Il lavoro sul campo nella blogosfera
 
Seconda parte. I saperi alla prova del virtuale. Innovare i modelli di ricerca universitaria. Le ipotesi dei docenti, le domande dei blogger.
Ore 14,00 – 18,00
 
Moderatore: Mario Galzigna (heteronymos), Università Ca’ Foscari di Venezia (Epistemologia)
Telegrammi per immagini su Scritture in rete (Paolo Melissi, melpunk), Ibridaprosa e Ibridapoesia (Marco Saya), Storied@ibrido (Cristina Finazzi, modalogia) 

Daniele La Barbera, L’identità e il virtuale. (Psichiatria, Università di Palermo)
Luciano Benadusi, I saperi esperti, il virtuale e l ’apprendimento sociale (Sociologia, Univ. La Sapienza, Roma)
Paolo Fabbri, Tracce dell’identità. La narrazione di sé e dell’altro (Semiologia, IUAV, Venezia)
Giacomo Festi, Avanti c’è Post! Un invito semiotico all’analisi dei post (Semiologia, IUAV Venezia)
Gianluca Ligi, Dalla connessione all'ibridamento: aspetti antropologici della relazionalità (Antropologia sociale, Ca' Foscari-Ve)
Pietro Barbetta, Ibridamenti: una “struttura che connette” ? (Psicologia dinamica, Univ. di Bergamo)
 
Conclusioni
 
Umberto Margiotta (Università Ca’ Foscari di Venezia)
 
·         Università Cà Foscari di Venezia - Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione
·         Università Ca’ Foscari di Venezia - Dipartimento di Studi Storici
 
In collaborazione con:
 
-          LISaV (Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia)
-          Dipartimento di Neuroscienze cliniche, Sezione di Psichiatria, Università di Palermo
-          Facoltà di Sociologia, Università La Sapienza, Roma
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categoria:blog, ibridamenti
mercoledì, 14 maggio 2008
La Fiera del Libro di Torino è un po' come un qualsiasi Mercatone del Mobile: pieno da scoppiare invece che di salotti e camere da letto color puffo per bambini di libri libri e libri di ogni genere. Ci sono talmente tanti libri che, di solito, se ci penso divento idrofobo e d'istinto penso agli spot di Katia Arredamenti. Però ho trovato un escamotaggio per non diventare idrofobo e trarre tutto il piacere possibile. Ovvero, non appena riesco a prendermi una pausa dal lavoro esploro lo stand di un editore che mi interessa particolarmente, così che il fantasma di Katia, che grida SCIURA MARIA, GRAZIE DI ESISTERE si dilegua per incanto.

Questa volta mi sono concentrato moltissimo su due editori.
Uno è Shake Edizioni. Che ha stampato un libro che si chiama Le repubbliche dei pirati, a firma Hakim Bey. Ho iniziato a leggerlo e sono già partito con le Storie di corsari mori rinnegati europei nel Mediterrano che mi sembra di stare sulle spiagge meridionali della Sicilia, o a Tunisi, Tripoli o Algeri. Leggo di pirati che forse ebbero contatti con i Rosacroce e I'Illuminismo, di Lass el Behar, che riposava nella Torre Blanquilla e incontrò una jinniyeh, un genio o sirena del mare.

Ma anche Il demone della letteratura di Brion Gysin e William S. Burroughs, un infernale duo che ai tempi del soggiorno a Parigi esplorò in lungo e in largo il cut up letterario e la sperimentazione, indagò il potere degli specchi, lavorò con registratori, voci, suoni.

L'altra casa editrice, nata da poco più di un anno è Excelsior1881. Dico solo della collana "Letteratura da viaggio". Ecco i titoli:

Mosca, la capitale nel block notes, di Michail A. Bulgakov.

Parigi all'ombra dei padri, di Helene Ling

Carnet dall'U.R.S.S., di André Malraux

Ed è in arrivo un libro di Robert Byron in viaggio in Italia.


Non è molto, ma nemmeno poco.
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categoria:visioni, letture
martedì, 13 maggio 2008
poesia dorsale

Ecchime!
Prima che tu dica pronto, vuoi star zitta, per favore?
In sonno e in veglia, il mio letto è una nave.
Non c'è scampo.


Victor Cavallo, Ecchime (Stampa Alternativa)
Italo Calvino, Prima che tu dica pronto (Mondadori)
Vuoi star zitta, per favore? (Minimum Fax)
A. M. Ortese, In sonno e in veglia (Adelphi)
R.L. Stevenson, Il mio letto è una nave (Feltrinelli)
Jack Black, Non c'è scampo (Alet)
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categoria:scrittura
martedì, 13 maggio 2008
La primavera mi sussurra all'orecchio insistente che non è la primavera è altro e sento che si insinua ovunque ha preso il posto dell'inverno lo ha spostato via come un mobile vecchio da buttare via ma l'ha lasciato sul pianerottolo.
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categoria:pensieri del té